PINZOLO (Trento) - È stata una cerimonia ricca di riconoscimenti e di emozioni quella andata in scena stamani al Paladolomiti di Pinzolo per la 55esima edizione del Premio internazionale di solidarietà alpina.

Oltre alla Targa d’argento e alla Medaglia d’oro alla memoria, quest’anno assegnate rispettivamente ad
Adriano Favre e
Luca Sinigaglia, è stata consegnata la Medaglia d’oro del presidente della Repubblica a
Giuseppe Ciaghi, nel suo ruolo di presidente del Comitato organizzatore e rappresentante del Premio
(foto credit Veronica Bolza).
“È un grande onore - ha commentato
Ciaghi -
che ci riempie di orgoglio e rinforza il nostro impegno nel riconoscere e premiare il valore universale della solidarietà”.
Solidarietà protagonista delle storie dei due premiati di questa edizione. A cominciare da
Adriano Favre, guida alpina di Ayas, in Valle d’Aosta, che ha dedicato oltre cinquant’anni della propria vita alla montagna e al soccorso alpino, distinguendosi per coraggio, spirito di abnegazione e competenza tecnica, con particolare riguardo all’addestramento e all’uso dei cani da valanga.
Ricevendo il Premio, Favre ha voluto, tra l’altro, esprimere riconoscenza alle famiglie dei soccorritori che aspettano a casa i loro cari quando vanno in missione e rischiano la propria vita per aiutare chi si trova in una situazione di pericolo.
La Targa d’argento del Premio Internazionale di Solidarietà alpina torna così in Val d’Aosta dopo 36 anni: era il 1990, infatti, quando il premio venne assegnato a Pietro Bassi, di Courmayeur, fra i medici pionieri del servizio di soccorso in montagna.
A segnalare il nominativo di Favre al Comitato organizzatore è stato il presidente del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio, che si è congratulato con il premiato e ha reso omaggio al Premio che dà valore e visibilità all’impegno di uomini e donne che si mettono al servizio del prossimo. E a testimoniare lo stretto legame che si è creato nel tempo con il Premio, la Direzione nazionale del Cnsas si è riunita ieri a Pinzolo, avendo così l’opportunità di partecipare al completo alla cerimonia di premiazione di stamani.
Significativa anche la storia di Luca Sinigaglia, alpinista di grande esperienza che ha perso la vita sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, mentre tentava di prestare soccorso a una collega alpinista ferita e bloccata ad oltre settemila metri di quota. “Un gesto di straordinario altruismo e solidarietà, – è stato evidenziato durante la consegna della Medaglia d’oro ai familiari – compiuto in condizioni estreme, che incarna i più autentici valori di coraggio, generosità e fratellanza della montagna”.
A rendere omaggio al premiato e, più in generale, a quella che viene chiamata la grande famiglia del Premio e a tutto “il popolo della montagna” sono intervenuti il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini e il presidente dell’Apt Campiglio Tullio Serafini.
È questa, ancora oggi, la montagna raccontata dal Premio, ideato 55 anni fa da Angiolino Binelli e portato avanti nel solco dei valori a cui si ispira: la solidarietà, l’impegno e la capacità di mettere la propria esperienza al servizio degli altri.