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Operazione Pettirosso: arrestato bracconiere di Artogne

Il 51enne aveva un fucile monocanna a canna liscia calibro 8 con 22 cartucce, due pettirossi e uno scricciolo morti

ARTOGNE (Brescia) - Nell’ambito dell’attività di contrasto agli illeciti in danno dell’avifauna migratoria previste dall’operazione “Pettirosso 2026”, i carabinieri del Reparto Operativo S.O.A.R.D.A.
(Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati a Danno degli Animali), coadiuvati dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia, hanno arrestato in flagranza di reato due 50enni, uno ad Artogne e l'altro a Nave per violazioni legate alla detenzione illegale di armi da fuoco, munizionamento e bracconaggio di specie protette.

Al termine di un mirato servizio di osservazione e appostamento nei pressi di un fabbricato rurale nel comune di Artogne, i militari hanno sorpreso un 51enne del posto, con precedenti specifici e privo di licenza di caccia e porto d'armi, che deteneva occultato nel sottotetto di un rudere adiacente un fucile monocanna a canna liscia calibro 8 con 22 cartucce. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati due pettirossi e uno scricciolo morti (specie particolarmente protette) rinvenuti presso l'abitazione, oltre a due trappole a scatto tipo “SEP” e una rete per la cattura di avifauna.

Nel comune di Nava, seguito di un'attività di controllo del territorio relativa a presunte attività di bracconaggio, le pattuglie hanno effettuato un controllo presso l'abitazione di un 59enne del posto. Gli accertamenti hanno consentito di appurare che l'uomo, sprovvisto di licenza di caccia e già gravato dal 2007 da un provvedimento prefettizio di divieto di detenzione armi, era in possesso di armi da fuoco non denunciate. L'operazione ha portato al sequestro di due doppiette da caccia, 246 cartucce (di cui 5 a palla unica), oltre a tre pettirossi e un fringuello morti rinvenuti nel congelatore.
Ultimo aggiornamento: 29/10/2026 14:43

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