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Roccoli, tassa salute per i frontalieri e tutela vigili del fuoco: dibattito e mozioni in Lombardia

MILANO - Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni: di seguito la sintesi.

Iniziative urgenti per la riapertura, la valorizzazione e la promozione dei “roccoli” della Lombardia
Approvata (37 voti a favore, 1 astenuto, PD e Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto) la mozione, presentata da Carlo Bravo (FdI), per incentivare la riapertura e la valorizzazione dei roccoli in Lombardia ed evitare che “la mancata riapertura dei roccoli, insieme all’età avanzata dei roccolatori e alla sospensione degli esami di abilitazione, interrompa definitivamente una tradizione plurisecolare, cancellando un patrimonio di tradizioni, conoscenze, storia e identità dei nostri territori”.

Il documento impegna la Giunta a formalizzare entro marzo di ogni anno la richiesta di un parere a ISPRA sulla ripresa della cattura di uccelli selvatici destinati al richiamo, cui potrebbe seguire una deliberazione della Giunta regionale. Inoltre, si chiede di procedere a una mappatura dei roccoli ancora esistenti e dei soggetti abilitati, per verificare la possibilità di riprendere le attività dalla stagione venatoria 2026-2027, nonché di riattivare gli esami di abilitazione per roccolatori.

Il documento promuove inoltre la valorizzazione storica e culturale dei roccoli attraverso iniziative educative, l’integrazione nella pianificazione territoriale e la candidatura a Patrimonio UNESCO. Infine, si prevede l’avvio di un confronto con le istituzioni nazionali ed europee per chiarire l’applicazione delle deroghe previste dalla normativa comunitaria.

Sostegno alla mozione è stata espressa anche da Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, mentre netta contrarietà ai contenuti della mozione è stata espressa da Gigi Ponti (PD), Onorio Rosati (AVS) e Luca Paladini (Patto Civico) secondo i quali la mozione in realtà serve per riprendere attività venatorie già dichiarate illegittime da organi europei e nazionali e che hanno già portato Regione Lombardia in stato di infrazione.

La Consigliera Paola Pollini (M5Stelle) ha diffidato formalmente circa gli eventuali atti di impugnativa derivanti dal documento.

Nel dibattito sono intervenuti anche i Consiglieri Michele Schiavi (FdI), Floriano Massardi (Lega) e Barbara Mazzali (FI) che hanno sottolineato l’importanza storico-culturale e paesaggistica dei roccoli e il sostegno da sempre attuato da Regione Lombardia.

Tassa Salute
Sono state discusse insieme le due mozioni relative all’introduzione della cosiddetta Tassa della salute da parte del Governo per i lavoratori frontalieri.
Un contributo, previsto dalla Finanziaria 2024, che servirebbe a finanziare il SSN nelle zone di confine, con l'obiettivo di aumentare gli stipendi di medici e infermieri che hanno deciso di continuare a lavorare in Italia, senza lasciarsi tentare dalla maggiore attrattività degli stipendi svizzeri.

Il documento presentato da Angelo Orsenigo (PD), che sollecitava l’abrogazione della tassa, è stato respinto, mentre l’Aula ha approvato la mozione di Luigi Zocchi (FdI) che chiede alla Giunta di interloquire col Governo affinché possano essere previste forme di detrazione, deduzione o altri provvedimenti volti alla riduzione del carico fiscale per coloro che saranno chiamati a versare l’importo del contributo al SSN. Il testo approvato invita, inoltre, a intraprendere le azioni necessarie perché le somme derivanti dal contributo non vengano esclusivamente destinate a sostenere il servizio sanitario delle strutture ospedaliere comprese nel raggio di 20 km dal confine svizzero, ma di ripartirle anche a favore delle ASST dei territori di provenienza dei lavoratori frontalieri (con particolare attenzione a Lecco), facendo valere il principio per il quale conta che sia l’area di cura a essere entro 20 km dal confine.

Non possiamo non applicare una legge nazionale – ha detto Zocchima solo chiedere di applicarla nella misura inferiore possibile, ottenendo al limite una forfettizzazione e un chiarimento su come pagare questo contributo e gli eventuali pregressi. Chiarezza, applicazione del minimo, sistema forfettizzato e azioni rapide sono le uniche strade che si possono seguire”.

“La tassa è in palese contrasto con l’accordo fiscale italo svizzero del 2020 – ha spiegato Orsenigo -. Si tratta di un prelievo presentato come contributo ma che per natura, meccanismi applicativi e obbligatorietà, è a tutti gli effetti un’imposta: è prelevata dallo Stato italiano su tutti i vecchi frontalieri, è calcolata sul reddito da lavoro frontaliero già tassato alla fonte in Svizzera. Non è parametrata a servizi individuali realmente forniti e ha carattere generale, come tutte le imposizioni tributarie”.

