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Didattica a distanza in Lombardia, il fronte scricchiola. Sala: “Ci opporremo, così non va bene”

giovedì, 22 ottobre 2020

Milano – Le ordinanze di ieri non convincono larga parte dei lombardi. Non solo per quanto concerne un coprifuoco che mette a rischio la sopravvivenza di diverse attività e la cui efficacia sulla curva dei contagi è posta in dubbio trasversalmente da politici, esperti e gli stessi scienziati.

Un altro tema caldo è quello della didattica a distanza per le scuole secondarie. Nonostante nella motivazione dell’ordinanza si sia ricordata la collaborazione tra Regione e Anci, il fronte inizia a scricchiolare. Tra i sindaci a schierarsi con famiglie e studenti c’è il primo cittadino di Milano, Beppe Sala: “La scuola deve essere l’ultima a chiudere. Oggi abbiamo un incontro video alle 13 fra i sindaci della Lombardia e il presidente Fontana e vogliamo rivedere la questione. Noi ci opporremo e spero che lo modifichi e che prevalga il buon senso. Così non va bene”, il suo commento odierno.

Poi sulle decisioni più in generale adottate in Italia per contrastare l’epidemia: “L’idea improvvisata di scaricare sui sindaci la chiusura di piazze e di vie senza che noi sindaci sapessimo niente è sbagliato. Non tanto perché si dà la responsabilità ai sindaci, ma perché queste misure vanno verificate con chi sta sul territorio. In questo momento servono nervi saldi, ma prima di tutto bisogna pesare parola per parola e condividere tutto”.

DIDATTICA A DISTANZA, ANCHE AZZOLINA ALLO SCONTRO

“In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse”. Sul tema della didattica a distanza, si conclude così la lettera inviata dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.



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