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64esimo Trento Film Festival: Genziana d’oro miglior film a La Montagne Magique. Tutti i vincitori

sabato, 7 maggio 2016

Trento – La giuria del 64. Trento Film Festival – composta dalla regista cilena Tiziana Panizza Montanari, dalla direttrice del Festival International du Film d’Environnement di Parigi Myriam Gast-Loup, dal direttore della fotografia Thierry Machado, dal documentarista Alberto Fasulo e dallo scalatore professionista e regista statunitense Cedar Wright – dopo aver visionato i 23 film in concorso in un’appassionante settimana di scoperte, viaggi, emozioni forti, ha assegnato oggi i suoi premi, che riflettono la ricchezza della selezione di quest’anno.la montagne magique film

È la regista Anca Damian la vincitrice della Genziana d’oro miglior film – Gran Premio “Città di Trento”. La giuria internazionale ha premiato con il riconoscimento più ambito il suo film La Montagne Magique (foto): la storia di Adam Jacek Winkler, fotografo, alpinista e militante politico, narrata in una biografia che abbraccia metà del Novecento.

La sua vita avventurosa viene restituita attraverso l’utilizzo di un numero strabiliante di tecniche di animazione, in un incantevole e ipnotico caleidoscopio di eventi che incrociano la sua vicenda personale con la Storia con la S maiuscola. “Quest’opera originale, stravagante, sensibile e intima – si legge nelle motivazioni della giuria – riesce a unire narrazione epica e creazione artistica. Il percorso di vita del protagonista, oltre alla forza di un destino, comprende in sé tutta la complessità dell’essere umano.”

Al commovente K2 – Touching the Sky della regista Eliza Kubarska, è andata la Genziana d’Oro Miglior film di Alpinismo – Premio del Club Alpino italiano. È possibile conciliare i rischi dell’alpinismo con la scelta di diventare genitori? La regista decide di affrontare questa domanda invitando a un trekking fino al campo base del K2 un gruppo di persone accomunate dall’aver perso durante l’infanzia un genitore su quella vetta.“Misurarsi a rischio delle proprie vite sembra rendere gli alpinisti degli eroi…ma non lo sono. Chiedersi cosa lasciano in eredità a coloro che restano, a coloro che subiscono la paura del non ritorno, della solitudine, del vuoto, commuove ancor di più.”

La Genziana d’Oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata all’epico The Great Alone di Greg Kohs che celebra la figura di Lance Mackey, vincitore per quattro volte consecutive della Iditarod Trail, la celebre corsa di slitte trainate da cani lunga 1868 chilometri. Un film che “risveglia il nostro animo bambino grazie a un corteo di eroi in viaggio verso il Nord, attraverso paesaggi ammalianti avvolti in temperature estreme”.

Le Genziane d’Argento sono state così assegnate: per il miglior contributo tecnico-artistico a Behemoth di Zhao Liang, già in concorso a Venezia e acclamato tra i migliori documentari del 2015, sull’impatto sul paesaggio dell’industria estrattiva e le terribili condizioni di lavoro nelle miniere della Mongolia; per il miglior cortometraggio a Last Base di Aslak Danbolt, sull’ultimo salto di jumping di Joachim che ha perso un amico a seguito di un lancio spericolato.

Il Premio della Giuria se lo è aggiudicato My Love, don’t cross that river di Jin Moyoung, il ritratto della storia d’amore unica tra Byongman Jo e Gyeyeul Kang, coppia di anziani coniugi che vivono fianco a fianco da 76 anni. “Quando si incontrano film unici, si ha la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi protagonisti. In questo caso non abbiamo conosciuto non solo due bellissime persone, ma anche il grande amore che in fondo al cuore tutti desideriamo”.

