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Arco: inaugurata la ciclopedonale di via della Cinta

sabato, 21 settembre 2019

Arco - Inaugurata la ciclopedonale di via della Cinta. Si è svolta oggi la cerimonia di inaugurazione del tratto ciclopedonale sul Sarca lungo via della Cinta, che completa il collegamento della pista ciclabile Trento–lago di Garda nel tratto dell’abitato di Arco.

Arco - ciclabileAlla cerimonia hanno preso parte per l’Amministrazione comunale il sindaco Alessandro Betta, il vicesindaco Stefano Bresciani e la Giunta al completo, e una rappresentanza del Consiglio comunale con il presidente Flavio Tamburini. Presenti anche il vicepresidente della Comunità di Valle Carlo Pedergnana e alcuni amministratori dell’Alto Garda, con i tecnici Marco Fontana (direzione lavori) e Lorenzo Modena (coordinamento della sicurezza). Infine, c’era anche Walter Colò, arcense che negli anni scorsi si attivò, anche con una raccolta di firme, per sollecitare la realizzazione della ciclopedonale in via della Cinta.

La nuova ciclopedonale è un’opera pubblica molto attesa: il percorso lungo il Sarca, che si trova in destra orografica (sponda ovest del fiume), salendo dal Garda all’altezza del campo sportivo Pomerio si sposta in sponda est con una passerella, e quindi nuovamente sulla sponda ovest all’altezza dell’ex oratorio. Da qui fino al ponte sulla Statale gli utenti finora erano costretti a spostarsi sulla viabilità ordinaria, via della Cinta, dove il traffico veicolare intenso (in media 16 mila passaggi nei giorni feriali) non consente condizioni di sicurezza adeguate. D’altronde la ciclopedonale del Sarca è per numero di passaggi la prima del Trentino, con punte mensili di 74 mila cicli e 10 mila pedoni (fonte Algorab), con una frequentazione molto variegata, da cicloamatori a ciclisti più esperti, fino alle famiglie in passeggiata. La nuova ciclopedonale dà continuità al percorso esistente completando il tratto mancante, inserendosi inoltre in una visione progettuale più ampia contenuta nel Piano Urbano della Mobilità, che prefigura da un lato un doppio sistema parallelo sulle due sponde del fiume, connesse tramite numerose passerelle, dall’altro il completamento del sistema ciclabile urbano.

Il nuovo percorso si mantiene sul ciglio dell’argine nei tratti iniziali, attraversa l’area verde comunale lungo via della Cinta, quindi esce a sbalzo sul Sarca tramite una struttura che in parte poggia in alveo lungo la base dell’argine, e infine rientra portandosi in via della Cinta, a fianco della strada, fino all’incrocio con via Segantini e il ponte della Statale 45 bis. Il nuovo tratto ciclopedonale ha uno sviluppo di 415 metri per un costo (tutto compreso, anche Iva e oneri della sicurezza) di 930 mila euro. Il progetto è firmato dall’ing. Francesco Seneci di Netmobility, la direzione lavori è stata dell’ingegner Marco Fontana dello studio «Fontana, Lotti, Lorenzi», coordinatore della sicurezza il geom. Lorenzo Modena; i lavori sono stati eseguiti dall’impresa ICES Costruzioni di Spormaggiore. Si è trattato di un progetto complesso e delicato, perché inserito all’interno di un centro abitato, con la presenza di numerosi sottoservizi e della fitta. Particolarmente complesse la progettazione e l’esecuzione del tratto in alveo del Sarca, che ha comportato il coinvolgimento dei Servizi provinciali Bacini montani e Tutela del paesaggio, e del consorzio irriguo Fitta. Importante si è rivelato il contributo della dirigente dell’Area tecnica comunale, arch. Biancamaria Simoncelli, e dei tecnici comunali, specie nella soluzione dei numerosi problemi che si sono presentati durante lo svolgimento dei lavori. Da sottolineare anche la disponibilità dei proprietari degli edifici e dei terreni interessati, che ha agevolato la realizzazione dell’opera. Di fondamentale importanza è stato il confronto portato avanti dall’Amministrazione comunale con la Provincia, inizialmente contraria al tratto in alveo, seguito in particolare dal vicesindaco Bresciani.

Prima del tagli del nastro, il sindaco Alessandro Betta ha ricordato che solo pochi anni fa, all’inizio del suo mandato, il progetto era ritenuto irrealizzabile (all’epoca il tratto in alveo non era ammesso dalle autorità competenti provinciali), mentre ora è diventato realtà. «Mi spiace che ci sia chi, anziché gioire come tutti noi per la bellissima novità -ha detto il sindaco- si impegni a trovare motivi di polemica, in particolare l’attraversamento della Statale al ponte. E mi spiace che in Consiglio comunale le opposizioni non diano un contributo costruttivo nel mettere in campo tutte le iniziative per ridurre il traffico in via della Cinta, che come stiamo vedendo in questo momento sembra una superstrada. Più in generale rivendico una visione e uno sguardo al futuro che dà la priorità, per quanto riguarda soprattutto il nostro centro cittadino, i pedoni, le biciclette e la vivibilità, a scapito delle auto e del traffico. Una visione che in questo caso, seppure con mille difficoltà, alla fine si è tradotta in realtà, e con un risultato che giudico molto positivo».

Anche il vicesindaco Stefano Bresciani ha sottolineato che per quanto riguarda l’attraversamento della Statale al ponte, sono state valutate diverse alternative, compreso un passaggio interrato, che però si è rivelato irrealizzabile. «Abbiamo messo la predisposizione per un impianto semaforico -ha aggiunto il vicesindaco- ma per ora, considerando anche che la stagione estiva è terminata, proseguiamo con questa soluzione, monitorando la situazione per vedere se saranno necessarie modifiche».

Sia il vicepresidente della Comunità Carlo Pedergnana, sia il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi hanno rimarcato come l’opera sia da inserire nel più ampio contesto della viabilità ciclopedonale del Basso Sarca, e come sia stata appoggiata e condivisa da tutte le Amministrazioni.



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