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Comunali a Trento, il candidato sindaco Baracetti: priorità a ripresa economica e sociale e alla sicurezza

domenica, 12 luglio 2020

Trento – “Riportare al centro il cittadino”, Alessandro Baracetti (nella foto), 50 anni, avvocato giuslavorista, candidato sindaco a Trento del centrodestra, sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e da liste civiche e autonomiste, punta su un nuovo modo di fare politica.

La campagna elettorale per le elezioni comunali a Trento sta entrando nel vivo e, pur essendo un periodo estivo e la consultazione lontana più di due mesi, sono apparsi i primi manifesti elettorali. ”In queste settimane – spiega Alessandro Baracetti – ho notato un grande interesse tra cittadini, gruppi e associazioni che ho incontrato: tutti hanno posto domande su singoli temi e sulle scelte che verranno avanzate per i prossimi cinque anni di amministrazione”.

Alessandro BaracettiIl punto di partenza della sua campagna elettorale? “Il civismo, il rispetto dell’altro, questo è il mio approccio alla politica”.

Ha definito il programma? “I temi centrali sono la ripresa economica, l’attenzione al sociale e la sicurezza. Sulla ripresa economica va ripensata la città, in un’ottica green partendo dai servizi alle persone, alla mobilità e ambiente, recuperando gli angoli degradati della città. E’ necessaria una programmazione di medio periodo, almeno 10 anni, per cambiare volto alla città. Va realizzato un collegamento funiviario tra Trento e il Bondone, poi puntiamo su una mobilità sostenibile e moderna sia all’interno della città che con i Comuni della cintura”.

Il sogno? ”Trento è la città dell’ex Italcementi, ma anche ex Atesina, ex Sloi… Il mio obiettivo è costruire una città nuova: moderna, sostenibile, tecnologica, sicura e dinamica. Inoltre i tempi di realizzazione devono essere definiti e rapidi, senza i soliti ritardi burocratici e inoltre è fondamentale presentare progetti che possano coinvolgere con investimenti anche il privato”.

E sulla cultura? “Università, scuole, e arte vanno di pari passo. Il progetto che proporrò per i prossimi cinque anni è creare un vero legame tra università, scuole e centri culturali e artistici per far compiere a Trento un salto di qualità. Dobbiamo partire da ciò che oggi abbiamo e ampliare l’offerta per rendere attraente la nostra città. Inoltre vanno messe in campo iniziative innovative anche in campo culturale”.

E nel campo sociale? “Il nostro programma coinvolge tutti, con l’obiettivo di spazi condivisi. Gli anziani sono poco considerati, ritengo che senza la loro disponibilità sia come nonni che nel volontariato debba essere premiata e noi puntiamo su agevolazioni aggiuntive nei servizi pubblici per riconoscere il fondamentale apporto del loro ruolo nella società”.

Come immagina il futuro della città? “A Trento non servono progetti faraonici dove si impegnano anni nella realizzazione e sovente non si portano a termine. A mio parere occorre individuare obiettivi mirati, ad esempio la riqualificazione di alcuni angoli della città, oltre ad una progettualità diversa dal passato, realizzabili in tempi medi. Di fatto occorre svincolarsi dall’immobilismo comunale degli ultimi 20 anni. Negli ultimi due decenni il centrosinistra ha certo di galleggiare tra le diverse “anime” al suo interno, di fatto c’è stato un immobilismo e la città è stata bloccata”.

Come si muoverà nelle prossime settimane? “Proseguirò con incontri personali, vedrò gruppi, associazioni di categoria e del mondo sociale e illustrerò il programma per la città del prossimo decennio”.



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