Menzione speciale per On the Rim of the Sky di Hongjie Xu, che fotografa il villaggio di Gulu e la minuscola comunità che lo abita, abbarbicata sui monti della provincia cinese del Sichuan. “Attraverso un’analisi intima, ci si avvicina alla realtà dei bambini e dei loro insegnanti e allo stesso tempo si testimonia il cambio irreversibile di uno stile di vita grazie alla forza dell’educazione, dimostrando che le frontiere non sono solo geografiche.

Questa sera saranno assegnati i due premi del pubblico “Lungometraggio Acqua Levico” e “Miglior film di alpinismo”.

PALMARES 2016 TRENTO FILM FESTIVAL 

Dopo una settimana appassionante di scoperte, viaggi ed emozioni forti sotto ogni aspetto, la giuria ha assegnato i premi ufficiali, che riflettono la ricchezza e la forza della selezione di quest’anno.

GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM – GRAN PREMIO “CITTA’ DI TRENTO”

LA MONTAGNE MAGIQUE

di Anca Damian (Francia/Polonia/Romania, 2015)

Motivazione

Abbiamo assegnato il Gran Premio a un’opera originale, stravagante, sensibile e intima: La Montagne Magique. Questo film multiforme riesce a unire narrazione epica e creazione artistica. Il percorso di vita di Adam Jacek Winckler, ci ricorda la Storia (con la S maiuscola) e, oltre alla forza di un destino, comprende tutta la complessità dell’essere umano: andare avanti, scegliere, lottare, trovare il proprio posto tra gli uomini e la natura – onnipresente in questo racconto – senza abbandonare i propri ideali, tornare indietro per poi ripartire, accettare la fragilità delle nostre scelte e delle nostre vite. Intrecciando documentario e finzione con la tecnica del découpage, dell’animazione e del collage, il film ci conduce in un viaggio unico attraverso alture quasi mitologiche che racchiudono tutto il misticismo della montagna.

Sinossi

La biografia di Adam Jacek Winkler si dispiega lungo metà del Novecento: rifugiato polacco a Parigi, Adam è fotografo, alpinista e militante politico. La sua vita è un continuo tentativo di superare ogni limite, animato dal desiderio bruciante di dare un significativo contributo alla trasformazione del mondo. Una piega inaspettata arriva nel corso degli anni Ottanta, quando Adam decide di trasformarsi in un cavaliere del ventesimo secolo e, abbandonata la Francia armato di coraggio e passione, parte per combattere a fianco delle truppe di Massoud contro l’Unione Sovietica sulle montagne dell’Afghanistan. Attraverso l’utilizzo di un numero strabiliante di tecniche di animazione, la sua vita avventurosa viene rappresentata come un incantevole e ipnotico caleidoscopio creato da una persona che ha saputo fondere la ricerca della libertà con la febbre dell’avventura.

GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ALPINISMO – PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO

K2 – TOUCHING THE SKY

di Eliza Kubarska (Polonia/Germania/Regno Unito, 2015)

Motivazione

Misurarsi a rischio delle proprie vite sembra rendere gli alpinisti degli eroi…ma non lo sono. Chiedersi cosa lasciano in eredità a coloro che restano, a coloro che subiscono la paura del non ritorno, della solitudine, del vuoto, commuove ancor di più. Tornare sui passi dei padri e delle madri scomparsi nella loro conquista dell’inutile, porta i figli rimasti soli ad esplorare le vertigini del ricordo e della mancanza. Il film è testimone elegante e sensibile di questa resilienza.

Sinossi

È possibile conciliare i rischi dell’alpinismo con la scelta di diventare genitori? Ma soprattutto, è giusto decidere di affrontare situazioni potenzialmente molto rischiose, mettendo a repentaglio la propria vita, nel momento in cui c’è un figlio a casa che aspetta? La regista decide di affrontare questa domanda invitando a un trekking fino al campo base del K2 un gruppo di persone accomunate dall’aver perso durante l’infanzia un genitore su quella vetta. La montagna si mostra qui come luogo ultimo, in più sensi: sia come limite estremo a cui tendere, sia come luogo conclusivo di un’esistenza. Attraverso il montaggio di materiali d’archivio, interviste e riprese di questa insolita spedizione, la regista ci interroga sul significato della sfida, della montagna e della genitorialità.

GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ESPLORAZIONE O AVVENTURA – PREMIO “CITTA’ DI BOLZANO”

THE GREAT ALONE

di Greg Kohs (Stati Uniti, 2015)

Motivazione

Sono bastate poche immagini per riportarci alla mente nomi come Seppala, Togo, Balto e quelli dei personaggi di Jack London. The Great Alone risveglia il nostro animo bambino grazie a un corteo di eroi in viaggio verso il Nord, attraverso paesaggi ammalianti avvolti in temperature estreme. Scopriamo così un uomo con la tempra del cercatore d’oro, un individuo ostinato che riesce a farci credere al sogno dell’ultima frontiera. Lace Makey è nato forse nell’epoca sbagliata, ma ha trovato il suo posto nell’immensità dell’Alaska, lontano dagli uomini, avvolto dalla profonda tenerezza dei suoi cani da slitta.

Sinossi

Figlio di uno dei fondatori della Iditarod Trail Sled Dog Race, la celebre corsa di slitte trainate da cani lunga 1868 chilometri, Lance Mackey è cresciuto coltivando gli stessi sogni e le stesse passioni del padre. Superando una lunga serie di ostacoli, tra cui un tumore che lo ha debilitato pesantemente, Lance ha saputo trasformare le difficoltà in una palestra per la sua determinazione, e con un incredibile spirito di abnegazione è riuscito ad arrivare lì dove nemmeno suo padre era arrivato: vincere per quattro volte consecutive la Iditarod Trail e diventare così una leggenda americana.

GENZIANA D’ARGENTO – MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO-ARTISTICO

BEHEMOTH

di Zhao Liang (Francia/Cina, 2015)

Motivazione

Per la straordinaria tecnica visuale nel costruire una riflessione lirica (e poetica) sullo sfruttamento violento dell’uomo contro il suo stesso territorio geografico. Per esser riuscito a stabilire una critica sociale (e politica) con un linguaggio cinematografico elegante e allo stesso tempo poderoso nel quale la luce, l’oscurità e i suoni “industriali” ci trasportano in un inferno dantesco impresso nelle facce sporche di chi paga il prezzo di un’utopia di sviluppo vuota e senza senso.

Sinossi

Le miniere di carbone della regione centrale della Mongolia stanno aprendo uno squarcio profondo all’interno di un paesaggio di abbagliante bellezza. Il rimbombo costante delle esplosioni, le nuvole di polvere, il rumore assordante dei macchinari che si accaniscono senza tregua sul terreno sono il portato dell’industria estrattiva che deve alimentare incessantemente l’espansione edilizia cinese. In questo scenario apocalittico si svolge la vita dei minatori, condannati a lavorare in condizioni disumane e spesso a contrarre gravi malattie respiratorie. Dietro a una devastazione di tale portata, l’occhio Liang Zhao vede stagliarsi la figura mitologica di Behemoth, l’insaziabile creatura biblica, e ricorre ai versi dell’inferno dantesco e al simbolismo di un uomo perduto all’interno del paesaggio.

GENZIANA D’ARGENTO – MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

LAST BASE

di Aslak Danbolt (Norvegia, 2014)

Motivazione

Coinvolgente e memorabile, Last Base ci accompagna in un crescendo di tensione nell’attesa dell’ultimo salto di due base-jumper, in ricordo di un compagno scomparso. Una buona regia e un’ottima recitazione fanno di questo film unico un’esperienza piena. Difficile distogliere lo sguardo fino all’ultima scena rivelatrice!

