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Sanità, i sindacati trentini: “A dicembre 130 dipendenti rischiano di restare senza lavoro”

mercoledì, 6 ottobre 2021

Trento – “Sono 130 i lavoratori e le lavoratrici somministrate e in forza presso l’Azienda sanitaria trentina che a dicembre si troveranno senza lavoro”. La denuncia arriva dai sindacati: si avvia a scadenza, infatti, il contratto tra Via Degasperi e Orienta Agenzia per il Lavoro, la società che ha fornito in questi anni diverse figure professionali per gli ambulatori, le corsie ospedaliere, gli uffici e i magazzini di Apss. La quasi totalità di queste persone – ci sono medici, infermieri, Oss, figure amministrative e tecniche, magazzinieri, autisti – non vedranno prorogato il contratto per decisione di APSS. Preoccupazioni e dubbi dei lavoratori sono emersi lunedì sera durante una partecipata assemblea a distanza organizzata da Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp.

“La situazione è molto complessa – ammettono i tre segretari Giulia Indorato, Ermanno Ferrari e Lorenzo Sighel -. La preoccupazione di questi lavoratori è più che fondata così come il loro scoramento: moltissimi di loro sono stati in prima linea durante l’emergenza sanitaria, adesso però né l’Azienda né la Provincia se ne ricordano”.

Per questa ragione le tre sigle nelle settimane scorse hanno inviato una richiesta di incontro con i vertici di Apss e l’assessora Stefania Segnana. “E’ urgente capire se l’Azienda intende aprire nuovi bandi di assunzione tenendo conto dell’anzianità maturata in somministrazione presso APSS.

Nelle more delle procedure concorsuali, inoltre, i contratti dei somministrati devono essere prorogati. E’ fondamentale assicurare la continuità dei servizi APSS e la stabilità occupazionale. Questi lavoratori hanno bisogno di risposte, ma Apss e Piazza Dante intanto tacciono”.

La richiesta si incardina nel principio di parità di trattamento in materia di somministrazione con cui è concepita la relativa contrattazione collettiva. I lavoratori somministrati nelle pubbliche amministrazioni svolgono, di fatto, le medesime funzioni dei dipendenti diretti, ma i bandi hanno esplicitamente escluso la possibilità di attestare queste esperienze.

Nei mesi scorsi sono stati banditi due nuovi concorsi per un decimo dei posti delle persone che tra fine novembre e fine dicembre resteranno a casa. “Senza soluzioni si mettono a rischio i servizi ai cittadini e si disperde un significativo patrimonio di professionalità. Anche per questo riteniamo fondamentale in questo momento di grande frammentazione instaurare un confronto costruttivo con APSS ed assessora” insistono i sindacati. Di fronte all’ennesima indisponibilità da parte di Apss e Provincia anche le tre sigle Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp non vedono alternativa alla mobilitazione.



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