ANDALO (TRENTINO) - Nel mondo dello sci
Andalo è nuovamente al centro dell’attenzione alla vigilia della
Paralimpiade MilanoCortina 2026 così come lo è stato da dicembre a febbraio alla vigilia dei Giochi. Cambiano i protagonisti, dagli atleti olimpici si è passati a quelli paralimpici, ma la voglia di vittoria nella squadra norvegese è immutata.

Sono
quattro gli
sciatori della
Norvegia in allenamento sulle piste della
Paganella (foto credits Arturo Cuel) e pronti a gareggiare nei prossimi giorni a Cortina d’Ampezzo. Tra questi spicca un “
Supercampione”, sia sul piano sportivo e sia su quello umano: è Jesper Saltvik Pedersen capace a soli 23 anni di conquistare la bellezza di 21 medaglie tra Mondiali e Paralimpiche. Reduce dalla sua migliore stagione di sempre guarda con grande ottimismo ai Giochi Italiani forte di ben 12 medaglie d’oro presenti nella sua bacheca: 7 mondiali e 5 paralimpiche. “Per questo alla paralimpiade di Milano Cortina punto a vincere almeno due medaglie d’oro e pareggiare così il conto con quelle mondiali. D’altronde l’Italia porta bene alla Norvegia basta vedere i risultati del mio collega Klaebo” ha commentato nel momento amicale ospitato a casa Norvegia, al Rifugio Dosson, presenti tra gli altri il direttore Apt Visit Paganella Luca d’Angel con, il presidente Alessandro Gabrielli e il direttore Ruggero Ghezzi per Paganella Ski.
Piccolo inciso i norvegesi se in pista si difendono alla grande a tavola non sono da meno: come confermano le due fiorentine proposte a fine allenamento e particolarmente apprezzate dal gruppo, come gli immancabili tiramisù e strudel
Jesper è super amato in Scandinavia per la sua positività nell’affrontare la vita (è studente di scienze politiche ) ed anche perché è il primo sciatore alpino norvegese riuscito nell’impresa di vincere la Coppa del Mondo per sei anni consecutivi, tra quella assoluta e di specialità Con lui si stanno preparando sulle nevi del trentino Magnus Valø Balchen, Marcus Grasto Nilsson e Bernt Marius Rørstad affiancati.
Tutti sottoposti dai tecnici Daniel Trond M e Daniel Øystein Bakken ad allenamenti intensi sulle piste già teatro nelle scorse settimane del lavoro con gli sci di Timon Haugan, Atle Lie McGrat e anche di Thea Louise Stjrnesund che proprio in Paganella ha messo le premesse per la l’incredibile medaglia d’argento a pari merito con la svedese Sara Hector, entrambe staccate di cinque centesimi dalla vincitrice, azzurra all’azzurra Federica Brignone e con l’altra sciatrice italiana Lara della Mea staccata di appena due centesimi
Paralizzato dalla vita in giù dalla nascita a causa della spina bifida, Jesper è la prova vivente che il duro lavoro e la dedizione possono portarti praticamente ovunque. O, nel suo caso, salire ripetutamente sul gradino più alto di un podio. “Sono cresciuto cercando di concentrarmi sulle possibilità, non sugli ostacoli. Che tu abbia davvero il coraggio di difendere chi sei e ciò che vuoi, questo è importante. Perché quando desideri qualcosa con tanta forza, c'è ben poco che possa fermarti. Devi accettare le tue capacità e lottare”
La presenza degli atleti paralimpici norvegesi sull’Altopiano della Paganella non è casuale: da un lato rientra nei rapporti amicali instaurati da tempo con la Federazione norvegese di sci e dall’altro rappresenta una sorta di ciliegina sulla torta rispetto ai progetti di inclusione avviati da tempo da VisitPaganella. Dettagli apprezzati da Jesper Saltvik Pedersen che ha “prestato” uno dei suoi trofei di Cristallo, assegnati annualmente al vincitore della Coppa del Mondo, al direttore D’Angelo per l’intervista televisiva fatta proprio sul tema dell’inclusione.
“Un impegno per noi importante che si estende a tutta la stagione grazie alla collaborazione con le scuole sci – ha detto D’Angelo -. Durante le lezioni con i maestri specializzati vengono messi a disposizione gratuitamente gli ausili. E i supporti sono a disposizione anche nei vari rifugi. Iniziative che testimoniano l’impegno costante del territorio per un turismo alla portata di tutti, inserendosi in un percorso più ampio che, anche attraverso progetti come Brenta Open, conferma la vocazione della Paganella a voler essere un luogo dove la montagna diventa esperienza condivisa, capace di superare barriere e valorizzare così la forza delle persone. Come avviene con i nostri campioni”.