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La chiesa di Sant'Agostino patrimonio storico di Demo

Il libro scritto da Lino Balotti sarà presentato sabato 17 ottobre; relatore il professor Maculotti

BERZO DEMO (Brescia) - Alla scoperta di un patrimonio storico culturale di Demo: la chiesa di Sant'Agostino. Nel libro scritto da Lino Balotti, dal titolo "Demo. La Chiesa di Sant' Agostino e dintorni", viene ricostruita la storia e le radici della chiesa, con la devozione da parte degli abitanti.

LA PRESENTAZIONE
Sabato 17 ottobre, alle 20:30, all'oratorio parrocchiale di Demo, nella serata organizzata dall'associazione "El Teler" l'autore Lino Balotti presenterà il libro "Demo: la chiesa di Sant'Agostino e dintorni", edito dalla Litos. Un volume di 70 pagine, patrocinato da parrocchia di Demo, assessorato alla Cultura Comunità Montana di Valle Camonica, Associazione Culturale El Teler. Il libro è arricchito dalle fotografie di Francesco Moreschi e dalle prefazioni di monsignor Pietro Chiappa, vicario territoriale; don Santo Chiapparini, amministratore parrocchiale di Demo e dell'assessore alla Cultura della Comunità Montana Valle Camonica, Priscilla Ziliani. Sarà presente come relatore il professore Gian Carlo Maculotti. Tutta la popolazione è invitata ad un evento che ricostruisce un patrimonio culturale di Demo e delle Valle Camonica.

PATRIMONIO STORICO CULTURALE
Lino Balotti ha scritto il libro per far conoscere, preservare, non dimenticare il patrimonio storico culturale che abbiamo ereditato: identità, origini e luoghi dove sono avvenuti fatti importanti. "Siamo e dobbiamo essere orgogliosi dei nostri paesi, delle nostre chiese e ora più che mai con meno vocazioni - sottolinea Lino Balotti -. È importante che da parte di tutti, anche del mondo ecclesiastico, si affronti e ci si interroghi sul futuro.
Il volume è dedicato alla chiesa di Sant' Agostino e alle realtà che la circonda - Andrista - Cedegolo - Greco - fino al castello di Cimbergo, in un periodo prospero e brillante : proponendosi di raggiungere lo scopo, raccontando il patrimonio esistente che purtroppo ai più sconosciuto".

LA CHIESA DI SANT'AGOSTINO
Interessante e affascinante, siamo tra XVII-XVIII secolo, è la vita di don Agostino Scalvinelli, nato a Bienno il 22 ottobre del 1567, divenne sacerdote dopo aver frequentato il seminario di Brescia, realizzato nel XVII Secolo, dal vescovo Domenico Bollani con l'aiuto di San Carlo Borromeo. Don Agostino nel 1594 fu nominato rettore di San Zenone e successivamente, col decreto del cardinale Borromeo del 1580, che disponeva il trasferimento della parrocchia di San Zenone alla costituenda parrocchia di Sant' Eusebio di Berzo Superiore, don Agostino fu il primo parroco dal 1596-1622.

Quando divenne rettore di San Zenone, don Scalvinelli trovò casa a Demo, in contrada del Torchio e in questa abitazione rimase fino alla Sua morte. Quando nel 1622 si dimise da parroco di Berzo Superiore, per alcuni anni si prestò (cause liti tra il vicario di Cevo e il parroco di Andrista) nella gestione di quella parrocchia. Altro importante impegno: la grave situazione della Torre del XIV, nelle vicinanze della sua abitazione, dove avvenivano (torture, omicidi, stupri e tanto altro), da parte delle nobili famiglie (Federici - Antoniolo e in particolare dei Lodron), che grazie alla Repubblica di Venezia, acquisirono anche i diritti feudali di Grevo e del castello di Cimbergo, con l'investitura di altre proprietà in Val Saviore, tra cui Demo e la sua Torre.

Don Agostino abitando a Demo, si prese l' impegno di liberare la Torre dai " Pagani ", dal diavolo. Per tale motivo egli fece un voto a Sant' Agostino che se il Santo l'avrebbe aiutato a cacciare il diavolo dalla Torre, lui avrebbe costruito - a ridosso della Torre - una Chiesa dedicata proprio al Santo. Sant' Agostino lo accontento e la chiesa fu realizzata (1640). Nel 1660 il presbiterio è impreziosito con l'applicazione di stupendi stucchi veneziani. Fino all'inizio del Novecento, antecedente la prima Guerra Mondiale, nella chiesa si celebravano quattro messe settimanali. Successivamente non fu destinata al culto. Ora da decenni è chiusa, utilizzata come deposito e causa umidità e gli stucchi veneziani si stanno polverizzando.

Il libro di Lino Balotti è un contributo storico e uno sprone a recuperare un patrimonio religioso e storico di Demo e della Val Saviore.
Ultimo aggiornamento: 14/10/2026 00:25

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