TRENTO - Sono stati consegnati oggi, alla presenza del presidente Maurizio Fugatti, del presidente di Corte d'appello Eugenio Gramola, del Procuratore generale Corrado Mistri, nonché dei tecnici provinciali e dei rappresentanti dell'impresa esecutrice, i lavori della prima unità del nuovo Polo giudiziario di Trento, che prevede la creazione di un’unica sede, moderna e sostenibile per gli uffici giudiziari della città, nel quadrilatero di largo Pigarelli. Il cantiere, che prenderà avvio con le opere propedeutiche e l’allestimento dell’area di intervento, riguarda la fase uno, ovvero la ristrutturazione dell’edificio dell’ex carcere asburgico, oltre alla realizzazione dei nuovi archivi e delle centrali tecnologiche a servizio del futuro complesso giudiziario.

È il primo passo del progetto, orientato ai più elevati standard di sostenibilità e efficienza energetica, che a sua volta è frutto di un percorso condiviso da Provincia, Governo e Regione per razionalizzare gli spazi dedicati agli uffici giudiziari nel capoluogo. “Il nuovo Polo giudiziario è un investimento strategico per la città e per l’intero sistema della giustizia trentina, un'operazione che ha radici lontane, negli accordi quadro tra Provincia e Stato del 2001-2002 sulle questioni legate al patrimonio e alle funzioni pubbliche, e che ora procede nella fase attuativa", commenta il presidente Maurizio Fugatti presente assieme alle altre autorità.
“Questo intervento di ristrutturazione - aggiunge Fugatti - rappresenta un passaggio di grande rilievo per il sistema della giustizia in Trentino. La struttura del vecchio carcere asburgico viene conservata e valorizzata, restituendo a nuova vita una parte significativa del territorio attraverso una nuova funzione.
Si tratta del primo importante lotto di un progetto articolato in tre fasi, che conferma la volontà della Provincia in collaborazione con le altre istituzioni di mettere a disposizione spazi moderni, funzionali e adeguati alle esigenze della giustizia”.
Il Procuratore generale Mistri ha definito l'intervento un'importante operazione di tutela del patrimonio dell'edilizia giudiziaria. Il progetto consentirà di conservare l'impronta storica della struttura, valorizzandone l'identità nel contesto urbano e recuperando spazi per gli uffici giudiziari oggi decentrati.
Il presidente della Corte d'appello Gramola ha sottolineato come i Palazzi di giustizia abbiano oggi la necessità di disporre di spazi moderni e funzionali, in grado di rispondere alle nuove esigenze operative e di ospitare infrastrutture e strumenti informatici, sempre più centrali nell'amministrazione della giustizia.
L’opera avviata rappresenta la prima parte del progetto complessivo che prevede tre principali linee di intervento in successione: oltre al recupero dell’ex carcere, oggetto di questo intervento, ci sono la costruzione di un nuovo edificio nell’area est del complesso ed infine il restauro dell’edificio storico principale e del fabbricato degli anni Sessanta, entrambi sede attuale degli uffici giudiziari, per un investimento complessivo di oltre 59.000.000 di euro.
Per quanto riguarda l’appalto odierno, l’intervento interessa una superficie di circa 4.950 metri quadrati e un volume lordo di circa 26.500 metri cubi. Gli spazi saranno destinati a funzioni giudiziarie, uffici, servizi aperti al pubblico, sale riunioni, archivi, locali tecnici e centrali impiantistiche. Il piano terra ospiterà gli spazi di accoglienza e i servizi al pubblico, mentre il primo e il secondo piano saranno destinati agli uffici del Tribunale ordinario e del Giudice di Pace. Il terzo piano accoglierà gli impianti tecnologici e sale riunioni. Il piano interrato e il nuovo volume sotterraneo saranno dedicati ad archivi, depositi e locali tecnici.
L’unità funzionale è aggiudicata a “Iti impresa generale spa”, per un importo di contratto di 19.631.642,74 euro di cui 782.402,80 euro per oneri della sicurezza. La durata dei lavori è di 1.000 giorni.