-

Catturato un altro pesce siluro di 81chili nel lago d'Iseo

Nelle ultime settimane presi 25 esemplari, il piano per contenere il predatore e tutelare le specie autoctone

ISEO (Brescia) - Catturato un pesce siluro lungo 2 metri e 28 centimetri di 81 chili nelle acque del lago d'Iseo. Il predatore degli agoni e specie autoctone del Sebino è rimasto impigliato nelle reti di un pescatore, Raffaele Barbieri, della Cooperativa per Pescatori del lago d’Iseo, impegnata da anni nel contenimento del siluro. "Un'attività fondamentale per tutelare le nostre sardine”, spiega Barbieri.

PESCE SILURO
I numeri registrati dai pescatori professionisti nei primi cinque mesi del 2026 confermano la massicia presenza del pesce siluro. Sono almeno 25, con un peso tra i 40 e 81 chili, i pesci siluro catturati dalle reti dei professionisti nelle ultime settimane. Anche in occasione della giornata di "Fondali puliti", che ha visto impegnati 65 volontari, è stato catturato un esemplare con la canna da pesca.

L'allarme è scattato per la drastica riduzione del pescato locale e delle specie ittiche autoctone, messe a dura prova dalla presenza del grande predatore.
A livello istituzionale sopno numerosi gli incontri per definire un piano di contenimento del pesce siluro proprio nel momento di massima vulnerabilità per le specie autoctone.
Tra le soluzioni è stata avanzata nell'ultima riunione a Clusane d'Iseo, che ha coinvolto autorità di bacino, sub, pescatori professionisti e dilettanti, ristoratori e stakeholder del territorio, l'ipotesi di posizonare reti selettive a ridosso delle sponde per proteggere la frega delle sardine (agoni).

LE SOLUZIONI
Durante il tavolo è stata studiata la dinamica del fenomeno, supportata da documentazione scientifica, per mettere in campo una serie di iniziative che si spera possano fare da apripista e diventare propedeutiche anche per la gestione delle altre acque dolci lombarde. L'obiettivo ambizioso è infatti quello di avviare sul lago d'Iseo un progetto pilota scientifico e normativo, capace di diventare un vero e proprio modello nazionale da esportare e applicare in tutti gli altri bacini interni italiani che affrontano la medesima emergenza biologica. Accanto alle tecniche di cattura tradizionali, il piano prevede l'integrazione con la pesca subacquea selettiva e un focus sullo smaltimento e la potenziale valorizzazione gastronomica della filiera.

“Per la prima volta siamo riusciti a mettere attorno allo stesso tavolo tutte le realtà che vivono e difendono il nostro lago - dichiara il consigliere regionale Diego Invernici (FdI) - e l'eccellente lavoro di squadra di oggi dimostra che siamo pronti a passare dall'impegno che ho preso in Consiglio regionale ai fatti con azioni mirate e immediate. Il primo passo concordato riguarda una deroga fondamentale sulle distanze delle reti: storicamente poste a non meno di 30 metri dalle rive, l'obiettivo ora è poterle posizionare vicinissime alla sponda, a soli 3 o 4 metri. Da qui, grazie alla sinergia tra istituzioni, scienza e categorie, può partire un modello d'intervento innovativo, replicabile e applicabile anche alle altre acque dolci della Lombardia e del resto d’Italia”.

"In concomitanza con la frega della sardina che avviene a terra - conclude Invernici - il siluro si sposta in massa verso la riva per cacciare i nostri agoni. Posizionare queste reti a ridosso della sponda servirà a sbarrargli la strada e a catturarlo. Trattandosi di reti fortemente selettive, l'eventuale fauna ittica di grandi dimensioni che dovesse rimanere impigliata, come le rare carpe, le tinche o qualche luccio, potrà essere immediatamente liberata e rilasciata nelle acque del lago senza alcun danno”.

Ultimo aggiornamento: 01/06/2026 17:52

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE