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In montagna +5,8% di presenze e fatturato a 6,6 miliardi, tra giovani e destagionalizzazione

Bilancio Assemblea ANEF: per la prima volta, a Ferragosto l’occupazione degli alloggi montani supera quella al mare

PONTEDILEGNO-TONALE - Il futuro della montagna si costruisce oggi, investendo sulle nuove generazioni, rafforzando la competitività delle imprese e creando le condizioni per vivere e lavorare in quota durante tutto l’anno. È questo il messaggio al centro dell’Assemblea generale di ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, che si è svolta a Milano, presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, ospitata dalla Regione Lombardia nell’ambito di Milano Mountain Show. L’edizione 2026, dal titolo “Generazioni in quota. Il futuro della montagna tra sfide e opportunità”, ha scelto di mettere al centro il ricambio generazionale, dando voce ai giovani imprenditori del settore funiviario e agli studenti del Polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano. Un confronto tra esperienze professionali, competenze e visioni diverse, con l’obiettivo di individuare nuove prospettive per il sistema montagna e rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione.

Dalla disponibilità di competenze qualificate alla necessità di sostenere gli investimenti, dalla destagionalizzazione turistica alla qualità della vita nelle comunità montane, i lavori hanno affrontato le principali sfide di un comparto che svolge un ruolo strategico non soltanto per il turismo, ma anche per l’economia e la tenuta sociale dei territori. Foto di repertorio @Gabriele Barchetti.​​​​​​​

Il confronto con le istituzioni: le condizioni per il futuro della montagna
Roberto Calderoli, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, ha richiamato il percorso avviato dal Governo per valorizzare le terre alte, attraverso la nuova legge sulla montagna e la revisione dei criteri di classificazione dei territori: «La montagna non può essere considerata soltanto d’estate o durante la settimana bianca: è fatta di persone che vivono e lavorano in questi territori tutto l’anno. L’obiettivo è restituire centralità alle comunità montane, garantendo servizi essenziali come sanità e istruzione e creando opportunità per le famiglie, i giovani e le imprese. Perché questo sia possibile, alle norme devono accompagnarsi le risorse necessarie».

Il quadro economico, sociale e demografico delle comunità montane è stato approfondito da Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi di Confindustria, che ha illustrato i principali trend e le trasformazioni in atto. «La montagna è un sistema economico che va letto nella sua complessità: turismo, infrastrutture, servizi e attività produttive sono strettamente connessi. La sfida è rafforzare la competitività dei territori, attrarre investimenti e creare occupazione qualificata, affinché le opportunità economiche si traducano anche in una maggiore capacità di trattenere e attrarre persone e competenze». Fontana ha inoltre ricordato come la montagna sia una risorsa strategica per il Paese, occupando oltre un terzo dei suoi territori: «Far crescere la montagna significa far crescere l’Italia: per rafforzarne la competitività servono servizi, infrastrutture e connessioni capaci di attrarre investimenti e occupazione qualificata. In questo percorso gli impianti a fune svolgono un ruolo decisivo, generando importanti ricadute economiche e sostenendo filiere d’eccellenza. Non a caso l’Italia è oggi il quinto esportatore mondiale di articoli sportivi e detiene l’11% dell’export globale di prodotti per gli sport invernali, a conferma di una leadership che trova nella montagna uno dei suoi motori di sviluppo».
L’analisi ha introdotto il confronto istituzionale, moderato da Giancarla Rondinelli, giornalista del TG1 RAI, dedicato alle politiche di sviluppo dei territori montani e alle filiere economiche che li sostengono. Sono intervenuti Mario Mantovani e Pierfrancesco Maran, deputati al Parlamento europeo, e Daniela Santanchè, senatrice della Repubblica, che hanno approfondito le prospettive di sviluppo della montagna e il ruolo delle istituzioni nel sostenere le imprese e le comunità locali.
Daniela Santanchè, senatrice della Repubblica, ha dichiarato: «La montagna è un sistema economico e, quando si accende un impianto di risalita, si mette in movimento un’intera valle. Gli investimenti e i risultati della stagione estiva confermano che esistono le condizioni per sviluppare un’offerta capace di vivere dodici mesi l’anno. La sfida è costruire un vero sistema montagna, integrando impianti, ospitalità, ristorazione e trasporti, dalle Alpi all’Appennino. Ai giovani dico di pensare in grande e fare squadra: il compito delle istituzioni è creare le condizioni perché possano costruire in montagna il proprio futuro, non soltanto una stagione».
Nel confronto è emersa la necessità di rafforzare il coordinamento tra politiche nazionali ed europee, investimenti e strategie territoriali, riconoscendo il ruolo delle imprese funiviarie nello sviluppo delle destinazioni e nella tenuta economica e sociale delle comunità montane.
Mario Mantovani, deputato al Parlamento europeo, ha sottolineato: «Sostenere la montagna significa riconoscere le specificità delle imprese che operano in questi territori e le condizioni in cui sono chiamate a investire. È importante che le politiche europee sappiano valorizzare il contributo delle attività produttive montane, favorendo la competitività delle imprese e lo sviluppo delle economie locali».
Pierfrancesco Maran, deputato al Parlamento europeo, ha evidenziato: «La sfida è fare in modo che la montagna sia non soltanto una destinazione da frequentare, ma un territorio in cui vivere e lavorare sia una scelta concreta per le nuove generazioni. Questo richiede opportunità professionali, servizi e una visione di sviluppo capace di andare oltre la stagionalità turistica».
La chiusura dei lavori è stata affidata a Erika Guerri, Capo di Gabinetto del Ministero del Turismo, che ha richiamato il valore della collaborazione tra istituzioni e operatori per rafforzare l’attrattività delle destinazioni montane: «Sono stati quattro anni di impegno e di lavoro condiviso, durante i quali abbiamo messo al centro tre priorità fondamentali: il lavoro, la formazione e la montagna. Lo abbiamo fatto attraverso interventi di diversa natura, sia per rispondere alle emergenze sia per dare vita a misure strutturali a sostegno del comparto e degli impianti di risalita, che rappresentano un’infrastruttura essenziale per la vita e il futuro dei nostri territori. Oggi, infatti, facciamo fatica persino a immaginare una montagna senza impianti di risalita. È una visione che abbiamo condiviso e che dobbiamo continuare a sostenere, lavorando per accrescere il valore che le nostre montagne sono in grado di generare.
Solo così potremo offrire ai giovani opportunità concrete per restare in montagna, formarsi e costruire percorsi professionali qualificati, contribuendo allo sviluppo e alla vitalità delle comunità montane.»