Sinossi

Joachim è un base jumper che per anni ha effettuato lanci spericolati insieme al suo migliore amico, Roger. Ma durante un salto da una montagna, Roger perde la vita. Per Joachim è uno shock, e prima che la sua compagna partorisca il loro primo figlio, vuole dire addio al base jumping e al suo amico scomparso con un ultimo salto. Ma mano a mano che Roger e il suo accompagnatore salgono verso la vetta, tutta una serie di inquietanti segnali inizia ad addensarsi sul loro percorso, ponendo i due amici davanti all’urgenza di una scelta.

PREMIO DELLA GIURIA

MY LOVE, DON’T CROSS THAT RIVER

di Jin Moyoung (Corea del Sud, 2014)

Motivazione

Quando si incontrano film unici, si ha la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi protagonisti. In questo caso non solo abbiamo conosciuto due bellissime persone, ma anche il grande amore che in fondo al cuore tutti desideriamo.

Sinossi

Una coppia di coniugi vive fianco a fianco da 76 anni in una casa antichissima. Il vecchio Byongman Jo, ultranovantenne, ha ancora sufficienti energie per trasportare fino a casa la legna per alimentare il camino. Forse il segreto della sua longevità sta nel non aver mai smesso di giocare insieme alla sua sposa: con la neve, con le foglie, con l’acqua. Sua moglie Gyeyeul Kang ha 89 anni e continua a cucinare tre pasti al giorno per suo marito. Entrambi indossano gli abiti tradizionali coreani, vanno al mercato ogni cinque giorni, organizzano pic nic con i vicini e si divertono a ballare. Ma giorno dopo giorno Byongman vede le sue energie scemare e fa sempre più fatica ad alzarsi dal letto. Gyeyeul rimane spesso assorta a fissare in silenzio il ruscello che scorre e si prepara all’ultimo saluto.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA

ON THE RIM OF THE SKY

di Hongjie Xu (Germania/Cina, 2014)

Motivazione

Per aver saputo raccontare l’emozionante storia della trasformazione di una scuola di un villaggio isolato sulle montagne della Cina. Attraverso un’analisi intima, ci avvicina alla realtà dei bambini e dei loro insegnanti e allo stesso tempo testimonia il cambio irreversibile di uno stile di vita grazie alla forza dell’educazione, dimostrando che le frontiere non sono solo geografiche.

Sinossi

Il villaggio di Gulu ospita una minuscola comunità che vive abbarbicata sui monti della provincia cinese del Sichuan. Qui esiste una sola scuola elementare e un unico maestro, Shen, che vi lavora come supplente ormai da più di ventisei anni. Un giorno però fa il suo arrivo un giovane, Bao Tangtao, che si fa chiamare Don Quixote. Ai suoi occhi il villaggio di Gulu è un piccolo angolo di utopia, e per questo decide di fermarsi e dare una mano al maestro Shen, come volontario. Ma con il suo arrivo tutto all’interno della scuola e della comunità inizierà a cambiare drammaticamente.

Repliche dei film vincitori 

64. TRENTO FILM FESTIVAL

SABATO 7 MAGGIO


Ore 21.15 cinema Modena
Sala 1: ON THE RIM OF THE SKY (102’) Menzione speciale Giuria
Sala 2: K2 – TOUCHING THE SKY (72′) Genziana d’Oro CAI Miglior film d’alpinismo
Sala 3: LA MONTAGNE MAGIQUE (85’) Gran Premio Genziana d’Oro

DOMENICA 8 MAGGIO

Cinema Modena Sala 1
Ore 17.15 SOLO DI CORDATA (84’) Premio Città di Imola
Ore 19.15 Z’BAERG (85’) Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina
Ore 21.15 ARTE SELLA – LA CITTA’ DELLE IDEE (50’) Premio Touring Italiano

Cinema Modena Sala 2
Ore 17.15 BEHEMOTH (95’) Genziana d’Argento Miglior contributo tecnico-artistico
Ore 19.15 CAFE’ WALDLUFT (79’) Premio Studenti Università di Trento, Bolzano, Innsbruck
Ore 21.15 JUMBO WILD (100’) Premio RAI

