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Rifiuti, il Trentino chiude il ciclo: necessari impianto e autonomia entro il 2033

TRENTO - Da “esportazione dell’emergenza” a “responsabilità territoriale”. La relazione tecnica per la chiusura del ciclo dei rifiuti è approdata sui banchi della prima assemblea dell’Egato, composta dai rappresentanti degli enti locali. I dati confermano la necessità di realizzare un impianto di termovalorizzazione sul territorio provinciale, per superare definitivamente la dipendenza dall’export fuori provincia del rifiuto indifferenziato. Il sistema attuale non è più sostenibile: le discariche provinciali sono esaurite e il costo medio per esportare i rifiuti a Brescia e Bergamo si attesta oggi attorno ai 200 euro a tonnellata, con picchi che nel 2023 hanno raggiunto i 280 euro. Il nuovo impianto, dimensionato per 100mila tonnellate annue, consentirebbe di trattare integralmente il rifiuto residuo prodotto in Trentino, senza importare rifiuti da altri territori e garantendo una “tariffa di equilibrio” stimata in 155 euro a tonnellata a regime, con una riduzione di circa il 20% rispetto ai costi attuali di smaltimento. “I territori sono consapevoli che il ciclo dei rifiuti vada chiuso in Trentino - sono state le parole del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti -. Si tratta di una presa di responsabilità importante per la nostra Autonomia. Non possiamo continuare a conferire i nostri rifiuti altrove, sperando che siano altri a gestirli. Autonomia significa anche assumersi l’onere delle scelte più complesse. Non è solo una questione economica, ma anche etica”. Il presidente Fugatti ha ricordato come negli anni scorsi la Provincia sia stata costretta a riaprire due discariche e a fronteggiare difficoltà nell’assegnazione dei bandi per il trasporto fuori provincia: “Non possiamo più permetterci di vivere nell’emergenza. Dobbiamo programmare e garantire stabilità ai cittadini”.
Foto @Veneri - Ufficio Stampa PAT.

All’incontro sono intervenuti anche l’assessore provinciale all’ambiente ed enti locali Giulia Zanotelli, il presidente del Consiglio delle autonomie locali Michele Cereghini, il dirigente generale del Dipartimento Ambiente Enrico Menapace, il dirigente generale di Appa Gabriele Rampanelli e il vicedirettore generale di Cassa del Trentino Alberto Brandolini.

La localizzazione proposta è quella di Ischia Podetti a Trento, individuata come la più idonea rispetto alle alternative esaminate (l’area dei Lavini a Rovereto e quella presso il depuratore Trento 3). L’analisi scientifica è stata basata su criteri escludenti, tra cui il regime dei venti valutati anche con il supporto dell’Università di Trento.

L’area di Ischia Podetti risulta baricentrica, di proprietà pubblica, adiacente allo stoccaggio esistente, oltre che prossima alle zone industriali per lo sviluppo del teleriscaldamento.

L’assessore Giulia Zanotelli ha messo in luce il clima costruttivo dell’assemblea: “È stato un confronto positivo e collaborativo. Partiamo da una situazione oggettiva di discariche esaurite e da un export rilevante che espone il Trentino alla volatilità dei mercati. La relazione presentata oggi è una base tecnica solida da cui avviare gli approfondimenti con i territori. L’impianto sarà dimensionato sui nostri rifiuti, 100mila tonnellate annue, senza importazioni. I dati dimostrano inoltre che la presenza di un termovalorizzatore non incide negativamente sulle percentuali di raccolta differenziata”. Zanotelli ha ricordato l’obiettivo di entrata in esercizio entro il 2033 e la volontà di mantenere un dialogo costante con enti locali e cittadini: “E’ necessario arrivare ad una soluzione in tempi certi”.

Il modello gestionale individuato è quello “pubblico su pubblico”, escludendo il project financing privato. Una scelta che garantirà il pieno controllo pubblico dell’infrastruttura, stabilità tariffaria e una crescita media prevista inferiore all’1% annuo nei 26 anni di gestione considerati nel piano economico-finanziario, che prevede il totale autofinanziamento dell’opera, stimata in circa 200 milioni di euro.

Il presidente del Cal Michele Cereghini ha rimarcato il ruolo dei territori: “Quella di oggi è stata la prima assemblea operativa dell’Egato. Tutti i territori erano rappresentati e c’è stata grande attenzione ai dati presentati. Oggi abbiamo avviato un percorso serio e strutturato, con l’obiettivo di lavorare nel merito della proposta di chiusura del ciclo dei rifiuti che inciderà sulla tariffa finale del servizio. Il tutto per dare una risposta chiara ai cittadini trentini. Ora inizia il lavoro di approfondimento perchè la presentazione della relazione è solo il punto di partenza, non il punto di arrivo”.
Ultimo aggiornamento: 27/02/2026 23:26:11

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