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Economia in Trentino, la Cgil chiede il cambio di passo e una manovra espansiva

venerdì, 23 ottobre 2020

Trento – Economia, secondo i sindacati serve un cambio di passo e subito una manovra espansiva. La Cgil ha presentato il Rapporto sui bilanci 2019 dell’industria trentina. L’analisi segnalava già un anno fa un rallentamento. Andrea Grosselli (nella foto): “Siamo entrati nell’emergenza sanitaria con un’economia più debole. Il Covid cambia tutto: nessun taglio al bilancio ma sostegni a famiglie e imprese”.

andrea grosselli cgil gdv“Il Trentino è entrato nell’emergenza sanitaria già più debole sul piano economico, anche rispetto a quando nel 2009 abbiamo dovuto affrontare la Grande Recessione. I dati dello scorso anno segnano un rallentamento della crescita, che riguarda non solo l’industria. La nostra Provincia soffre di un calo della produttività, come ha evidenziato anche la Banca d’Italia, frutto di un marcato ridimensionamento degli investimenti pubblici e privati. Il Covid infatti cambia tutto, la giunta ne prenda atto finalmente. Questo è davvero il momento del cambiamento, anche delle priorità fissate dalla giunta fino a qui”. Commenta così il segretario generale della Cgil del Trentino i dati che emergono dal Rapporto sui bilanci dell’Industria trentina nel 2019. Lo studio è stato curato da Franco Ischia.
Dall’analisi su un campione di 91 aziende industriali di tutti i settori segnala già un rallentamento degli indicatori di redditività, rispetto agli anni precedenti. “E’ chiaro che in questa fase la priorità deve essere il contenimento del contagio – ha detto Andrea Grosselli -. In questo senso lasciano perplesse le affermazioni del presidente Fugatti sul fatto che il Trentino con il suo 1,29 ha l’indice Rt tra i più bassi d’Italia. Non è una questione di classifiche. Non possiamo attendere che Rt salga ancora per muoversi. Non possiamo rischiare di muoverci quanto le terapie intensive saranno piene. Si deve agire immediatamente con azioni tempestive ed efficaci per abbassare l’indicatore di trasmissibilità, altrimenti si rischiano nuove chiusure totali che vanno evitate ad ogni costo”. Tenendo ben fisse alcune priorità. A cominciare dalla scuola. “Tenere aperta la scuola deve essere un principio che non si mette in discussione. E’ utile ragionare su forme di flessibilità della didattica, tra presenza e a distanza, ma le aule devono restare aperte. Chiudere le scuole avrebbe un impatto negativo molto forte sui giovani e sulle famiglie ma anche sull’economia”.

I dati registrati ad oggi dimostrano anche una tenuta, in termini di rischio contagio, nell’intero comparto manifatturiero. I focolai si sono manifestati sono in alcuni settori e sono stati gestiti. “Appare importante invece individuare modalità di comportamento e eventuali restrizioni sui luoghi di maggiore socialità, quindi sul fronte dei servizi provando allo stesso tempo a dare continuità al settore alberghiero in vista della stagione turistica invernale”, prosegue il segretario della Cgil che è tornato a chiedere anche la riattivazione del tavolo tecnico provinciale Covid 19 “strumento utile per individuare linee guida convergenti e contenere i contagi. Ad un mese dall’impegno della Giunta sulla riattivazione nulla si è ancora mosso”.

Dunque la partita della ripresa economica. Per il segretario Grosselli la prossima legge di Stabilità provinciale e la legge di bilancio 2021-23 devono segnare un cambio di passo significativo, ponendo le basi per una crescita strutturale dell’economia locale. La priorità è rilanciare gli investimenti pubblici e sostenere gli investimenti privati, con una logica selettiva che premi la creazione di valore. Bisogna investire sull’ambiente, sulle nuove tecnologie e sulle opere pubbliche. “Non serve un elenco di interventi tampone, ma un insieme di investimenti che facciano da volano alla crescita presente e futura. Le risorse non possono essere sprecate, neppure se arrivano dall’Europa”.

Infine la preoccupante questione dell’occupazione, anche in vista dell’impatto che potrebbe avere sul mercato del lavoro lo sblocco dei licenziamenti dal 2021. Per fronteggiare una potenziale onda di disoccupati bisogna rafforzare le misure di sostegno al reddito, potenziando le dotazioni del Fondo di Solidarietà per i dipendenti in cassa integrazione delle imprese più piccole e dando sostegno al reddito di famiglie e lavoratori. Infine serve investire sulle politiche attive per favorire la ricollocazione dei disoccupati. “Non ci sarà, però, nessun intervento efficace se prima non verranno potenziati gli organici dei centri per l’impiego con nuove assunzioni. In questo quadro l’unica ricetta appare una manovra economica espansiva. “Sarebbe assurdo prevedere tagli al bilancio pubblico. Abbiamo chiesto un incontro preventivo con la Giunta provinciale perché in questa fase è fondamentale condividere le priorità per la nostra comunità”, conclude Grosselli.



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