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Dietro le quinte delle Olimpiadi: Marc Girardelli si racconta

Il pluricampione olimpico al talk con l'assessore regionale Sertori e la sindaca di Bormio Cavazzi

BORMIO (Sondrio) - Una macchina organizzativa che viaggia a pieno regime, atleti in costante preparazione e un territorio che guarda al futuro, a ciò che rimarrà al termine di questi Giochi Olimpici Invernali.
In tarda mattinata si è tenuto a Bormio ail talk intitolto "Dietro le quinte delle Olimpiadi", un momento di confronto aperto sulle sfide e le opportunità legate ai Giochi Olimpici. A dialogare sul palco, moderati dal giornalista Riccardo Baldazzi, sono intervenuti Massimo Sertori, assessore regionale, la sindaca di Bormio Silvia Cavazzi e il pluricampione di sci alpino Marc Girardelli.
Dal complesso mosaico delle "Olimpiadi diffuse" alla gestione della pressione sportiva, fino all'impatto delle infrastrutture sul territorio valtellinese: ecco i temi centrali del talk (da sinistra Baldazzi, Girardelli, Cavazzi e Sertori).

La macchina organizzativa: coraggio, logistica e legacy - Il punto di Massimo Sertori
Organizzare un evento di tale portata richiede un impegno costante, paragonabile a quella degli atleti. "Le cose più belle che facciamo nascono sempre dove c'è azzardo, dove ci si butta. Un'avventura iniziata quasi inconsciamente, ma che oggi richiede un lavoro quotidiano", ha esordito Massimo Sertori.

La sfida principale è rappresentata dal concetto creato di "Olimpiadi diffuse", distribuite lungo tutto l'arco alpino, un modello che impone il dialogo costante tra tutti gli attori coinvolti per trovare soluzioni condivise. Un esempio è il debutto storico dello sci alpinismo come disciplina olimpica, che ha richiesto attente valutazioni su sedi e tipologie di gara.

Poi i grandi temi della sicurezza e, soprattutto, della mobilità, sia su strada sia su ferrovia. Sertori non ha nascosto le critiche ricevute per la viabilità in Valtellina, come i ritardi sulla tangenziale di Tirano, ma ha rassicurato: "Tutto quello che era previsto per i Giochi sta funzionando". In chiusura, Sertori si è soffermato sull'eredità, la legacy, che i Giochi lasceranno: da un lato quella materiale (infrastrutture, strade, ferrovie), dall'altro quella immateriale. "In questi giorni abbiamo portato il mondo intero in Valtellina. Abbiamo mostrato la nostra storia e il nostro paesaggio: tutto questo resterà. Le Olimpiadi fotografano la situazione attuale con le immagini televisive diffuse in tutto il mondo, ma ci proiettano anche nel futuro".
Un entusiasmo supportato dai risultati sportivi: "Oggi siamo secondi nel medagliere generale", ha ricordato con orgoglio.

L'impatto sul territorio e "cosa resta" per Bormio - L'intervento del sindaco Silvia Cavazzi
L'amministrazione locale ha vissuto i preparativi in prima linea, lavorando a stretto contatto con Regione Lombardia. "I dibattiti non sono mancati, ma alla fine i risultati sono stati ottenuti", ha spiegato il sindaco di Bormio. Per la prima cittadina, la priorità è sempre stata una: tutelare gli interessi della comunità e garantire che le opere realizzate non diventassero inutilizzate in futuro. "Ci siamo concentrati sul 'cosa resta'. Le strutture sono funzionali alle Olimpiadi, ma resteranno a Bormio per ospitare eventi, gare future e soprattutto sono accessibili ai nostri cittadini nella vita quotidiana".

Il centro di questa visione è la cosiddetta Cittadella dello Sport, utilizzata per far crescere i ragazzi in modo sano. Anche le infrastrutture esistenti hanno vissuto una rinascita: l'attuale centro stampa diventerà in futuro la sede di Bormio Turismo (con un piano terra totalmente riqualificato), mentre lo storico "Pentagono" – eredità dei Mondiali dell'85 – è stato rimodernato dal punto di vista dell'efficienza energetica (con l'installazione di pannelli solari) e della sicurezza.
Non sono mancati i momenti difficili: Cavazzi ha citato le complesse trattative per l'adeguamento degli impianti e la delicata operazione di rimozione di un'abitazione situata nel cuore dello ski stadium. "Tendo a rimuovere le fatiche e a ricordare solo le cose belle. È valsa la pena affrontare ogni trattativa: la soddisfazione personale e l'orgoglio per la comunità di Bormio di essere protagonista in questi Giochi ripagano di ogni sforzo".

Il campione - La visione di Marc Girardelli
Se da un lato c'è l'organizzazione logistica, dall'altro c'è il cuore pulsante delle Olimpiadi: gli atleti. Marc Girardelli, leggenda dello sci mondiale, ha offerto uno spaccato interessante sulla preparazione fisica e psicologica.
"La preparazione deve essere diversificata per le singole gare e richiede una costanza assoluta", ha spiegato l'ex sciatore. Tuttavia, la vera differenza si gioca a livello mentale. Girardelli ha sottolineato come allenamento e gara siano due mondi completamente opposti. "Essere in forma in allenamento è facile, in gara entra in gioco la testa, il nervosismo, la tensione. Ci sono atleti fortissimi in prova che, al momento del via, subiscono il peso della competizione. Ogni atleta deve trovare la propria soluzione personale per gestire i nervi"
Ultimo aggiornamento: 16/02/2026 13:11:49

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