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Ala: giovedì in Consiglio Comunale la variante di destinazione d’uso per l’ex Convitto Silvio Pellico

lunedì, 25 agosto 2014

Ala - Venuta a mancare l’esigenza di realizzare la scuola di formazione sanitaria da parte dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, l’ex Convitto Silvio Pellico di Ala sarà destinato ad accogliere gli studenti delle scuole primarie di primo e di secondo grado: l’Amministrazione Comunale ha concordato con la PAT la variante per l’assegnazione di destinazione d’uso ad edilizia scolastica dell’edificio, già soggetto a rifunzionalizzazione nel progetto delegato all’APSS e approvato nel 2008, che verrà ripreso e integrato degli spazi destinati alla nuova Scuola Primaria inferiore, dimensionata per ospitare 500 alunni (4 sezioni per 5 classi da 25 utenti ciascuna) e la nuova mensa da 380 posti che servirà anche gli studenti della scuola media prevedendo un doppio turno di utilizzo.val-di-pejo-4

«Tra le principali motivazioni che supportano la collocazione della scuola elementare nell’ex Convitto Silvio Pellico» indica il sindaco del Comune di Ala, Luigino Peroni «c’è proprio l’occasione di ottenere un plesso scolastico unitario vista la sua vicinanza con la scuola media – inglobando parco Pizzini, recentemente acquistato dal Comune – con la possibilità di ottimizzare le risorse e condividere alcune funzioni.

Giovedì 28 agosto presenteremo in Consiglio Comunale la variante concordata rispetto al progetto del 2008» continua Luigino Peroni «e auspichiamo la presenza dei cittadini in sala, perché sappiano direttamente dalla nostra fonte quali sono le opportunità e le criticità, ma anche i costi e i tempi relativi alla nuova proposta che coinvolgerà le famiglie e gli studenti degli anni a venire».

Noto anche come Palazzo Pandolfi, l’ex Convitto Silvio Pellico utilizzato nella funzione di studentato fino al 30 giugno 2001 è per la maggior parte ubicato nel centro storico di Ala, articolato in diversi corpi di fabbrica costruiti in epoche differenti e sottoposto alla legge 1089/39 per la tutela dei beni architettonici. Con il nuovo progetto di variante, si prevede di armonizzare un contesto nel quale convivono testimonianze del tessuto storico e strutture di recente edificazione.

Nella sua complessa volumetria, con i suoi quattro piani di altezza Palazzo Pandolfi raggiunge una volumetria di oltre mc 15.400, su una superficie coperta di mq 1.310, prevalentemente attorno alla corte interna (circa mq 396). Negli anni Trenta era stata demolita l’ala laterale ad Ovest per realizzare un corpo edilizio composto da tre piani con imponente vano scala e ampie sale. Ora, la prevista demolizione e ricostruzione della parte aggiunta all’edificio principale negli anni Sessanta comporterà la riqualificazione di un’area caratterizzata da edifici di antico impianto verso via Torre, per giungere in direzione Sud fino all’edificio più recente che ospita le Scuole medie collocate lungo via Anzelini, ancora a ridosso della perimetrazione storica.

La parte di nuova costruzione prevista in ampliamento allo stabile si articola su due piani verso via Anzelini, posti in comunicazione e al medesimo livello con i piani del palazzo; dato il declivio su cui poggia l’area, vi è però un ulteriore piano sull’altro versante.

Nel suo complesso, l’edificio scolastico si articolerà attorno a due cortili, uno nella parte storica e uno nella parte nuova direttamente affacciato sul giardino attraverso un ampio portico; tutti i piani saranno facilmente collegati tra di loro attraverso cinque vani scala (tre dotati di ascensore) posti nei nodi strategici di connessione tra le varie parti.

Nella testata dell’edificio storico saranno collocati gli uffici di tutto l’Istituto Comprensivo Scolastico di Ala e alcune funzioni di supporto all’attività scolastica (aule-studio per i docenti, biblioteca e locali di servizio) mentre nei corpi edilizi laterali saranno ricavate le ampie aule didattiche e quelle speciali, servizi igienici e locali a supporto della didattica.

Nel cortile interno, per consentire un miglior utilizzo degli spazi a disposizione nell’ala Ovest, la variante prevede un nuovo corpo edilizio con funzione distributiva che agevolerà la comunicazione con il nuovo edificio sviluppato a Sud, in un linguaggio architettonico semplice e contemporaneo che interagisca con la struttura preesistente senza sovrastarla.

Nella parte di nuova edificazione in via Anzelini, sarà collocato l’ingresso per gli studenti delle elementari e troveranno sede ulteriori aule per la didattica, i relativi servizi igienici e alcuni locali di supporto destinati ai docenti. Al piano terra si collocheranno la nuova mensa, la cucina e due aule speciali.

La distribuzione delle varie attività, in particolare sulla parte del fabbricato esistente, è stata dettata dalle peculiarità storico-artistiche più spiccate di alcune parti dell’edificato storico e dall’ampiezza degli spazi in funzione del potenziale utilizzo di altre parti, mentre nell’edificio di nuova realizzazione la maggior parte delle funzioni è stata confermata rispetto al progetto del 2008, salvo qualche ottimizzazione nei percorsi distributivi (vani scala e corridoi).

Per rispondere alle esigenze normative, l’attività scolastica terrà in considerazione gli spazi presenti nel centro scolastico sportivo ubicato nelle vicinanze, dove si potrà disporre della palestra ora in uso alle medie e dove potrà essere ricavata un’aula magna provvisoria nell’attesa della realizzazione del futuro plesso scolastico per la scuola media che prevede la realizzazione di un auditorium a servizio di tutto l’Istituto Comprensivo.

Un’ulteriore riflessione ha proposto un riassetto architettonico in funzione delle normative in materia antisismica e sul risparmio energetico: i criteri adottati nel progetto del 2008 sono stati sostanzialmente confermati, e integrati di analisi e previsioni delle performance.

«È nostra intenzione ripartire al più presto con i lavori, cominciati l’estate 2013 e sospesi a ottobre per il cambio di programmi dell’APSS» conclude il sindaco Luigino Peroni. «Dopo l’approvazione in Consiglio, è prevedibile un iter di 3 o 4 mesi per le autorizzazioni in deroga e il rinnovo dei necessari pareri e autorizzazioni». In sostanza, i lavori in variante al progetto appaltato comporteranno un incremento della durata contrattuale complessiva, calcolabile in via provvisoria in 150 giorni da sommare ai 750 previsti. Nonostante le variazioni, il costo totale dell’opera resta confermato a 7.760.000 euro.


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