Cinema Modena Sala 3
Ore 17.15 LANGTANG (’52) Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento
PANAROMA (28’) Premio Mario Bello
Ore 19.15 MY LOVE DON’T CROSS THAT RIVER (86’) Premio della Giuria
Premio del pubblico Lungormetraggi

Ore 21.15 LA MONTAGNE MAGIQUE (100’) Gran premio Genziana d’oro

Supercinema Vittoria
Ore 17.00 THE GREAT ALONE (84′) Genziana d’oro miglior film d’avventura”
Ore 19.00 Premio del pubblico alpinismo
Ore  21.00 LAT BASE (15′) Genziana d’argento miglior cortometraggio
K2 – TOUCHING THE SKY  (72’) Genziana d’Oro CAI

64. Trento Film Festival PREMI SPECIALI

 

PREMIO CINEMAMORE 

alla miglior opera della sezione Orizzonti Vicini, dedicata ai film prodotti o girati in Trentino Alto Adige, agli autori, case di produzione e scuole di cinema della regione, alle storie e al racconto del territorio

BETWEEN SISTERS

di Manu Gerosa (Belgio/Italia/Qatar, 2015)

Motivazione

Sorprendente affresco familiare con due protagoniste fuori dall’ordinario, narrato con sensibilità e intelligenza. L’autore sfrutta potentemente il mezzo filmico e il suo linguaggio, con inquadrature che scavano nell’anima e la consegnano allo spettatore, che non può rimanere indifferente. L’opera si dipana seguendo il ritmo dei sentimenti e delle emozioni, e non disdegna umorismo e una punta di suspance. Si parte da una storia molto intima, coraggiosamente rivelata e portata in scena, toccando sentimenti universali. 

Sinossi

Due sorelle, Ornella e Teresa, si sono prese cura l’una dell’altra per tutta la vita. Teresa ha ormai raggiunto la vecchiaia e deve affrontare le difficoltà che questa comporta. Prima che sia troppo tardi, Ornella chiede a Teresa di fare luce su di una pagina della loro vita famigliare da sempre rimasta nell’oscurità e che solamente Teresa può ormai svelare. Ad accompagnarle in questo viaggio è il figlio di Ornella, Manu, che con uno sguardo discreto, e inevitabilmente partecipe, assiste a questa intima ricerca della verità.

PREMIO “CITTA’ DI IMOLA”

al miglior film, documentario o fiction di autore italiano e prodotto in Italia

SOLO DI CORDATA

di Davide Riva (Italia, 2015)

Motivazione

Con un sapiente mix di immagini mozzafiato, filmati super 8 girati dallo stesso Casarotto, scritti inediti messi a disposizione dalla moglie Goretta, interviste agli amici più fidati, il regista ci offre la possibilità di ricostruire, in modo esauriente e convincente, una visione alta e nobile dell’alpinismo, considerato non come fine ma come mezzo per conoscere la parte più profonda dell’animo umano. Quella che emerge dal documentario non è solo la figura di un grande alpinista, passato alla storia per le sue impegnative solitarie invernali sulle Dolomiti, sul Monte Bianco, per le nuove vie aperte in Patagonia, in Perù e in Karakorum, ma piuttosto per la personalità ricca e complessa di un uomo che considera l’alpinismo una via affascinante e privilegiata per esplorare la propria interiorità ed arrivare alle grandi risposte della vita.

Sinossi

Un ritratto intimo e fedele del grande arrampicatore Renato Casarotto per ripercorre le sue più famose imprese alpinistiche grazie a preziosi materiali di repertorio e alla voce dei suoi amici più intimi e compagni di cordata. Ne emerge una ricerca umana capace di fondersi con la pratica alpinistica immersa nella natura selvaggia. L’esperimento umano “di uno dei più puri e meno celebrati alpinisti di tutti i tempi” svela che cosa succede quando, penetrando in solitudine nella primordialità del mondo naturale, arriva a confrontarsi con l’origine.

