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Escavatori, idrovore, badili e tante mele: la solidarietà della Val di Non e Melinda in Romagna



Sporminore (Trento) - Escavatori, pompe idrovore, badili e tante mele. La carica solidale dei 160 agricoltori della Val di Non: "Non lasciamo soli gli amici dell’Emilia Romagna". Il grande cuore della Val di Non e del Consorzio Melinda in aiuto delle popolazioni alluvionate in Romagna. Ernesto Seppi, presidente di Melinda: "Vogliamo consolidare quei legami indispensabili per superare le sfide come sistema-Paese”.


Hanno percorso la strada che separa la Val di Non e i territori più colpiti dalle alluvioni dell’Emilia Romagna. Il loro bagaglio: un ammontare incalcolabile di solidarietà e spirito d’iniziativa. Ma, al seguito, hanno con loro anche tutti i materiali e macchinari che avevano a disposizione e che possono tornare utili in una situazione di emergenza: mezzi pesanti, escavatori, bobcat, pompe idrovore, badili, secchi fino ai fari e a piccoli gruppi elettrogeni per essere il più possibile autonomi negli interventi. E poi, inevitabili, anche alcuni contenitori carichi di mele succose. Si sono presentati così i 160 agricoltori trentini, aderenti al Consorzio Melinda, che hanno raggiunto ieri e nei giorni scorsi Faenza.



A stupire non è tanto il senso di solidarietà quanto il fatto che, ai loro occhi, nulla di tutto questo appaia straordinario. “Chi coltiva quotidianamente la terra - ripetono a chi glielo fa notare - sa quanto le condizioni meteo possano essere inclementi, soprattutto con l’avanzare dei cambiamenti climatici”.

E poi in Trentino l’abitudine al volontariato è decisamente radicata, tanto da diventare un marchio distintivo.


Tutto nasce nelle ore immediatamente successive alle alluvioni: i primi partire erano stati gli agricoltori della cooperativa COL di Sporminore (Trento), una delle 16 aderenti al Consorzio Melinda. Hanno raggiunto Faenza per soccorrere i lavoratori dell’azienda agricola locale Zama, attiva nella produzione di miele artigianale. Hanno aiutato a liberare i capannoni allagati. Per solidarietà, certo. Ma anche per lungimiranza: ogni anno infatti l’azienda Zama, durante la fioritura dei meleti, fornisce agli agricoltori trentini 220 alveari che vengono disposti strategicamente nei campi creando così una sinergia tra le piante e le api. La presenza di queste ultime favorisce la resa delle colture e contribuisce al tempo stesso alla produzione del miele.


La loro iniziativa ha poi spinto tutto il sistema Melinda a pensare a un’iniziativa più strutturata. Tutto in poche ore. “Abbiamo velocemente ideato un’app tramite la quale ogni socio e amico di Melinda si poteva registrare, segnalando i giorni di disponibilità” spiega il presidente di Melinda, Ernesto Seppi, giunto in Romagna insieme agli agricoltori volontari. La proposta ha ricevuto subito decine e decine di adesioni: melicoltori ma anche dipendenti del consorzio. Molti dei quali Vigili del Fuoco volontari. Alcuni sono arrivati con i figli minorenni, desiderosi di provare un’esperienza che sicuramente può farli crescere come persone e cittadini.


“Qui abbiamo trovato ospitalità per cenare e dormire in un ex convento” prosegue Seppi. A mezzogiorno invece il pranzo viene “offerto” dagli abitanti, per ringraziare della solidarietà che stanno ricevendo. “Siamo felici di aver costruito una catena di solidarietà che è andata oltre ogni rosea aspettativa. Se siamo stati in grado di alleviare anche solo parzialmente le fatiche della popolazione locale ne sarà valsa la pena. E in ogni caso, tutto ciò consolida quei legami tra produttori che sono la forza motrice per raggiungere traguardi importanti come sistema-Paese”, ha concluso Seppi. I volontari di Melinda saranno presenti nelle aree colpite anche nei prossimi giorni per completare il lavoro iniziato.




Ultimo aggiornamento: 27/05/2023 11:48:43
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