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Milano Cortina 2026: le Cerimonie Paralimpiche

50 giorni ai Giochi che si svolgeranno anche in Trentino

VENEZIA - Si è svolta oggi a Palazzo Balbi, a Venezia, la presentazione ufficiale delle Cerimonie delle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 15 marzo 2026, con cerimonia di apertura a Verona e cerimonia di chiusura a Cortina d’Ampezzo.

All’evento erano presenti, tra gli altri, il governatore del Veneto Alberto Stefani, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Marco Giunio De Sanctis e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico del Trentino Massimo Bernardoni.

Per il Trentino è intervenuta alla cerimonia l’atleta di wheelchair curling e Ambassador di Milano Cortina 2026 Orietta Bertò. "L’emozione è grandissima – ha spiegato nel suo intervento – mancano ormai pochi giorni. Ci stiamo allenando molto e scenderemo sul ghiaccio mettendoci il cuore, con l’obiettivo di regalare emozioni".

Per Bertò, quella di Milano Cortina potrebbe essere la prima Paralimpiade, dopo oltre dieci anni di attività e una recente medaglia di bronzo ai Mondiali in Corea nel 2024 nella disciplina Double Mixed.

A margine dell’evento, Orietta Bertò ha sottolineato il valore profondo dei Giochi Paralimpici, che vanno oltre la competizione sportiva: i Giochi, ha spiegato, sono "un racconto collettivo di possibilità, talento e determinazione", il momento in cui "il mondo smette di guardare la disabilità e inizia a guardare la persona e l’atleta".

Le Cerimonie, in particolare, rappresentano "il primo sguardo che il mondo posa sui Giochi" e raccontano in pochi minuti i valori che una comunità sceglie di rappresentare: inclusione, coraggio, eccellenza. "Attraverso le Paralimpiadi – ha aggiunto – il pubblico vede storie e riconosce la diversità come una ricchezza".

“Le Cerimonie Paralimpiche rappresentano uno dei momenti più alti e significativi dei Giochi - ha detto nel suo intervento - il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò - un’occasione per raccontare, attraverso linguaggi universali, il valore dello sport, dell’inclusione e della forza che gli atleti incarnano ogni giorno”.

"Inclusione è un termine che mi fa non piacere, di più - ha dichiarato ha dichiarato oggi a Venezia Marco Giunio De Sanctis - ho partecipato a 20 Paralimpiadi, e a quelle di Sidney e Londra ho visto un altro mondo, perché stavano molto avanti.
Noi dobbiamo proseguire e creare i presupposti per una grande cultura italiana".

"Per il Trentino queste Paralimpiadi sono fondamentali – ha sottolineato a margine della cerimonia Massimo Bernardoni – non solo per i risultati sportivi, che restano importanti, ma soprattutto per la visibilità che una manifestazione di questo livello può garantire".

Bernardoni ha poi evidenziato la consistenza della rappresentanza regionale: "La delegazione del Trentino-Alto Adige conta complessivamente 17 atleti, di cui 9 trentini. Abbiamo una presenza molto forte nel para ice hockey, dove gran parte della Nazionale è composta da atleti della nostra regione, e nello sci alpino, con concrete possibilità di medaglia. Siamo competitivi anche nello snowboard e nel wheelchair curling – ha aggiunto – e questo dimostra la qualità del lavoro che stiamo portando avanti. Il nostro obiettivo resta quello di avvicinare sempre più persone con disabilità allo sport e all’attività motoria, e le testimonianze dei nostri atleti sono lo strumento più efficace per farlo".

La cerimonia di apertura, in programma venerdì 6 marzo all'Arena di Verona, segnerà un momento storico: per la prima volta una cerimonia paralimpica si terrà in un sito Patrimonio mondiale dell'Unesco. L'evento sarà animato da numerosi talenti italiani e internazionali. Tra i primi nomi annunciati dalla Fondazione Milano Cortina 2026, in campo musicale spiccano Stewart Copeland, leggendario batterista dei Police, e i Meduza, trio di produttori musicali simbolo della house italiana nel mondo. Spazio sarà dato anche all'arte contemporanea, con i tributi a Jago, tra gli scultori italiani più affermati sulla scena internazionale, e a Emilio Isgrò, artista e poeta che ha rivoluzionato l'arte mondiale della seconda metà del Novecento con le sue 'cancellature.

Nel blu dipinto di blu", il brano italiano più famoso di Domenico Modugno, è stato scelto come contributo finale della cerimonia, che unirà in un'unica performance voci da tutto il mondo. I ricordi come veicolo di bellezza, emozione e memoria condivisa capace di unire il mondo: da questo concetto nasce invece 'Italian souvenir', tema creativo della cerimonia di chiusura, in programma domenica 15 marzo al Cortina Curling Olympic Stadium.

Un evento che accompagnerà atleti, volontari e tifosi in un viaggio visivo e sensoriale che raccoglierà le emozioni più intense dei Giochi appena conclusi. Sarà il fermo immagine di un'avventura irripetibile, che prenderà la forma di un grande album di ricordi interattivo in cui si alterneranno istantanee di successi sportivi indimenticabili e cartoline delle bellezze dei territori italiani che hanno ospitato le competizioni.
Ultimo aggiornamento: 15/01/2026 20:09:15

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