Le nuove generazioni protagoniste

Dalle politiche per il territorio al contributo concreto di chi la montagna la vive e la costruisce ogni giorno: l’Assemblea ha quindi dato spazio alle nuove generazioni, chiamate a essere protagoniste del futuro del comparto.
Per la prima volta su un palco così importante, sei giovani imprenditori del settore funiviario hanno portato all’Assemblea ANEF uno sguardo autentico sulla montagna del 2040.
Chiara Orleoni (Icemont, Bielmonte), Guglielmo Ghezze (Faloria, Cortina), Daniel Perathoner (Ideallifte, Castelrotto), Giorgio Gamba (Funivie Seggiovie San Martino, San Martino di Castrozza), Elisabeth Vendruscolo (Impianti Falcade Col Margherita, Falcade) e Ian Rocca (Mottolino, Livigno) si sono confrontati a partire da parole chiave e immagini simboliche, esprimendo sei prospettive complementari. Rete, storia, benessere, integrazione, destagionalizzazione ed esperienza sono i temi emersi: dalla centralità delle persone e delle relazioni alla valorizzazione del patrimonio territoriale; dalla necessità di integrare servizi e opportunità alla possibilità di vivere la montagna durante tutto l’anno, fino alla qualità dell’esperienza offerta a chi la sceglie. Ne è emerso un ritratto di giovani imprenditori capaci di coniugare entusiasmo e competenza, rispetto della storia e desiderio di innovazione. Non una generazione in attesa di raccogliere il testimone, ma già protagonista del cambiamento, consapevole che il futuro della montagna si costruisce attraverso la collaborazione tra persone, imprese e territori.
Il confronto si è sviluppato poi con gli studenti del Polo UNIMONT che hanno portato idee e prospettive maturate nel proprio percorso formativo, offrendo uno sguardo sulle competenze e sulle visioni che potranno contribuire a trasformare i territori montani. Ad accompagnare gli studenti è stata Anna Giorgi, presidente della Scuola di Scienze e Politiche per i Territori Montani e responsabile del Polo UNIMONT. Un dialogo tra generazioni che ha confermato la necessità di avvicinare formazione e mondo del lavoro, favorendo nuove opportunità professionali e imprenditoriali e creando le condizioni affinché i giovani possano scegliere la montagna come luogo in cui costruire il proprio futuro.


Valeria Ghezzi: "Il futuro della montagna passa dai giovani"

Nel corso della sua relazione annuale, la Presidente Valeria Ghezzi ha ripercorso dodici anni alla guida di ANEF, tracciando un bilancio dei risultati raggiunti e delineando le priorità per il futuro del settore. «Dopo dodici anni alla guida di ANEF, guardo con orgoglio ai risultati raggiunti insieme agli associati, alle istituzioni e a tutta la struttura dell’Associazione. Abbiamo contribuito a rafforzare il ruolo della montagna come motore di sviluppo economico, sociale e turistico, affrontando sfide difficili senza mai perdere di vista sicurezza, sostenibilità e innovazione. Oggi la priorità è costruire una montagna capace di vivere quattro stagioni e di offrire opportunità alle nuove generazioni. Il futuro passa dai giovani, dalla loro capacità di portare idee, competenze e visioni nuove. Preparare il futuro significa creare le condizioni perché possano essere protagonisti del cambiamento e della crescita dei territori montani».
La relazione ha ribadito come la vitalità della montagna dipenda dalla capacità di tenere insieme sviluppo economico, sostenibilità ambientale e coesione sociale. Un obiettivo che richiede investimenti, innovazione, servizi e un impegno condiviso per rendere i territori attrattivi durante tutto l’anno.