Per Samuele Astuti (PD): “All’epoca, avevamo votato la ratifica del trattato con la Svizzera tutti insieme: c’era stato un iter partecipativo e un grande ascolto dei territori, dei sindaci e dei Comuni di frontiera. Era stato un percorso lungo e complicato e oggi c’è invece una decisione di Roma che arriva senza informare il territorio, senza una costruzione di regole condivise: è una norma che mette in difficoltà frontalieri e amministrazioni locali.

Una discussione che mette in imbarazzo – ha detto Silvana Snider (Lega) – perché la tassa serve a sostenere medici e infermieri delle aree di confine. Lo Stato, dopo le verifiche opportune e a seguito delle nuove disposizioni fiscali per i “nuovi frontalieri”, ha ritenuto opportuno applicare un contributo ai “vecchi frontalieri” che optano per il sistema sanitario italiano. Molti si sentono defraudati ma di logica chi usa i servizi li paga”.

Non si può negare che un vulnus esiste – ha continuato Giuseppe Licata (Forza Italia) – perché una legge nazionale va rispettata ma anche un accordo internazionale non può essere disatteso. Nell’accordo fiscale del 2020 non era previsto alcun contributo e quanto deciso in Finanziaria comporta evidenti criticità. Chiedo che questo tema venga portato su un livello nazionale e sovraregionale anche per evitare disparità tra frontalieri provenienti da regioni diverse”.

Si tratta - ha affermato Giacomo Zamperini (FdI) – di lavoratori che hanno scelto legittimamente di prestare la propria attività in Svizzera. Chiederemo l’applicazione del minimo, cercheremo l’accordo con altre regioni per evitare disparità, solleciteremo ulteriori interlocuzioni per detrazioni e mitigare gli effetti di questa legge, ma è giusto recuperare il contributo per dare soldi in più a medici e infermieri che lavorano vicino al confine”.

La norma – ha replicato Paola Pollini (M5Stelle) - contraddice palesemente l’accordo internazionale e questo mina la fiducia dei cittadini e crea un enorme rischio per i Comuni. Il Canton Ticino e la Svizzera potrebbero decurtare l’importo dei ristorni da versare all’Italia in misura equivalente all’imposta sanitaria. Un’eventualità che comprometterebbe gravemente i bilanci comunali e l’erogazione dei servizi essenziali. Non accettiamo una proposta che propone una riduzione di aliquote che restano comunque illegittime”.

L’Assessore agli Enti locali, Massimo Sertori, nel suo intervento, ha evidenziato: “Parliamo di risorse che verranno raccolte e destinate al potenziamento del personale sanitario nelle aree di confine e a servizi socio-sanitari territoriali. Soldi che confluiranno nel bilancio regionale per essere usati prevalentemente per medici e infermieri che hanno deciso di continuare a lavorare in Italia, nonostante l’attrattività della parte svizzera.
Significa per i medici un aumento di 10mila euro all’anno e per infermieri di poco più di 5000 euro”.

Iniziative per la tutela della salute dei Vigili del Fuoco
Sensibilizzare il Ministero dell’Interno e il Ministero della Salute affinché siano finanziati, con risorse nazionali, studi di valutazione del rischio lavoro-correlato alla professione dei Vigili del Fuoco, con particolare riferimento all’esposizione ad agenti cancerogeni e all’attivazione a programmi di screening. Sostenere, in raccordo con il Ministero dell’Interno, la realizzazione di studi epidemiologici e di sorveglianza sanitaria. Sono queste le richieste presenti nella mozione a firma di Claudia Carzeri (Forza Italia) e approvata all’unanimità.

I dati epidemiologici e aggiornati sui Vigili del Fuoco sono necessari per poter valutare in modo sistematico il rischio lavoro-correlato e l’attivazione di studi nazionali e di sistemi di sorveglianza sanitaria dedicati consentirebbe di orientare politiche di prevenzione efficaci con programmi di screening mirati, che possono contribuire alla diagnosi precoce” ha spiegato Claudia Carzeri.

E’ dovere istituzionale garantire la tutela della salute nei luoghi di lavoro e di chi opera per il bene della collettività, la frammentazione dei dati va superata con studi epidemiologici su base scientifica” ha commentato Diego Invernici (FdI).

Secondo Luca Marrelli (Lombardia Ideale) “va data la nostra riconoscenza a chi lavora per la nostra sicurezza, questa mozione non è un atto formale ma un segnale politico a tutela di chi ci protegge”.

“Pieno sostegno del gruppo di Forza Italia a questa mozione, la tutela della salute sui luoghi di lavoro è un principio cardine del Sistema Sanitario Nazionale e i dati epidemiologici sono necessari per capire dagli studi come intervenire per uno screening e una prevenzione mirata” ha affermato Fabrizio Figini (Forza Italia).

