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Agricoltura: in Trentino sviluppo del bio-distretto, i primi risultati

sabato, 3 giugno 2017

Trento – Sono stati resi noti i primi dati relativi alla posizione degli agricoltori nei confronti di un eventuale bio-distretto a Trento grazie ad una ricerca pilota partita a inizio maggio.

Si tratta della prima ricerca a sostegno dell’iniziativa per lo sviluppo del bio-distretto nel Comune di Trento, coordinata dall’Università degli Studi di Trento e dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria di Villazzano con il supporto tecnologico di Effetreseizero.

eLa ricerca è stata condotta da Helena Treska, neolaureata presso l’Università di Lubiana, e Giada Da Roit, laureanda all’Università degli Studi di Trento, che hanno esposto oggi i primi dati. Un lavoro che è partito dalle circoscrizioni di Villazzano, Povo e Argentario ed ha coinvolto ad oggi oltre il 35% del totale degli agricoltori della zona presa in esame. La ricerca proseguirà per tutto il mese di giugno tra le colline della città.

Il lavoro ha indagato i tipi di coltivazioni della collina, i metodi di produzione agricola e la percezione che i contadini hanno del bio-distretto. Oltre al ricco database che si sta formando, con Effetreseizero verrà preparato anche un utile strumento di gestione dei dati geografici.

In sintesi i primi risultati interessanti:
1) Tra gli agricoltori biologici c’è la convinzione personale sulla necessità di proteggere la
qualità dell’ambiente e di proteggere la salute dei consumatori.
2) La totalità degli agricoltori biologici ha espressamente dichiarato di coltivare biologico per
proteggere la propria salute.
3) Più del 50% degli agricoltori convenzionali ha intenzione di passare al biologico, nonostante
l’eccessiva burocrazia per ottenere una certificazione biologica.
4) 8 agricoltori su 10 concordano sul fatto che il bio-distretto sia un’area geografica ben
delimitata dove si pratica il biologico, mettendo in risalto la questione relativa al metodo di produzione piuttosto che il sottostante accordo fra produttori, distributori e consumatori della zona.
5) L’adozione di una legislazione dedicata ai bio-distretti è per la maggioranza dei contadini la prima condizione necessaria allo sviluppo di un bio-distretto.
6) Per i contadini la nascita del bio-distretto aumenterà la fiducia tra produttori e consumatori e la visibilità della loro attività presso i consumatori.


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