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Centrali idroelettriche: il Trentino lavora per la proroga al 2023

martedì, 3 dicembre 2019

Trento – Allineare la scadenza delle concessioni per grandi derivazioni idroelettriche al termine previsto a livello nazionale. Questo l’obiettivo della delibera che la Giunta provinciale di Trento ha approvato ieri in seduta straordinaria.

centrale idroelettrica terzolasLa disciplina nazionale che regola le procedure di assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche è stata infatti profondamente modificata dal decreto semplificazioni del febbraio scorso. È stato introdotto in particolare il termine del 31 dicembre 2023 prevedendo che nel frattempo le concessioni possano essere esercitate “oltre la scadenza della concessione e per il tempo necessario al completamento delle procedure di assegnazione”.

“Lo statuto di autonomia – spiega il vicepresidente e assessore all’energia, Mario Tonina – all’articolo 13, comma sei, prevede invece la scadenza al 31 dicembre 2022: rispetto alla situazione nazionale quindi, in questo momento risulta un anno in meno per Trentino e Alto Adige che pertanto rilevano “l’opportunità di mantenere a livello nazionale la sostanziale contemporaneità dei procedimenti di assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche, al fine di assicurare a tutti gli operatori economici del settore la parità di condizioni di accesso al mercato”.

“Di questo tema – ha aggiunto il presidente Fugatti – avevamo parlato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, onorevole Fraccaro, condividendo l’opportunità di ricorrere all’intesa tra Governo e le due Province autonome al fine di aggiornare alla nuova data il relativo comma statutario”. Di qui la delibera che trova analoga corrispondenza nel provvedimento adottato dall’esecutivo altoatesino, e che prevede anche che durante la proroga tecnica l’esercizio della concessine debba avvenire secondo le condizioni stabilite dalla legge provinciale e dal disciplinare vigente al momento della scadenza. I provvedimenti verranno ora inviati alla presidenza del consiglio dei ministri.



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