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Alto Adige, Imi azzerata per il settore turistico e dimezzata per gli altri settori

mercoledì, 24 giugno 2020

Bolzano – La Giunta provinciale altoatesina ha deciso di azzerare il pagamento dell’IMI per le strutture ricettive. Gli altri settori economici possono avere una riduzione del 50% se dimostrano di avere avuto un calo del fatturato almeno del 20%.

Bolzano GdvSia le strutture ricettive, sia bar e ristoranti altoatesini nel 2020 non pagheranno l’Imi e fruiranno quindi di una sorta di esenzione una tantum assimilabile a quella per l’abitazione principale. Le altre attività economiche in grado di dimostrare un calo di fatturato del 20% dovuto all’emergenza Covid potranno beneficiare, invece, di uno sconto del 50 per cento. Lo ha deciso la Giunta provinciale, in accordo con il Consorzio dei Comuni, e la misura sarà presto inserita in una legge che passerà quindi al vaglio del Consiglio provinciale.

“Si tratta – ha spiegato il presidente Arno Kompatscher nella conferenza stampa post giunta – di una importante decisione pensata per attutire gli effetti della crisi post Covid per il mondo dell’economia. Le nostre misure di fatto raddoppiano i benefici previsti a livello statale, visto che lì per l’Imu è prevista solamente la sospensione del pagamento dell’acconto 2020”. La misura costerà all’incirca 60 milioni di euro.

“In accordo con i Comuni – ha spiegato il presidente – che avranno minori entrate pari a circa 6 milioni di euro – abbiamo deciso di andare oltre a quanto previsto a livello statale per il settore turistico, arrivando in sostanza a rinunciare a riscuotere l’imposta. La misura è equa poiché il resto delle attività economiche, che a livello statale non hanno sconti, in Alto Adige avrà uno sconto del 50%”. “Noi non siamo mai contenti – ha spiegato il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer – di rinunciare alle nostre entrate, ma in questo caso facciamo volentieri la nostra parte per dare un contributo concreto per il sostegno dell’economia”. Tutti coloro che vorranno fruire di queste agevolazioni dovranno presentare ai Comuni un’apposita dichiarazione sostitutiva. Le attività non turistiche dovranno però anche dimostrare di avere subito un calo del fatturato almeno del 20 per cento.



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