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Mercoledì 22 aprile 2026
Road to Trento 2026, a San Paolo incontro che anticipa il Festival dell’Economia
Road to Trento 2026: Messana, Brasile hub strategico tra democrazia, energia e Mercosur, opportunità per imprese italiane
Graziano Messana, Presidente Camera di Commercio Italiana a San Paolo – ITALCAM, è intervenuto all’appuntamento inaugurale di Road to Trento 2026, il ciclo di incontri che anticipa il Festival dell’Economia di Trento, svoltosi a San Paolo.
L’evento, “Italia–Brasile: nuove rotte per la crescita internazionale delle imprese”, inserito nel calendario della Giornata nazionale del Made in Italy, è stato organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana di San Paolo - ITALCAM e il Consolato Generale d’Italia a San Paolo.
Il Brasile conta oggi circa 1.104 aziende italiane e una comunità di 32 milioni di discendenti italiani, la più grande al mondo. Questo ha fatto sì che mi sentissi subito a casa.
Quando un italiano decide di trasferirsi all’estero, oggi lo fa per opportunità. Nel mio caso lavoravo nei mercati finanziari e ho visto nel Brasile un Paese emergente interessante: non era la Cina o la Russia, ma è una democrazia, elemento fondamentale.
Avviare un’impresa qui ha avuto una velocità molto diversa rispetto all’Italia. Negli ultimi anni mi sono avvicinato alle attività istituzionali attraverso la Camera di Commercio, rafforzando l’integrazione Italia-Brasile e le relazioni economiche.
Sul piano geopolitico, il Brasile è un Paese democratico, inserito in un contesto di disordine geopolitico globale. Le criticità emerse con Russia e Cina hanno evidenziato i rischi legati a mercati meno stabili o meno aperti.
Oggi è più utile guardare al confronto tra G7 ed E7 (Emerging Seven): India, Cina, Brasile, Messico, Indonesia, Turchia, un blocco da 4 miliardi di persone destinato a crescere nei prossimi decenni.
In questo scenario, il Brasile si distingue per stabilità, democrazia e riserve valutarie pari a circa 350 miliardi di dollari, oltre a fondamentali economici solidi e una minore dipendenza da oil & gas.
Per le imprese italiane, le opportunità sono concrete: su circa 1.100 aziende italiane presenti, oltre 300 operano nei macchinari. Il Brasile sta infatti modernizzando il proprio parco industriale, ambito in cui l’Italia è leader.
Settori come tessile e agroalimentare sono già fortemente tecnologici e spesso utilizzano macchinari italiani, rendendo il Paese un mercato strategico per il sistema produttivo nazionale.
Un altro comparto chiave è quello energetico: il Brasile presenta una matrice energetica rinnovabile all’85%, con una transizione già in gran parte completata.
In questo contesto operano importanti realtà italiane come Enel, leader nella distribuzione e nelle rinnovabili, oltre ad aziende come Asia Ambiente e Pietro Fiorentini, attive in progetti di biogas e biometano, con trasferimento di tecnologia italiana.
Sul fronte dell’accordo Mercosur–Unione Europea, è necessario superare alcune narrazioni distorte, in particolare sul settore agroalimentare. I prodotti italiani — parmigiano, asiago, pecorino, gorgonzola, vini e oli — non sono in competizione diretta con quelli brasiliani.
Dal 1° maggio è prevista l’applicazione provvisoria dell’accordo, che favorirà l’accesso ai mercati e le esportazioni italiane. Il Brasile esporta invece prodotti non sovrapponibili a quelli italiani.
Il tema della carne è spesso enfatizzato: esiste una quota limite di 99.000 tonnellate, che esclude rischi di impatto sul mercato europeo.
L’accordo Mercosur rappresenta quindi un’opportunità per scambi commerciali, tecnologici e normativi, con un progressivo allineamento degli standard, ad esempio nel settore farmaceutico, coinvolgendo complessivamente circa 700 milioni di persone.
Resta centrale il tema della matrice energetica, che incrocia dinamiche economiche, commerciali e politiche, così come quello delle terre rare, sempre più rilevante nello scenario internazionale.
Road to Trento 2026: Lenzi, comunità trentina in Brasile leva strategica per industria e scambi, oltre 1 miliardo di import dalla circoscrizione Sud
Oscar Lenzi, Consultore della Provincia Autonoma di Trento in Brasile – Area 1 / Circoscrizione Consolare Italiana di Paraná e Santa Catarina, è intervenuto all’appuntamento inaugurale di Road to Trento 2026, il ciclo di incontri che anticipa il Festival dell’Economia di Trento, svoltosi a San Paolo.
