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Deboli nevicate sulle Alpi, in Trentino Alto Adige impianti antibrina attivi

mercoledì, 7 aprile 2021

Livigno – Giornate contrassegnate dal colpo di coda dell’inverno. Freddo, vento forte, gelate fino in pianura al Nord e deboli nevicate che durante la scorsa notte hanno interessato l’arco alpino, specie nelle zone di confine.

Nei prossimi giorni progressivamente l’alta pressione tornerà a proteggere l’Italia con sole prevalente su tutte le regioni, ma con temperature che faranno fatica a riprendersi e addirittura con gelate notturne diffuse, come se fosse inverno. Un rialzo termico e una perturbazione atlantica sono attesi per il weekend.

ALLARME COLDIRETTI IN TRENTINO ALTO ADIGE

Il crollo delle temperature sottozero rappresenta un forte rischio per il settore agricolo e Coldiretti Trentino Alto Adige tiene alta l’attenzione a tutela delle proprie aziende.

“Da giorni stiamo tenendo monitorata la situazione –afferma il presidente Gianluca Barbacovi- e nella scora notte le temperature si sono abbassate sotto lo zero in tutta la regione. In alcune zone sono stati attivati i sistemi antibrina, mentre in altre il freddo è stato affrontato attraverso l’utilizzo di fiammelle in grado di alzare la temperatura circostante. Sotto monitoraggio gli impianti di drupacee come ciliegie e albicocche che sono più sensibili al freddo ed hanno uno stadio fenologico avanzato. L’attenzione è massima poiché siamo proprio in fioritura. Attenzione anche per i meleti. Importante sarà tenere alta l’attenzione sulla prossima notte poiché se dovesse persistere questa condizione climatica ci sarebbe anche il problema della lunga durata del fenomeno con il rischio di danni maggiori. Siamo attivi su tutto il territorio per tenere sotto controllo la situazione”.

La Coldiretti sottolinea come le piante durante il riposo invernale siano in grado di sopportare temperature inferiori allo zero, anche di decine di gradi, ma diventano particolarmente sensibili, una volta risvegliate, in fase di fioritura o dopo aver emesso le nuove foglioline.

Il brusco abbassamento delle temperature con l’arrivo del gelo in pianura può compromette la produzione di frutta fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibile al gelo.

A livello nazionale la Coldiretti afferma che siamo di fronte in tutta Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

L’abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero – precisa la Coldiretti – provoca danni gravissimi ma lo sbalzo termico ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra di ortaggi e di fiori, soprattutto se si considera che i prezzi del gasolio sono in continua crescita da novembre.​

SOS IN VALTELLINA

Il maltempo con freddo e gelo si abbatte sui frutteti e sui campi coltivati della Lombardia, con gli agricoltori che corrono a salvare le produzioni dalle mele in montagna agli ortaggi della pianura padana. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Lombardia sugli effetti del ritorno di temperature artiche, dopo un periodo di clima mite che ha favorito il risveglio della vegetazione ora più vulnerabile agli sbalzi termici.

Durante il riposo invernale – sottolinea la Coldiretti – le piante sono in grado di sopportare temperature inferiori allo zero anche di diversi gradi, ma diventano particolarmente sensibili una volta risvegliate, in fase di fioritura o dopo aver emesso le nuove gemme e foglioline. In queste condizioni – continua la Coldiretti Lombardia – un repentino abbassamento delle temperature rischia di compromettere la produzione dei frutti e il raccolto finale.

In Valtellina – spiega la Coldiretti regionale – durante la notte e nelle ore più fredde per salvare i meli in fioritura dalla primavera sottozero è stato nebulizzato un sottile velo protettivo di acqua che con lo sbalzo termico conserva il calore della pianta e protegge le parti più esposte, impedendo che vengano danneggiate da temperature ancora più basse.

Il ritorno del grande freddo preoccupa gli agricoltori anche in pianura – sottolinea la Coldiretti – dove stanno arrivando ai nostri tecnici le prime segnalazioni di danni. “La brinata è durata diverse ore – testimonia Andrea Costa, frutticoltore mantovano – con punte fino ai tre gradi sotto zero. A essere colpite sono tutte le varietà di pere, con le piante che ormai hanno completato le fioriture e sono quindi a rischio di perdere il frutto”.

Problemi anche per le coltivazioni in pieno campo: “Il freddo anomalo di questi giorni sta ritardando la stagione – spiega Giorgio Perego, agricoltore di Cernusco sul Naviglio (Milano) -. Abbiamo preparato il terreno ma non abbiamo potuto ancora trapiantare le piantine cresciute in serra, come ad esempio i cetrioli. Non siamo ancora riusciti a piantare nemmeno le zucchine. La combinazione tra freddo, vento e mancanza d’acqua sta facendo slittare tutta la produzione”. Lo sbalzo termico – prosegue la Coldiretti regionale – ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra di fiori, soprattutto se si considera che i prezzi del gasolio sono in continua crescita da novembre.

Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e al moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che hanno fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.



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