PREMIO “MARIO BELLO”

al miglior film di alpinismo realizzato da cineasti emergenti o professionisti, anche con budget limitato, che dimostrino novità di idee e di linguaggio attraverso le immagini

PANORAMA

di Jon Herranz (Spagna, 2015)

Motivazione

L’opera si distingue per la sua rara capacità di coinvolgimento narrativo, accompagnando lo spettatore lungo gli opprimenti strapiombi della Cima Ovest di Lavaredo, teatro della straordinaria avventura di Francisco e Edu Marin. Grande merito del regista, in particolare, va individuato nell’averne tradotto per immagini, non solo lo scontato talento alpinistico, ma soprattutto emozioni e gesti della quotidianità, visualizzando i sentimenti di affetto e trepidazione che uniscono questa singolare cordata composta da padre e figlio. Accompagnandoli sino alla vetta, e rendendo quell’abbraccio più eloquente di mille parole.  

Sinossi

Edu Marin ha affrontato nel 2014 l’impresa più impegnativa della sua vita: scalare la Pan Aroma sulla Cima Ovest di Lavaredo – la leggendaria via aperta e liberata nel 2007 da Alex Huber – insieme a suo padre di sessantadue anni, Francesco Marin “Novato”. Con due tiri di grado 8b+ e 8c, i cinquecento metri della via sono considerati tra i più difficili al mondo e solo un ristretto numero di persone è stato in grado di portarla a termine. Padre e figlio si addentreranno nel cuore delle Dolomiti affidandosi unicamente alle loro mani per compiere un’impresa senza precedenti.

PREMIO MUSEO USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA 

al film che meglio rappresenti con rigore documentario etnoantropologico, gli usi e costumi delle genti della montagna

Z’BÄRG

di Julia Tal (Svizzera/Germania, 2015)

Motivazione

Il film narra con sensibilità cinematografica e attenta partecipazione etnografica la vicenda di una giovane coppia che, per un’estate, prende in consegna una malga da formaggio, facendosi carico da sola dell’onere gravoso di un ciclo estenuante di lavori quotidiani obbligati. Perfettamente inquadrabile nel tema attualissimo dei “nuovi contadini delle Alpi” il film illustra il cimento quasi eroico dei due protagonisti, rivelandoci anche didatticamente che il sistema secolare della malga resta ancor oggi intatto, con tutta la sua formidabile coerenza ecologica, come un abito da indossare o una macchina da mettere in moto, ad aspettare i valorosi che se ne vogliano far carico.

sinossi

Sarah e Sämi decidono di realizzare un sogno che covano da tempo: prendere in gestione una malga in montagna e trascorrervi l’estate in compagnia di vacche, capre, maiali e alcune galline. Ma quel che all’inizio sembrava un progetto carico di avventure, presto si trasforma in un impegno gravoso e totalizzante, che li costringe a fare i conti ora con la testardaggine delle vacche, ora con le muffe dei formaggi, ma soprattutto con una cronica mancanza di sonno. La loro relazione verrà messa alla prova dalla dura realtà che si nasconde dietro il sogno romantico della montagna.

PREMIO RAI

al miglior documentario d’attualità

JUMBO WILD 

di Waggoner Nick (Canada/Stati Uniti, 2015)