L’evento, “Italia–Brasile: nuove rotte per la crescita internazionale delle imprese”, inserito nel calendario della Giornata nazionale del Made in Italy, è stato organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana di San Paolo - ITALCAM e il Consolato Generale d’Italia a San Paolo.
La Provincia autonoma di Trento segue da molti anni, per la circoscrizione consolare di Paraná e Santa Catarina, l’attività in Brasile attraverso Trentino Export, il consorzio di imprese collegato a Confindustria Trento. In questi anni sono state introdotte sul mercato brasiliano circa una trentina di aziende trentine.
La comunità trentina in Brasile è fortemente radicata, in particolare nei tre Stati del Sud del Paese, come risultato di un processo storico di emigrazione e colonizzazione che ha portato alla creazione di vere e proprie città e aree caratterizzate dal mantenimento dei legami con la terra di origine.
Si tratta di una comunità molto operativa, presente in numerosi settori, in particolare nell’industria e nel commercio. Nella circoscrizione di Paraná e Santa Catarina, lo scorso anno sono stati importati circa un miliardo di euro di prodotti trentini, in larga parte attraverso aziende italo-brasiliane.
Alcune grandi realtà imprenditoriali trentine operano già stabilmente in Brasile, tra cui Marangoni Pneumatici, il gruppo Technover e il gruppo GPT. Tuttavia, la maggior parte delle imprese è costituita da piccole e medie imprese (PMI), componente distintiva del sistema produttivo italiano e della cosiddetta “terza Italia”.
Le imprese trentine sono fortemente specializzate nella meccanica, mentre il Brasile si conferma un Paese in crescita economica.
I prodotti introdotti sul mercato sono legati alla modernizzazione dei sistemi produttivi: macchinari tecnici, attrezzature industriali, componentistica, sensori e soluzioni per il comparto agricolo.
La comunità trentina ha contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’industria brasiliana, con numerosi gruppi imprenditoriali di origine trentina, tra cui Sleia Birro, Agrale, e aziende riconducibili alle famiglie Maffaccini, Marchetti, Perini, Gomez, Nardelli, Giacomelli, Dalzocchio e Adami.
Nello Stato di Santa Catarina operano gruppi nel settore edilizio (famiglie Maggi e Bagni) e realtà come Venoci, Tesani e Racciosa. Nel tessile si segnala il gruppo Minelli, mentre nella grande distribuzione il gruppo Giarlanda.
Nel settore industriale, l’attività si concentra su macchine e impianti, ma negli ultimi anni si è ampliata verso software gestionali, robotica e automazione industriale.
Il Brasile rappresenta una realtà industriale solida e una delle principali economie globali. L’Italia gode di un’elevata reputazione, ma resta fondamentale facilitare l’incontro tra domanda e offerta.
Un elemento rilevante è il ruolo degli oriundi italiani, che costituiscono la maggior parte delle aziende importatrici e mantengono un forte legame culturale ed economico con l’Italia.
La comunità italiana in Brasile, che rappresenta oltre il 10% della popolazione, contribuisce per circa il 35% del PIL nazionale, in un Paese che è oggi la decima economia mondiale. Inoltre, il Brasile genera circa il 75% del PIL del Mercosur.
La comunità italiana si configura quindi come una risorsa strategica per l’Italia, soprattutto nel contesto degli accordi tra Unione Europea e Mercosur.
In questo quadro, la comunità trentina ha favorito l’ingresso sul mercato brasiliano di circa 15 aziende trentine, prevalentemente PMI. Oggi, un container da 40 piedi parte regolarmente da Rovereto verso il Brasile con prodotti destinati all’integrazione nell’industria locale.
Le esportazioni riguardano principalmente beni destinati ai processi produttivi brasiliani, contribuendo allo sviluppo industriale del Paese, dove esistono spazi di mercato per le imprese italiane grazie alla minore diffusione di una PMI specializzata.
In sintesi, la comunità trentina in Brasile svolge un ruolo fondamentale ed è parte attiva nel rafforzamento dei legami economici tra i due Paesi.
