TRENTO - La crisi internazionale, a partire dalle tensioni in Iran, continua a produrre effetti concreti sulle tasche di famiglie e lavoratori, con un nuovo aumento delle bollette di luce e gas.

Secondo i dati diffusi da
ARERA, il gas registra un aumento del +19,2% per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, mentre l’energia elettrica cresce del +8,1%. Tradotto: quasi 200 euro in più all’anno per famiglia, che si sommano a rincari già pesanti su carburanti e beni di largo consumo.
"In questo contesto si inserisce la nuova offerta luce di Dolomiti Energia: una proposta con prezzo fisso bloccato per dieci anni, indubbiamente vantaggiosa.
Tuttavia, l’offerta è riservata esclusivamente ai primi 2.500 nuovi clienti, escludendo di fatto la grande maggioranza delle famiglie trentine che sono già utenti della società.
Non entriamo nel merito delle strategie commerciali – commenta Federconsumatori del Trentino – ma è evidente che questa scelta lascia scoperti proprio i clienti storici. In una fase così difficile, una società a maggioranza pubblica dovrebbe affiancare alle logiche di mercato una maggiore attenzione al territorio e alla comunità locale.
Non va dimenticato, infatti, che l’energia prodotta deriva anche dallo sfruttamento delle risorse idriche del territorio, patrimonio collettivo. Per questo, una politica tariffaria più equilibrata potrebbe contribuire a contenere l’impatto dei rincari, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e prevenire un ulteriore calo della domanda.
Dopo carburanti, beni di consumo ed energia elettrica, anche il gas completa un quadro ormai critico: una dinamica che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni delle famiglie, in particolare quelle più fragili.
È necessario che il Governo apra un tavolo di confronto con le Associazioni dei Consumatori per definire misure urgenti ed efficaci, evitando che siano ancora una volta le famiglie e l’intero sistema economico a pagare il prezzo più alto di questa crisi".