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Arco: intervento di Confcommercio e Assocentro sul nuovo centro commerciale

giovedì, 11 giugno 2020

Arco – Confcommercio Alto Garda e Ledro e Assocentro lanciano un messaggio all’Amministrazione comunale di Arco: “Serve un’ulteriore riflessione sulla realizzazione del centro commerciale zona Sant’Andrea” (nella foto Claudio Miorelli).

Confcommercio Claudio Miorelli“L’Amministrazione comunale di Arco intende proseguire nell’adozione della variante urbanistica numero 15, in merito alla quale abbiamo già provveduto a inoltrare le nostre osservazioni, in particolare nella parte che riguarda le cubature commerciali proposte in Via Sant’Andrea.

In questo momento di crisi pandemica trasformatasi in crisi economica resta molto difficile capire la necessità di aumentare la cubatura di spazi commerciali, ricordando che nel nostro territorio (Alto Garda e Ledro) già sono presenti 930 attività di commercio al dettaglio, che occupano una superficie in metri quadrati di 102.700.

Volendo scendere nel particolare del territorio di Arco, il commercio al dettaglio occupa quasi il 50% dei metri quadrati di tutto l’Alto Garda e Ledro, con 46.089 metri quadri.

Aggiungiamo che la crisi economica nel nostro territorio si sta già mostrando, visto il calo di presenze turistiche riscontrato in questo primo semestre (circa un milione e mezzo) e la netta contrazione delle vendite nel commercio al dettaglio, che fanno supporre purtroppo abbassi, già oggi, la richiesta di superfici commerciali, sottolineando che, se perdurerà il calo nelle presenze turistiche, nella stagione autunnale potranno rendersi disponibili altre superfici di vendita liberate proprio dalla ripercussione della crisi stessa.

Vorremmo che venisse presa in considerazione seriamente la difesa di una componente importante del nostro tessuto sociale: quella delle piccole aziende familiari che popolano i centri storici delle nostre città.

Centri che in questo modo si mantengono unici, vivi, vitali, illuminati e quindi sicuri, ma, se svuotati, vedi tantissimi centri storici anche di grandi città, poi con nessun tipo di risorsa economica si riusciranno a ripopolare.

Una cosa, sicuramente, questa crisi pandemica l’ha mostrata a tutti, cioè quanto sia desolante un centro storico non vitalizzato dalla rete di imprese a 360 gradi che oggi lo popola.

Parole queste che vanno tutte in una sola direzione: sviluppo e valorizzazione dei centri storici, puntando sulla qualità a discapito della quantità. Parole che chiediamo si trasformino in una grande riflessione sullo sviluppo urbanistico e commerciale che vogliamo realizzare”, i presidenti Claudio Miorelli (Confcommercio Imprese per l’Italia Sezione Alto Garda e Ledro) e Andrea Cobbe (Assocentro).



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