Un ulteriore elemento di rilievo è la creazione del Forum Italia-Brasile, promosso insieme al Consolato Generale di Curitiba e alla Camera di Commercio Italiana di Santa Catarina, presso la Federazione delle industrie di Santa Catarina, da cui sono nate importanti iniziative operative.
La comunità trentina è pienamente impegnata in questo percorso e considera un onore contribuire a iniziative legate al Festival dell’Economia di Trento.
Domenico Fornara, Console Generale d’Italia a San Paolo, è intervenuto all’appuntamento inaugurale di Road to Trento 2026, il ciclo di incontri che anticipa il Festival dell’Economia di Trento, svoltosi a San Paolo.
L’evento, “Italia–Brasile: nuove rotte per la crescita internazionale delle imprese”, inserito nel calendario della Giornata nazionale del Made in Italy, è stato organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana di San Paolo - ITALCAM e il Consolato Generale d’Italia a San Paolo.
«Siamo in un momento in cui approfondire la conoscenza, i legami, gli investimenti e gli scambi con il Brasile è altamente opportuno», ha sottolineato Fornara, evidenziando come le due economie presentino una forte complementarità e offrano «spazi di crescita particolarmente interessanti».
Un’urgenza rafforzata dall’attuale scenario internazionale: «Il contesto geopolitico impone al nostro Governo di differenziare e investire maggiormente in mercati che in passato non sono stati seguiti come avrebbero dovuto». In questo quadro si inserisce anche la Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata il 15 aprile, «un’occasione per promuovere le eccellenze italiane e ribadire come il nostro Paese sia sinonimo non solo di tradizione, ma anche di innovazione e capacità imprenditoriale».
Particolare attenzione, ha aggiunto, è dedicata alle nuove generazioni: «Il tema delle giovani competenze e della trasmissione del saper fare è centrale, anche alla luce di quanto osserviamo qui in Brasile».
Fornara ha poi richiamato il ruolo strategico della comunità italiana nel Paese: «Con oltre 150 anni di presenza, ha contribuito a costruire un legame profondo, rendendo il Brasile particolarmente compatibile con l’Italia dal punto di vista culturale e imprenditoriale». Un patrimonio che si traduce anche in un vantaggio competitivo: «L’Italia è percepita come sinonimo di qualità, innovazione, arte e cultura. Un soft power straordinario che dobbiamo continuare a valorizzare».
Nel suo intervento, il Console ha inoltre sottolineato l’importanza del Sistema Italia in Brasile: «Una rete coordinata dall’Ambasciata a Brasilia e articolata in sei consolati, affiancata da realtà come Agenzia ICE, SIMEST, Banca d’Italia, SACE, Istituto Italiano di Cultura e Camera di Commercio. Una squadra che lavora in modo sinergico per tutelare e promuovere gli interessi del nostro sistema imprenditoriale, sociale e culturale».
Nel ripercorrere l’evoluzione del ruolo diplomatico, Fornara ha osservato come «in trent’anni il mondo sia profondamente cambiato, passando da un contesto post-bipolare a uno scenario molto più fluido», che richiede oggi «capacità di coordinamento sempre maggiori». In questo contesto, «il diplomatico è sempre più un manager, chiamato a mettere a sistema interessi diversi — dalla sicurezza alle migrazioni, fino alla promozione di imprese e cultura — e a costruire una sintesi efficace».
Una trasformazione che si riflette anche nell’attività dei consolati: «Non solo servizi ai connazionali, ma un ruolo attivo nel favorire collaborazione e sinergie tra tutti gli attori del Sistema Italia». Da qui il rafforzamento del concetto di “promozione integrata”, che unisce impresa, innovazione, università e cultura in un’unica strategia coordinata.
Fornara ha infine richiamato il valore storico e attuale del legame tra Italia e Brasile: «Dai flussi migratori avviati nel 1874 con l’arrivo della nave Sofia fino ad oggi, la presenza italiana ha contribuito allo sviluppo del Paese». Oggi, ha concluso, «accanto alle comunità storiche, arrivano professionisti altamente qualificati, attratti da un mercato che offre ancora ampi margini di crescita».
I numeri confermano la rilevanza di questa relazione: oltre 30 milioni di italo-discendenti, quasi un milione di cittadini italiani e circa 400mila iscritti al consolato di San Paolo, a testimonianza di «una comunità che rappresenta un asset strategico e un ponte naturale tra i due Paesi».
Ultimo aggiornamento:
22/04/2026 20:33:25