Secondo Silvia Scurati (Lega) “stiamo affrontando un tema importante, quello dell’attenzione alla salute dei Vigili del Fuoco, uomini, donne, professionisti che operano in condizioni di elevato rischio. È importante sottolineare che non stiamo partendo da zero, ma c’è già un quadro normativo in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro che prevede specifici strumenti. L’obiettivo deve quindi essere quello di valorizzare e mettere insieme gli strumenti già esistenti”.

“Sosteniamo fortemente questa mozione perché non chiede solo di fare di più ma di fare di meglio. L’intento è quello di andare nella direzione di uno screening generalizzato. Chiedere ai Ministeri interessati, quello dell’Interno e quello della Salute, di realizzare studi epidemiologici su base scientifica ci consentirà di effettuare monitoraggi mirati. In un secondo momento potremo applicare questa sperimentazione anche agli altri comparti impegnati sul territorio a difendere la collettività” ha affermato Michele Schiavi (FdI).

Sullo stesso argomento è stata respinta la mozione abbinata presentata da Paola Pollini (M5Stelle).

La mozione intendeva intervenire presso gli organi competenti per avviare un biomonitoraggio di esami specifici, su base volontaria, sui livelli di Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) presenti nell’organismo dei Vigili del Fuoco professionisti e volontari, a causa dei dispositivi di protezione individuale (DPI), in particolare le tute antincendio, che spesso contengono tali sostanze per l'impermeabilizzazione.

Nella mozione si chiedeva anche di promuovere un piano per l’eliminazione all’esposizione lavorativa attraverso una transizione PFAS-free nelle divise, nei dispositivi di protezione individuale e nelle schiume antincendio e di avviare tutte le azioni di propria competenza al fine di garantire ai vigili del fuoco lo status di categoria di lavoratori sottoposti ad impieghi altamente e particolarmente usurante e invalidante.

Rimodulazione del maggior gettito derivante dall’incremento dell’imposta di soggiorno a favore dei Comuni lombardi
Approvata la mozione presenta dai Consiglieri regionali Lisa Noja (Italia Viva), Pierfrancesco Majorino (PD), Michela Palestra (Patto Civico) e Onorio Rosati (AVS) che impegna la Giunta regionale a intraprendere ogni iniziativa utile presso il Governo nazionale e il Parlamento per modificare la normativa vigente sull’imposta di soggiorno legata alle Olimpiadi Milano‑Cortina 2026.

Il documento chiede di superare l’attuale meccanismo di ripartizione 50/50 del gettito aggiuntivo derivante dall’aumento della tassa di soggiorno fino a 5 euro tra Stato e Regione. In particolare, si chiede di ridestinare, integralmente o parzialmente, ai Comuni – soprattutto a quelli situati entro 30 km dalle sedi di gara – la quota del 50% che oggi viene versata allo Stato.

Le risorse così recuperate dovrebbero essere utilizzate per finanziare interventi in ambito turistico, la manutenzione dei beni culturali, il decoro urbano, i trasporti e la sicurezza. Una parte residua dell’ulteriore incremento di 2 euro dovrebbe invece essere destinata al Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità e al sostegno ai minori.

Inoltre, si impegna la Giunta a promuovere protocolli operativi per il trasferimento di competenze e risorse finanziarie dalla Regione ai Comuni coinvolti nelle Olimpiadi, inclusa la possibilità di deroghe permanenti al tetto ordinario di 5 euro sull’imposta di soggiorno per città ad alto afflusso turistico come Milano, al fine di evitare una contrazione delle entrate dopo il 2026.

L’impatto finanziario dell’imposta sarà monitorato annualmente, in collaborazione con ANCI Lombardia, con una relazione al Consiglio regionale entro il mese di marzo.

Nella discussione è intervenuta anche Debora Massari, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda, sottolineando che “Regione Lombardia non ha competenze dirette sul gettito della tassa di soggiorno, ma si rende disponibile a sollecitare una revisione dei criteri standard per una maggiore flessibilità dell’aliquota massima”.

Nel corso della discussione sono intervenuti anche Luca Paladini (Patto Civico), Silvia Scurati (Lega) e il capogruppo del PD Pierfrancesco Majorino.

Misure e azioni urgenti di contrasto alla crisi energetica
Istituire un "Fondo di Garanzia Carburanti" per fornire liquidità immediata a tassi agevolati alle PMI lombarde dei settori manifatturiero e artigiano, incrementare le giornate di Lavoro Agile per il personale, elevando i tetti del PIAO vigente e adottare ogni iniziativa utile a contrastare l'incremento dei prezzi alla pompa, agendo sui costi logistici e di trasporto.

Era questo l’invito alla Giunta presente nella mozione a firma di Nicola Di Marco (M5Stelle), illustrata da Paola Pollini (M5Stelle) e respinta dall’Aula. Nel corso della discussione sono intervenuti i Consiglieri Ricardo Vitari (Lega), Miriam Cominelli (PD) e Christian Garavaglia (FdI).
Ultimo aggiornamento: 21/04/2026 20:09:29

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