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Berzo Demo, professionista sollecita l’Anas sulla strettoia di Lorengo

lunedì, 25 novembre 2019

Berzo Demo – Sono in arrivo importanti stanziamenti da parte di Anas in vista delle Olimpiadi Invernali 2026, in particolare per la  variante di Edolo (Brescia) e quella di Trescore (Bergamo) opere necessarie e fondamentali, ma occorre intervenire sulle criticità “minori”, ad esempio: demolizione del muro pericolante strettoia-imbuto di Lorengo tra Berzo Demo e Malonno; posa barriere-reti idonee anticaduta, viadotto di Breno, riallargamento della carreggiata tra Esine e Darfo, ristretta per posa guard-rail inadeguati, allungamento rampe di immissione a Lovere, Rogno e distributore di Ceto e rifacimento tratti di asfalto deteriorato e pulizia cunette.

Lorengo Strettoia Berzo DemoRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’INTERVENTO DEL GEOMETRA SANTO SPAVETTI

Da anni il geometra Santo Spavetti sta ponendo la questione dell’imbuto di Lorengo sulla statale 42 tra Berzo Demo e Malonno e il sindaco di Berzo Demo, Giambattista Bernardi, su richiesta di Anas, ha emesso un’ordinanza per la sistemazione del tratto di strada, che finora non ha avuto seguito.

Ecco il testo del geometra Santo Spavetti

A oltre un anno dalla presa d’atto e conferma da parte di Anas, che il muro è pericolante (quindi potrebbe cadere nella sede stradale causando sinistri, il pericolo incombente resta perché Anas gioca allo scaricabarile, addossando a Comune e privati la demolizione, che non possono intervenire con la celerità necessaria, mentre garantiere la sicurezza è compito dell’Ente gestore della strada, ai sensi, articolo 14 del Codice della Strada, stabilisce gli oneri di Anas: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo,…”. Nel caso della strettoia di Lorengo mi appare evidente che, nella probabile impossibilità della proprietaria ad intervenire con la celerità richiesta dal caso (per esigenza di permessi, ecc.). Debba essere l Ente gestore della statale 42, a dover intervenire con sollecitudine a rimuovere l’incombente pericolo per tutelare l’incolumità degli utenti della strada statale perché di fatto il manufatto pericolante invade la sede stradale e il crollo può avvenire in qualsiasi momento, la strettoia non è idoneamente segnalata (pur essendoci i generici cartelli di strettoia – andrebbe a mio parere ridotto il limite di velocità a 30 km/h, stante la scarsa visibilità) e la possibile area di crollo del muro è la carreggiata, dove circolano i veicoli, pertanto o Anas, se non vuole rimuovere il pericolo costituito anche dalla strettoia, deve impedire il possibile crollo nella sede stradale del muro, tramite idonea barriera protettiva“.

In merito il geometra Spavetti ha scritto a S. E. Il Prefetto in merito alla strettoia di Lorengo e ricevuto la risposta da Anas, ma a distanza di oltre un anno tutto è fermo.

La risposta di Anas, che ha investito del problema il sindaco – scrive Santo Spavetti – mi lascia alquanto perplesso, in quanto sé è pur vero che il muro è instabile e va demolito è altrettano vero che, a causa della strettoia sono successi parecchi incidenti (e non a causa del muro instabile) e se non ci sono stati lutti è stato veramente un miracolo, anche se si demolisce il muro tale pericolo inaccettabile permane se non si allarga la strada. Vista la modesta spesa necessaria, l’intervento risolutivo ritengo vada eseguito dall’ente pubblico Anas è illogico che il sindaco abbia la responsabilità di far demolire il muro pericolante, in questo caso invece è evidente, dovrebbe essere Anas, secondo il buon senso, ad intervenire immediatamente sia per demolire il muro pericolante e allargare contestualmente la strada. Vista la pericolosità dello spigolo di immobile diroccato che entra nella strada, non si comprende cosa aspetti l’Ente a mettere in sicurezza la strada, per impedire altri incidenti, lasciare la strettoia peraltro priva di idonea segnalazione (ci vorrebbero segnaletiche luminose per la notte), causa seri pericoli per la circolazione, inaccettabili, visto che potrebbero avere conseguenza tragiche, sinistri che tanto colposi non sarebbero, in quanto evitabili rimuovendo il pericolo noto e segnalato, se si lascia un pericolo serio ed evidente, si è responsabili in merito, ma questo prevede il buon senso, cioè che sia Anas a intervenire. I pericoli sono da risolvere immediatamente e contestualmente, anche perché se il muro cade nella sede stradale Anas ha l’obbligo di garantire la sicurezza, atteso che il muro è pericolante, come ammesso anche da Anas, se cade una parte di muro nella sede stradale e causa un incidente con vittime, ci sarebbero estremi per indagare per non aver rimosso il materiale crollato dalla sede stradale o non essere intervenuti ad eliminare il pericolo segnalato. Penso ci siano nel caso in esame, tutti i presupposti giuridici per chiamare in causa il gestore della strada, in caso di lacune nella sua manutenzione“.



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