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Cembra: incontro sul futuro della scuola. Il presidente Rossi illustra le linee per l’anno 2015-2016

mercoledì, 1 aprile 2015

Cembra – Il presidente della Provincia, accompagnato dalla dirigente generale del Dipartimento della conoscenza Livia Ferrario, del dirigente del Servizio istruzione Roberto Ceccato, del dirigente del servizio Trasporti pubblici Roberto Andreatta  a confronto con amministratori locali e insegnanti.

Molti gli spunti emersi nel corso dell’incontro fra il presidente della Provincia autonoma di Trento – anche nelle sue vesti di assessore all’istruzione – e amministratori locali e insegnanti della comunità della valle di Cembra, per presentare le linee guida dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2016-2016, nel quadro più generale delle riforme che stanno interessando il settore della scuola e della formazione. Come già nei precedenti appuntamenti di questo vero e proprio “tour” che sta toccando tutte le realtà territoriali del Trentino, si è parlato innanzitutto dei criteri generali che la Provincia si è data, e che saranno applicati con la necessaria flessibilità, tenendo conto quindi delle esigenze specifiche di ciascun ambito, ma anche della necessità di garantire una offerta formativa omogenea. Per quanto riguarda la valle di Cembra il futuro sarà perlopiù all’insegna della continuità, non essendo emersi aspetti particolarmente problematici.

Ma l’incontro di oggi ha consentito comunque di raccogliere numerosi stimoli, suggerimenti, proposte: ad esempio sul tema della stabilità dei docenti e quindi della continuità didattica, su quello dei trasporti pubblici, ed ancora, sulla settimana scolastica articolata su 5 giornate e sulla necessità di coniugare l’apertura internazionale, incarnata dal Piano per il trilinguismo, con la conservazione delle radici e lo studio della storia locale. Sempre sul trilinguismo, è stata avanzata – e prontamente raccolta – la proposta di realizzare a breve un incontro pubblico per illustrare alle famiglie di alunni e studenti, i pregi del metodo Clil, fugando i dubbi e i timori che questa nuova modalità di insegnamento delle lingue (già molto diffusa in altri paesi dell’Europa, in particolare nell’area tedesca e nel Nord) potrebbe generare.

 LIVELLI DI ECCELLENZA

La scuola trentina ha raggiunto livelli di eccellenza, sul panorama non solo nazionale ma europeo, come attestato dai rapporti Ocse-Pisa e da altre analoghe valutazioni. E’ una scuola che funziona sul piano educativo ma anche per quanto riguarda le infrastrutture disponibili: le classi hanno mediamente una buona dimensione, non sono sovraffollate, il futuro sarà all’insegna della valorizzazione dell’esistente piuttosto che delle nuove realizzazioni.

Proprio per questo – lo ha sottolineato il presidente della Provincia nel suo incontro di oggi a Cembra – essa è titolata per accettare delle sfide, per sperimentare strade nuove, per porsi obiettivi ambiziosi. Tutto questo con gradualità e senza “stressare” troppo il sistema.

In Val di Cembra il panorama scolastico non presenta problematiche particolarmente complesse. Vi sono 10 scuole d’infanzia, 3 provinciali e 7 equiparate, 6 plessi di scuola primaria e 3 di scuola secondaria. Il futuro, fermo restando le novità che interesseranno l’intero panorama provinciale, sarà dunque all’insegna di un rinnovamento che fa tesoro di quanto già c’è.

Rispondendo alle sollecitazioni giunte dal pubblico, il presidente ha sottolineato innanzitutto che, riguardo al tema del turn over degli insegnanti, il Trentino ha introdotto recentemente la regola dei 3 anni di permanenza per i titolari di cattedra. Sul tema della “settimana corta”, per la Provincia non rappresenta un obiettivo di legislatura ma la Giunta sosterrà tutte le esperienze, e sono già tante, di chi si sta posizionando sui 5 giorni, in attesa di giungere ad una valutazione definitiva sui pro e contro di questo eventuale passsaggio.

Porte aperte anche sulla conoscenza della realtà locale, della storia del Trentino e della sua Autonomia: si tratta di un tema affidato fino ad oggi all’iniziativa delle singole realtà scolastiche ma in futuro bisognerà essere forse un po’ più “esigenti”. Ed ancora: riguardo ai tirocini all’estero, il Trentino destina a questa voce 36 milioni di euro, di cui 20 per formazione degli insegnanti, il resto per gli scambi di studenti, che spesso sono utili anche perché consentono di fare delle concrete esperienze lavorative oltre che di imparare una lingua straniera. In futuro, aumenterà la quota degli studenti che potranno trascorrere un periodo formativo all’estero.

Infine, sul trilinguismo, ben vengano nuovi incontri sul territorio, l’importante è non avere paura del nuovo. In generale, la sfida è quella di conciliare qualità e capillarità. Ciò sia per quanto riguarda le soglie minime di alunni o studenti al di sotto dei quali è lecito chiedersi se un istituto abbia ancora un senso, specie se esistono nel raggio di pochi chilometri altre realtà che possono soddisfare la domanda residua, sia anche per quanto riguarda i trasporti. Sul primo versante, nessuno disconosce che la scuola abbia anche un valore di presidio territoriale, ma è necessario innanzitutto porsi il problema del bene chi la frequenza, ovvero della qualità del servizio offerto, che al di sotto di certe soglie diventa complicato garantire. In valle di Cembra comunque esiste un solo esempio di questo tipo, la scuola materna di Lisignago, con una decina di iscritti (la soglia minima nelle scuole primarie è stata fissata in 18 bambini per classe, che diventa di 21 nelle medie e di 20 nelle superiori).
Per quanto riguarda i trasporti, anche qui tutto ciò che si può migliorare sarà preso in considerazione, chiedendo però all’utenza una certa dose di flessibilità, perché un servizio pubblico non è la stessa cosa di un servizio-taxi.

Sullo sfondo, i tre grandi pilastri sui cui poggia il Piano per l’offerta formativa, ormai noti anche perché oggetto di numerosi confronti: l’inclusività del sistema scolastico trentino, con quel che ne consegue in termini di attenzione ai soggetti più svantaggiati, la filiera scuola-lavoro, forte anche degli strumenti messi a disposizione da Garanzia Giovani (tirocini e apprendistato in particolare) e dei nuovi poli formativi, come quelli della Meccatronica o del Design, ed infine, di nuovo, il trilinguismo, centrato sull’inglese, la lingua franca per eccellenza, e sul tedesco, la lingua dei nostri “vicini”.


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