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Cohousing Abitarsì, inaugurato a Palù di Giovo il progetto di abitare inclusivo per persone con disabilità

Tonina: “Una comunità che sa prendersi cura”

PALU' DI GIOVO (Trento) - Una casa da abitare, un lavoro da imparare, una comunità in cui sentirsi parte. È il percorso di autonomia che il cohousing inclusivo Abitarsì offrirà a sette ragazze con disabilità, accompagnandole verso la vita indipendente. La struttura rinnovata è stata inaugurata oggi a Palù di Giovo alla presenza dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina. L'edificio comunale è stato adibito per molti anni a scuola dell’infanzia ed ora è lo spazio dedicato al nuovo progetto.

“Se siamo qui oggi lo dobbiamo al lavoro di squadra e alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti, che hanno saputo guardare oltre i confini amministrativi per dare risposte concrete ai bisogni delle comunità”, questo il commento dell'assessore Tonina.

“Oggi - ha aggiunto Tonina - vediamo concretizzarsi un percorso e prendere forma il progetto di vita delle ragazze che qui iniziano la loro esperienza di autonomia. Le risorse del PNRR ci hanno consentito di recuperare e rendere nuovamente accessibile questo spazio, ma perché un progetto come questo diventi realtà serve soprattutto una visione comune: oltre alle mura, c’è la voglia di una comunità di prendersi cura. L’auspicio è che Abitarsì possa essere per queste ragazze, e per tante persone in futuro, un luogo in cui crescere, costruire relazioni e vivere con sempre maggiore libertà e consapevolezza”.

L'assessore Tonina ha evidenziato poi come si tratti di un progetto ambizioso ed ha ricordato le sfide rappresentate dalla nascita di Asuit, dalle Case della Comunità, dal tema dell'integrazione socio-sanitaria e le possibilità offerte dall'autonomia.

Alla cerimonia hanno presenziato numerose autorità in rappresentanza dei diversi enti coinvolti, tra cui i rappresentanti dei territori aderenti e degli enti del Terzo settore coinvolti nell’iniziativa. Tra gli interventi quello del sindaco di Giovo, Riccardo Dalvit che ha parlato della consegna di un luogo dove fare comunità, e quelli di Michele Bontempelli e Vittorio Stonfer per il Bim Adige Trento.
Sono intervenuti tra gli altri anche i dirigenti provinciali Roberto Pallanch e Federica Sartori oltre a Massimo Sebastiani, direttore della Cooperativa "Grazie alla vita" e Stefano Brugnara, vicesindaco di Giovo, che ha parlato degli aspetti tecnici dell'intervento.

"Per la sua natura sovracomunitaria, questo progetto è una virtuosa eccezione che unisce realtà diverse per farne una vera forza, traducendo in pratica la volontà politica di garantire il “Dopo di Noi” come percorso pubblico e condiviso. A Palù di Giovo non inauguriamo una struttura, ma una casa: uno spazio di convivenza, crescita e mutuo aiuto per chi vi abiterà e per l'intera comunità. Con quest’inaugurazione sottoscriviamo un autentico patto di fiducia tra queste ragazze, le loro famiglie e tutti noi": questo il commento di Laura Tabarelli, presidente della Comunità della Valle di Cembra.

Il progetto
Abitarsì è un progetto di abitare inclusivo rivolto a persone maggiorenni con disabilità, già in carico ai servizi socio-assistenziali e socio-sanitari territoriali, che si trovano in una fase di transizione verso la vita indipendente. Attraverso interventi educativi e multidisciplinari, punta a rafforzare le competenze individuali, sostenere le opportunità di inserimento lavorativo e favorire relazioni e legami con il territorio, superando la logica esclusivamente assistenziale.

L’investimento complessivo ammonta a 1,2 milioni di euro, di cui 210 mila finanziati dal PNRR, Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 2, investimento 1.2, dedicato ai percorsi di autonomia per le persone con disabilità. L’immobile, di proprietà del Comune di Giovo, è stato interamente riqualificato: ristrutturazione, eliminazione delle barriere architettoniche, adeguamento degli impianti, domotica assistiva e arredi funzionali pensati per facilitare la vita indipendente.

La Provincia autonoma di Trento è l’ente promotore, mentre la Comunità della Valle di Cembra è capofila di una rete territoriale che coinvolge il Comune di Giovo, la Comunità della Paganella, la Comunità Rotaliana-Königsberg, la Comunità Territoriale della Valle di Fiemme e il Comun General de Fascia. Tutti questi enti, così come il BIM, hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

Il percorso di accompagnamento delle ragazze, già avviato, ha visto coinvolte più realtà del Terzo settore tra cui la Cooperativa sociale La Rete, insieme a CS4, e oggi prosegue con la cooperativa "Grazie alla vita".
Ultimo aggiornamento: 06/11/2026 17:42

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