Motivazione

Il film è una produzione di Canada e Stati Uniti della durata di 100 minuti con cui lo spettatore viene trasportato nel cuore della British Columbia, uno dei pochi luoghi ancora incontaminati della terra. Nella Jumbo Valley immersa nei monti Purceil, vivono liberamente gli orsi grizzly simboli di forza, vigore e autosufficienza. Per i pellerossa questi animali erano sacri e il loro spirito soccorreva guerrieri e cacciatori. Le montagne, gli ampi spazi e le condizioni climatiche hanno interessato un gruppo di costruttori che ventiquattro anni fa hanno presentato al governo canadese un progetto faraonico per realizzare l’unico impianto del Nord America aperto tutto l’anno. Una parte della popolazione ha colto nella proposta un vantaggio economico ma la maggior parte ne ha intuito anche il forte impatto ambientale capace di compromettere la natura incontaminata e la “magia” di quei luoghi. Le due fazioni si contrappongono da un quarto di secolo fra consensi e bocciature amministrative e politiche. Il racconto si avvale di immagini originali e altamente professionali capaci di coinvolgere gli spettatori nella bellezza unica dei luoghi. La storia è ancora aperta e la valle, per ora, incontaminata!

Sinossi

La Jumbo Valley è una valle incontaminata immersa nei monti Purcell, nel cuore della British Columbia, nonché una delle rare aree dove i grizzly possono vivere liberamente. Ventiquattro anni fa un gruppo di costruttori, guidati da Oberto Oberti, ha presentato un progetto per realizzare l’unico impianto sciistico del Nord America aperto tutto l’anno. La popolazione si è divisa tra chi valuta positivamente i vantaggi economici dell’operazione e chi invece non vuole sacrificare un antichissimo ecosistema ancora intatto alle ragioni del turismo. Jumbo Wild è parte del progetto di sensibilizzazione per la salvaguardia della vallata.

PREMIO SOLIDARIETA’ CASSA RURALE DI TRENTO 

all’opera che meglio sappia interpretare le situazioni di povertà, ingiustizia, emarginazione ed isolamento sociale che, nella solidarietà e nell’aiuto reciproco, possano trovare il loro riscatto, come avvenne alle origini del movimento cooperativo nelle vallate e nelle montagne del Trentino

LANGTANG

di Sébastien Montaz-Rosset (Francia, 2015)

Motivazione

Una “seconda casa” per molti alpinisti la Valle di Langtang, una delle mete preferite per i trekking himalaiani, distrutta dal terremoto del 25 aprile del 2015. Un luogo del cuore anche per Killian Jornet, atleta di skyrunning e per l’alpinista Jordi Tosas, che erano pronti, proprio in quei giorni, ad affrontare con la propria squadra, una spedizione sul Monte Everest. La catastrofe però li costringe a cambiare piani ed obiettivi ed il viaggio diventa un percorso di testimonianza ed aiuto: tutti sono sullo stesso piano, chi ha perso la casa, gli affetti, i riferimenti; chi ha scelto quelle mete per turismo, chi era là per passione. C’è un solo dolore per chi vive e per chi ama la montagna, per chi ha perso tutto e non può permettersi la disperazione, perché deve trovare la forza di riprendersi la vita. Con un montaggio coinvolgente e attraverso immagini struggenti, ma senza retorica, Sebastien Montaz-Rosset più che documentare, racconta, ci “porta dentro” una vicenda umana universale, fatta di gesti semplici, di strette di mano, di sorrisi e solidarietà, di comprensione silenziosa dell’altro e di condivisione di nuove speranze.

Sinossi

Dopo essere stati costretti ad annullare la spedizione sul Monte Everest in seguito al catastrofico terremoto del 2015, Killian Jornet e la sua squadra decidono di proseguire nel loro viaggio ma cambiando in modo sostanziale il loro obiettivo: diventeranno testimoni diretti di come la forza della natura si sia abbattuta violentemente sugli abitanti di quell’area, ma soprattutto documenteranno la forza di un popolo che ha saputo aggrapparsi alla speranza per cercare di rimettersi in piedi dopo la distruzione.

PREMIO STUDENTI UNIVERSITA’ DI TRENTO, BOLZANO E INNSBRUCK

ad un opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni

CAFE’ WALDLUFT

di Matthias Kossmehl (Germania, 2015)

Motivazione

Le ragioni principali della nostra decisione sono l’attualità dell’argomento trattato ed il modo intimo e sincero con cui è stata raccontata la quotidianità dei richiedenti asilo.

