CAPO DI PONTE (Brescia) - La partenza in treno da Pisogne, la cerimonia al Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Capo di Ponte, la ripartenza e la conclusione del viaggio a Edolo dove c'è stata la festa conclusiva. Un grande evento ha coinvolto l'intera Valle Camonica.

Oggi si è svolta la cerimonia di lancio della candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 e tutte le istituzioni, con sindaci e amministratori, ma anche le associazioni e i cittadini si sono ritrovati per un appuntamento condiviso.
Erano presenti i sindaci, il presidente della Comunità Montana di Valle Camonica Corrado Tomasi, l'assessore alla Culturale dell'Ente comprensoriale Priscilla Ziliani, l'assessore regionale Giorgio Maione, il consigliere regionale Diego Invernici, il presidente della Fondazione Valle dei Segni Ivan Markus e il presidente del Gruppo di Coordinamento del sito Unesco "Arte Rupestre di Valle Camonica", Sergio Bonomelli.
Nei diversi interventi è stata sottolineata l'importanza, col progetto "10.000 anni di futuro", della candidatura che parte da un patrimonio culturale di rilievo internazionale.
La Valle Camonica ospita infatti l’Arte Rupestre, primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, riconoscimento che nel 2029 compirà cinquant’anni. A questo patrimonio si affiancano parchi archeologici, testimonianze romane, castelli, arte sacra, borghi storici ed esperienze artistiche contemporanee.
La candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 nasce dalla volontà di mettere in relazione la straordinaria eredità culturale del territorio con le sfide e le opportunità del presente.
Il 2029 sarà un anno particolarmente significativo: ricorreranno i 50 anni dal riconoscimento Unesco dell’Arte Rupestre della Valle Camonica, primo sito italiano inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale, e i 120 anni della ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, infrastruttura che da oltre un secolo unisce territori e comunità.
"Non si tratta soltanto di valorizzare ciò che la Valle ha ricevuto dalla propria storia, ma di fare della cultura uno strumento per generare nuove opportunità, rafforzare le comunità, attrarre competenze e investimenti e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora sul territorio", è stato sottolineato nei diversi interventi. "Una Valle, 40 Comuni, un’unica grande candidatura: Valle Camonica 2029", è stato il messaggio di questa giornata.
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