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Elezioni Comunali a Trento, il candidato sindaco Degasperi (Onda Civica): “Cambiare rotta e puntare su grandi progetti”

sabato, 29 agosto 2020

Trento (A.Pa,) – “Trento riparte”, è il messaggio del candidato sindaco Filippo Degasperi della lista “Onda Civica Trentino“. La campagna elettorale per le Elezioni Comunali a Trento si scalda e la lista “Onda Civica Trentino”, con i suoi candidati, si presenta nelle diverse zone della città.

Onda Civica Trentino - Filippo DegasperiStiamo illustrando il nostro programma e quanto proponiamo per il prossimo quinquennio ai cittadini - spiega il candidato sindaco Filippo Degasperi - e la proposta è quella di cambiare passo: Trento deve avviare una stagione di grande progettualità visto che le risorse ci sono e soprattutto deve avere una visione strategica”.

Degasperi, qual è il punto di partenza del vostro programma?

“Cambiare rotta a questa città. Parto da una premessa, ogni Amministrazione quando è scadenza ha un progetto che è il simbolo dell’attività svolta nel quinquennio. Dell’Amministrazione uscente non si ricorda un progetto di grande importanza, ma interventi ordinari. E’ da qui che noi partiamo e vogliamo rilanciare questa città”.

Puntate sulla mobilità?

“Oggi Trento conta 100 mila ingressi in città al giorno, quindi occorre cambiare la mobilità e cercare di favorire il trasporto pubblico. La nostra idea è valorizzare le linee esistenti e creare un anello della città, liberando il centro storico dalle auto e puntando sulla mobilità elettrica. Inoltre vanno migliorati i collegamenti ferroviari con le valli e la linea del Brennero e proponiamo un collegamento ferroviario utilizzando le linee esistenti (stazione Dossobuono ndr.) con l’aeroporto Catullo, di cui Trento è un importante socio. Infine dal 2016 ci sono le risorse a disposizione per l’elettrificazione della linea della Valsugana, ma le opere non sono ancora partite. Infine c’è la questione interramento della linea del Brennero che potrebbe liberare altri spazi per la mobilità green”. 

E sul rilancio della città?

C’è un tessuto sociale da ricostruire, con delle proposte concrete dal punto di vista urbanistico. Nell’ultimo decennio sono stati creati quartieri dormitorio, e a Trento manca il senso dell’appartenenza, della vicinanza a chi ti abita accanto e, se ha bisogno, portagli un aiuto. E’ venuta meno la “Polis”, quindi occorre costruire e valorizzare la città in quest’ottica con interventi urbanistici che vadano in quella direzione”. 

Ma ci sono anche aree e un patrimonio da recuperare…

“Sulle aree dismesse e patrimonio abbandonato c’è il silenzio più assoluto. Parto dall’ex Atesina per arrivare all’ex questura poi le ex caserme Candriai, ma ci sono tanti altri beni immobiliari dismessi e cadenti che potrebbero essere recuperati e destinati ad esempio alla sicurezza. Non riesco a capire perché la polizia locale sta in periferia, quando recuperando alcuni immobili potrebbero servire come presidi di sicurezza in città e in quartieri strategici. Sul tema della sicurezza tra l’altro va rivisto il sistema di videosorveglianza che si è rivelato fallimentare”.

E sul Bondone?

“Tutti ne parlano e sono decenni. La funivia del Bondone è importante anche per noi, però occorre costruire un progetto attorno. Ad esempio accanto dev’essere valorizzato il patrimonio, rilanciata anche l’idea dei campeggi che una volta era una vera attrattiva, poi lo scialpinismo e il turismo sostenibile”. 

La crisi sta colpendo anche Trento..

“L’emergenza sanitaria ha colpito duramente anche a Trento. Noi – già a gennaio – avevamo puntato su un programma “Trento riparte” per segnare una svolta rispetto agli ultimi decenni. Siamo attenti alle attività economiche e puntiamo su un Comune che sia veramente smart. In piazza Dante è stato negato il permesso a un operatore economico che voleva aprire un’attività e non riesco a capire il motivo. Quindi meno burocrazia e più attenzione alle attività economiche che in questo periodo hanno veramente bisogno. Sono questi i punti fondamentali del nostro programma e sono racchiusi in quattro parole: responsabilità, sicurezza, sostenibilità e territorialità”.



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