EDOLO (Brescia) - Al
Polo Unimont dell’Università degli Studi di Milano a
Edolo si è conclusa la settimana in presenza del
Blended Intensive Programme (BIP) “Climate Change Adaptation, Nature-Based Solutions and Local Development Trends”, promosso nell’ambito della 4EU+ European University Alliance e finanziato dal
programma Erasmus+.

Per
cinque giorni il Polo Unimont si è trasformato in un laboratorio internazionale di confronto, formazione e cooperazione europea, accogliendo studenti e docenti provenienti da Università degli Studi di Milano, Charles University e Heidelberg University. Giovani di diversi paesi, culture e percorsi accademici hanno lavorato insieme per approfondire le sfide legate al cambiamento climatico nei territori montani e individuare strategie innovative di adattamento e sviluppo sostenibile.
Dopo la fase iniziale di attività online dei mesi scorsi, il programma ha previsto workshop, lezioni collaborative ed esperienze sul campo che hanno permesso agli studenti di osservare direttamente gli effetti del cambiamento climatico sulle montagne alpine e confrontarsi con amministratori locali, tecnici ed esperti del territorio.
Nel corso della settimana i partecipanti hanno approfondito numerosi casi studio: dagli ecosistemi forestali colpiti da eventi estremi e infestazioni da bostrico in Valdisotto, ai temi della trasformazione del turismo montano e della pianificazione territoriale a Teglio e Prato Valentino. Le attività si sono concluse con una giornata dedicata alla sicurezza nivologica e al monitoraggio ambientale presso la Stazione Meteomont della Base Logistico Addestrativa “Capitano M.O.V.M. Francesco Tonolini” del Passo del Tonale, dove gli Operatori Meteomont del VI Reggimento Alpini di Brunico hanno illustrato agli studenti strumenti e protocolli per la prevenzione del rischio valanghe.
L’esperienza ha confermato il ruolo strategico del Polo Unimont come punto di riferimento internazionale per la formazione, la ricerca e la cooperazione sui temi della montagna, favorendo la costruzione di reti europee e lo scambio di competenze tra studenti, ricercatori e istituzioni. Il Blended Intensive Programme rappresenta infatti un modello innovativo di didattica internazionale capace di unire mobilità, interdisciplinarità e collaborazione europea, offrendo agli studenti un’esperienza concreta di apprendimento sul campo e, in questo caso, di dialogo interculturale sui temi della sostenibilità e del futuro dei territori montani.