Sinossi

Berchtesgaden è una storica località turistica ai piedi delle alpi settentrionali salisburghesi, rinomata per lo splendido paesaggio ma anche per il Berghof, la residenza estiva che Hitler fece costruire a fini diplomatici. In questo scenario idilliaco e apparentemente isolato dal mondo, da oltre due anni la proprietaria del Cafè Waldluft, una storica residenza turistica, ospita diversi rifugiati mediorientali e africani. Qui possono trovare un piccolo momento di pausa dalla situazione di solitudine in cui si trovano e iniziare a costruire il proprio futuro.

PREMIO LUIGI VITTORIO BERTARELLI DEL TOURING CLUB ITALIANO

al miglior film dedicato alla “montagna sostenibile”

ARTE SELLA, LA CITTA’ DELLE IDEE 

di Katia Bernardi e Luca Bergamaschi (Italia, 2016)

Motivazione

Parafrasando Marco Paolini, “un bel tacer non fu mai troppo”, la singolarità di questo film che racconta l’originale esperimento dell’arte Sella in Valsugana, è affidata sopratutto alle immagini. Sono queste, prima ancora che i commenti e le dichiarazioni degli artisti residenti coinvolti, delle loro ispirazioni, necessità, problematiche pratiche insorte nel corso della realizzazione delle opere di land art, a rendere degno del premio questo film. E sono immagini che raccontano in maniera originale e attraente il singolare esperimento di condivisione dell’opera d’arte tra l’uomo e la natura, e mettono in evidenza la relazione, un vero e proprio dialogo, tra la creatività umana e il ruolo artistico che prepotentemente la natura si prende, con la complicità degli artisti, nel trasformare, avvolgere, e alla fine inglobare quest’ultima trasformandola in una opera più complessa e sorprendente e in una serie di percorsi turistici spettacolari e contemporanei ma rispettosi dei luoghi, degli spazi, dei ritmi della montagna.

Sinossi

In un immenso bosco circondato dalle montagne del Trentino c’è un museo a cielo aperto nel quale arte e natura convivono: è Arte Sella, che tutti gli anni accoglie artisti di fama internazionale chiamati a creare un’opera unicamente con elementi naturali. Nel corso di un anno, costellato di difficoltà pratiche e di sfide creative, emergerà sempre più chiaramente l’obiettivo comune di creare opere d’arte con e per la natura, insieme a una riflessione sul concetto di effimero nell’arte e sul delicato equilibrio che lega uomo e natura.

PREMIO UIAA 

al miglior film di arrampicata su ghiaccio, roccia o artificiale

CITADEL

di Alastair Charles Lee (Regno Unito, 2015)

Motivazione

Ci ha colpito il messaggio di questo film che ben si sposa con i valori dell’UIAA: To Bolt or not to be (o regole per un’arrampicata etica). Lo scenario è magnifico, le riprese sono spettacolari e le immagini mozzafiato attraggono l’attenzione dello spettatore fin dal primo fotogramma. Un documentario eccitante e dal forte impatto visivo.

Sinossi

Nella Catena dell’Alaska esistono ancora degli angoli che non sono mai stai raggiunti dall’uomo: uno di questi è la remota cima Citadel, che per la sua bellezza è stata ribattezzata “la montagna di Dio”. Cima Citadel è però tanto incantevole da osservare quanto pericolosa da scalare a causa delle tremende condizioni atmosferiche che spesso provocano improvvise valanghe. Ai due compagni di scalate Matt Helliker e Jon Bracey, profondamente diversi tra di loro ma intimamente complementari, toccherà confrontarsi con la salita di una cresta lunga 1200 metri. La spettacolarità dell’impresa è garantita dalle riprese in 4k, utilizzate per la prima volta in un film di alpinismo.

 


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