TRENTO - Un massiccio aggiornamento tecnologico su scala nazionale ha causato ieri un grave blackout informatico nei presidi sanitari del territorio. A farne le spese sono stati principalmente i Pronto soccorso, i reparti di radiologia e i centri prelievo. Nonostante il blocco dei sistemi, però, la macchina dell'assistenza clinica non si è fermata, riuscendo a mantenere i volumi delle prestazioni erogate in linea con la media giornaliera.

A fronte di un'operatività quotidiana che conta normalmente oltre mille ricoveri, 660 accessi in emergenza e circa 31mila prestazioni complessive, i disagi per l'utenza sono stati contenuti al minimo.
Nei Pronto soccorso tutti i pazienti sono stati presi in carico, garantendo la totale copertura delle urgenze e registrando solo qualche inevitabile rallentamento nella gestione dei codici minori. Stessa dinamica nei centri prelievo: a dispetto delle code nelle sale d'attesa, sono stati eseguiti 1.867 esami, un numero quasi identico ai 1.890 del giorno precedente. A chi non aveva la possibilità di aspettare è stata comunque garantita la riprogrammazione immediata dell'appuntamento.
Flessione minima anche per le prestazioni specialistiche. Il dipartimento di radiologia ha assicurato mille esami, assistendo quasi 900 pazienti. Su tutta la rete provinciale, sono state meno di venti le persone che non hanno potuto sottoporsi agli accertamenti previsti – tra cui otto ecografie tra Arco e Pergine Valsugana e alcune sedute di screening mammografico a Trento.
Tutti gli appuntamenti sospesi, fa sapere l'azienda sanitaria, sono già stati riprogrammati tra oggi e la fine della settimana.
Alla base dei disagi non c'è un semplice guasto tecnico, ma l'implementazione del nuovo Fascicolo Sanitario Elettronico, che impone un potenziamento delle reti informatiche e il rinnovo dei software secondo le direttive del Ministero. Si tratta di un passaggio obbligato per garantire trasparenza e accessibilità dei dati sanitari in tutto il Paese, ma che sta inevitabilmente generando contraccolpi in diverse regioni. Del resto, la complessità tecnologica da gestire è imponente: ogni giorno i tecnici effettuano circa quaranta interventi di manutenzione su un parco che conta oltre 18mila apparecchiature elettromedicali.
La Direzione generale dell'azienda sanitaria ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo. È stato proprio il loro sforzo straordinario, unito alla tempestiva attivazione dei protocolli di emergenza, a garantire la tenuta dei servizi e a tutelare la salute dei cittadini anche in condizioni di lavoro estremamente complesse.
Per prevenire futuri disservizi, l'azienda manterrà un pressing costante sui fornitori dei software, esigendo interventi di ripristino sempre più rapidi in caso di "crash". Contestualmente, proseguiranno gli investimenti nella formazione degli operatori per affinare le procedure di emergenza manuali. L'ammodernamento delle reti in corso, seppur faticoso, viene considerato un passo indispensabile: senza infrastrutture solide, sottolineano i vertici aziendali, sarebbe impossibile sfruttare le potenzialità della telemedicina e dell'intelligenza artificiale, strumenti fondamentali per trasformare, in un prossimo futuro, la casa del paziente nel principale luogo di cura.