Dalla stagione invernale alla montagna quattro stagioni: le priorità per il settore

Ricambio generazionale, comunità vive, destagionalizzazione e investimenti sono i principali assi di lavoro individuati da ANEF per affrontare le trasformazioni in corso e rafforzare il ruolo della montagna nel sistema economico e turistico nazionale.

Il futuro passa dai giovani. Il ricambio generazionale rappresenta una priorità strategica. Occorre creare le condizioni perché le nuove generazioni possano scegliere di vivere, lavorare e fare impresa in montagna, portando competenze e idee nuove senza perdere il legame con l’identità dei territori.

Comunità vive tutto l’anno. La sostenibilità della montagna non è soltanto ambientale, ma anche economica e sociale. Per contrastare lo spopolamento sono necessari lavoro qualificato, scuole, sanità, infrastrutture e collegamenti efficienti: servizi essenziali per garantire qualità della vita e continuità alle comunità locali.

Turismo quattro stagioni. Trekking, bike, attività outdoor, cultura e natura offrono opportunità concrete per ampliare l’offerta oltre la stagione sciistica, distribuire i flussi turistici e generare nuove occasioni di occupazione e sviluppo. La destagionalizzazione richiede una visione di lungo periodo e investimenti capaci di valorizzare le diverse vocazioni dei territori.

Investimenti per la competitività. Gli impianti di risalita costituiscono un’infrastruttura strategica per l’economia montana, con ricadute che si estendono all’intera filiera turistica e alle attività locali. A fronte di un fatturato del comparto vicino a 1,5 miliardi di euro, l’indotto generato è stimato tra cinque e sette volte superiore. Sostenere gli investimenti significa quindi contribuire alla competitività delle imprese e alla tenuta economica dei territori.

Innovazione e sostenibilità. Affrontare il cambiamento climatico richiede ricerca, tecnologie evolute, efficienza energetica, gestione responsabile delle risorse e mobilità sostenibile. In questo quadro, anche l’innevamento programmato rappresenta uno degli strumenti a disposizione delle imprese per gestire la variabilità delle condizioni climatiche, nel rispetto dei contesti ambientali e delle risorse disponibili.

L’eredità delle Olimpiadi. Milano Cortina 2026 ha rappresentato un’occasione per mostrare al mondo l’attrattività e la capacità organizzativa della montagna italiana. La sfida ora è trasformare questa visibilità in un’eredità duratura, fatta di infrastrutture, servizi, investimenti e nuove opportunità per le comunità locali.

Dodici anni alla guida di ANEF: il bilancio della Presidenza

Nel ripercorrere il proprio mandato, Valeria Ghezzi ha richiamato il rafforzamento del ruolo associativo di ANEF e della sua capacità di rappresentanza, il rinnovo del contratto collettivo nazionale, il dialogo con le istituzioni e la gestione delle principali emergenze che hanno interessato le comunità montane. Tra i risultati ricordati figurano inoltre il riconoscimento del valore economico del comparto e il sostegno agli investimenti attraverso gli strumenti di incentivazione Industria 4.0 e 5.0 e i bandi del Ministero del Turismo. Resta centrale il confronto con le istituzioni sui temi che incidono sulla sostenibilità economica delle imprese, a partire dall’aumento dei costi energetici, rispetto al quale ANEF chiede attenzione nelle future misure di sostegno.

Il percorso di rappresentanza dell’Associazione trova riconoscimento anche a livello nazionale ed europeo: Federturismo ha rinnovato a Valeria Ghezzi il ruolo di vicepresidente, mentre FIANET l’ha confermata per un secondo mandato alla presidenza europea. Guardando ai prossimi anni, la direzione indicata da ANEF è chiara: favorire il ricambio generazionale, sostenere gli investimenti, rafforzare i servizi e accelerare la trasformazione della montagna in una destinazione capace di vivere quattro stagioni. Una sfida che richiede collaborazione tra imprese, istituzioni, territori e mondo della formazione, affinché la montagna continui a essere un luogo in cui vivere, lavorare e costruire nuove opportunità.

ANEF - nasce per rappresentare e sostenere il settore degli impianti a fune, inizialmente come sezione autonoma di FENIT. L’Associazione riunisce esercenti, costruttori e tecnici professionisti, offrendo una voce unitaria a un comparto allora emergente. Nel 1987, in Alta Badia, nasce ufficialmente la nuova ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari – con un ruolo pienamente riconosciuto di organizzazione di categoria. Ad oggi rappresenta circa il 90% del volume d’affari delle aziende italiane operanti negli impianti a fune, su Alpi e Appennini. L’Associazione conta oltre 1.500 impianti aderenti, direttamente o tramite sezioni territoriali. ANEF tutela e promuove gli interessi delle imprese, favorendo innovazione, sicurezza e qualità dei servizi. Fa parte di Confindustria, anche attraverso Federturismo, di cui è Socio effettivo. In ambito internazionale collabora con FIANET e OITAF, contribuendo allo sviluppo e alla rappresentanza del settore a livello globale.
Ultimo aggiornamento: 27/10/2026 21:00

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