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Bandiera Palestina al Rifugio Stivo, la posizione della SAT

TRENTO - In una nota, la SAT - Società degli Alpinisti Tridentini prende posizione sulla vicenda della bandiera palestinese esposta al Rifugio Stivo. "Si tocca un tema estremamente delicato e comprendiamo che la richiesta di rimuovere la bandiera palestinese possa aver suscitato reazioni e sensibilità diverse, soprattutto di fronte alla tragedia umanitaria che si sta consumando a Gaza e alla sofferenza della popolazione civile. È importante però chiarire il principio alla base della richiesta della SAT.

Ogni gestore dei rifugi SAT è libero di avere ed esprimere le proprie opinioni, convinzioni e sensibilità, anche sui grandi temi politici, civili e umanitari del nostro tempo. Questa libertà non è mai stata messa in discussione e non lo è nemmeno in questo caso.

Diverso è il ruolo che ciascuno assume quando opera all’interno di una struttura dell’Associazione. I rifugi SAT non sono spazi privati del gestore: sono strutture dell’Associazione e, come tali, rispondono a regole comuni. Regole che non nascono da questa vicenda e non riguardano una specifica bandiera o una determinata posizione, ma appartengono al quadro generale entro cui operano i rifugi della SAT.

Anche rispetto ai simboli e alle bandiere che possono essere esposti, quindi, il singolo gestore opera all’interno di regole e indirizzi definiti dall’Associazione. Il principio è semplice: una regola comune deve valere indipendentemente dal contenuto del simbolo esposto e dalla maggiore o minore condivisione della posizione che rappresenta.

“La solidarietà, l’umanità, la pace e la vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra appartengono alla storia e ai valori della SAT e non sono in discussione – sottolinea il presidente della SAT, Cristian Ferrari –.
Comprendiamo quindi che la bandiera palestinese esposta al Rifugio Stivo rappresenti, nelle intenzioni del gestore, anzitutto un segno di vicinanza a una popolazione che sta vivendo una situazione di straordinaria sofferenza. Ma proprio perché la SAT è una realtà plurale, le regole comuni non possono dipendere da quanto condividiamo o meno una determinata posizione. Oggi parliamo della bandiera palestinese, ma domani un gestore potrebbe scegliere di esporre un simbolo che rappresenta una posizione diversa, sulla quale non siamo affatto tutti d’accordo. Il principio deve essere lo stesso per tutti. Questo non limita la libertà personale di nessuno: significa rispettare le regole dell’Associazione quando la si rappresenta”.

Non applicare questo principio significherebbe lasciare ai singoli gestori la possibilità di decidere, di volta in volta, quali simboli e posizioni rappresentare all’interno dei rifugi e attribuire alla SAT il compito di stabilire quali siano ammissibili e quali no. È esattamente ciò che una regola comune serve a evitare.

La SAT è una realtà plurale, composta da migliaia di soci e socie con idee e sensibilità differenti. La sua indipendenza, sancita dallo Statuto, serve anche a custodire questa pluralità. È su questo principio che si sono espressi collegialmente gli organi della SAT, dalla Giunta nell’agosto 2025 al Consiglio Centrale nella seduta del 25 giugno 2026.

Il gestore ha comunicato la propria intenzione di non rimuovere la bandiera. La SAT ha ribadito nella risposta il principio alla base della propria richiesta e, allo stesso tempo, l’auspicio di proseguire il rapporto in un clima di collaborazione e rispetto, invitando il gestore a confrontarsi preventivamente con l’Associazione rispetto a iniziative o scelte personali che coinvolgano il rifugio, evitando decisioni assunte autonomamente. La SAT non intende alimentare ulteriormente un confronto che rischierebbe di trasformare una questione di regole in uno scontro sulla bandiera palestinese
".
Ultimo aggiornamento: 19/08/2026 00:18

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