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Martedì 12 maggio 2026
Metodo Rondine, firmata intesa in Trentino
A seguito della delibera di giunta del 10 aprile è stato siglato ieri ufficialmente il protocollo d’intesa tra la Provincia autonoma di Trento e Rondine Cittadella della Pace, sottoscritto dall’assessore all’Istruzione, cultura, per i giovani e le pari opportunità Francesca Gerosa e dal fondatore e presidente di Rondine Franco Vaccari. L’accordo formalizza una collaborazione di lungo periodo per promuovere, a servizio delle scuole, la cittadinanza attiva, la pacifica convivenza, il dialogo tra culture diverse e la trasformazione positiva dei conflitti a ogni livello.
“C’è un’età in cui il conflitto entra nella vita prima ancora di avere un nome preciso. Può assumere la forma di una parola detta male, di una distanza che cresce, di un’esclusione silenziosa, di una ferita digitale, di una fatica familiare che arriva fino ai banchi di scuola. È in quello spazio, fragile e decisivo, che educazione e comunità sono chiamate oggi a intervenire. Con questo Protocollo – dichiara l’assessore Francesca Gerosa – rafforziamo un’alleanza educativa che guarda alla scuola non solo come luogo di apprendimento, ma come spazio di cittadinanza, relazione e responsabilità. Il Trentino ha una tradizione forte di autonomia, partecipazione e attenzione alla comunità: portare dentro questo orizzonte il Metodo Rondine significa offrire a studenti, docenti e famiglie strumenti concreti per leggere il conflitto, attraversarlo e trasformarlo in occasione di crescita. In un tempo in cui le fratture sociali, culturali e digitali entrano ogni giorno anche nelle aule, educare alla convivenza è una scelta strategica per il futuro dei nostri giovani e del territorio”.
Presenti al momento istituzionale anche il sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza, il coordinatore nazionale Sezione Rondine Giovanni Rossi, il direttore Sostenibilità e Sviluppo Rondine Andrea Sassolini, il Consigliere di amministrazione di Rondine Dino Leonesi e la studentessa del Liceo Da Vinci ed alunna del Quarto Anno a Rondine Sara Galante, che ha raccontato la sua esperienza.
“La firma di questo Protocollo – sottolinea Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace – dice una cosa semplice e decisiva: il conflitto non va rimosso, va educato. La scuola è il primo luogo in cui impariamo a stare davanti all’altro, alla differenza, alla fatica della relazione. Il Metodo Rondine nasce dall’esperienza concreta di giovani che arrivano da Paesi in guerra e scelgono di trasformare il nemico in persona. Oggi questa competenza può diventare patrimonio delle scuole, dei docenti, delle comunità. Con la Provincia autonoma di Trento costruiamo un’alleanza di lungo periodo perché la pace non resti una parola nobile, ma diventi pratica quotidiana, metodo educativo, responsabilità civile”.
“La firma di questo Protocollo - così il Sovrintendente prof. Giuseppe Rizza - rappresenta per il sistema educativo trentino una scelta di visione: la scuola non può limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve formare persone capaci di pensiero critico, responsabilità, cooperazione e dialogo. Il Metodo Rondine si inserisce pienamente in questa prospettiva, perché educa a trasformare il conflitto in occasione di crescita, relazione e apprendimento.
Per il sistema educativo Trentino, questa intesa rafforza una responsabilità pedagogica: promuovere benessere, cittadinanza attiva, cultura della pace e coesione sociale, coltivando nei giovani la pace come competenza e pratica civile”.
Il protocollo ha natura di accordo quadro non esclusivo e una durata di cinque anni, prorogabile per un periodo analogo. Non nasce come un atto isolato, ma come il punto di arrivo e insieme di rilancio di un rapporto già costruito nel tempo tra Rondine e il territorio trentino. Negli anni, infatti, la Provincia autonoma di Trento ha sostenuto e valorizzato iniziative come “Capire i conflitti, praticare la pace”, dedicata alla formazione di giovani e adulti sulla gestione positiva dei conflitti e sulla memoria storica, “Sponda Sud”, orientata alla formazione di una nuova classe dirigente nel Mediterraneo, e percorsi di formazione in ambito aziendale attraverso Rondine Academy, rivolti a dirigenti e funzionari di realtà pubbliche e private del territorio trentino.
Con la firma dell’intesa, questa relazione diventa una piattaforma stabile di lavoro comune. L’obiettivo è rafforzare le competenze dei giovani e degli adulti in materia di inclusione scolastica, educazione civica e alla pace, cultura della memoria, dialogo interculturale, cittadinanza digitale, benessere relazionale e psicofisico, prevenendo fenomeni come bullismo, cyberbullismo e discorsi d’odio.
Il cuore dell’accordo è il Metodo Rondine, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica, fondato su un approccio relazionale al conflitto e sulla centralità della persona, capace di integrare dimensione cognitiva, socio emotiva e comportamentale. Nato dall’esperienza concreta della World House, dove dal 1998 Rondine accoglie giovani provenienti da Paesi in guerra o in situazioni di post conflitto, il Metodo è oggi applicato in percorsi educativi, scolastici, universitari e di formazione continua, ed è stato oggetto di riconoscimenti scientifici e accademici da parte di università italiane e internazionali.
Tra le progettualità che potranno essere promosse nell’ambito dell’intesa rientrano il Quarto Anno Rondine, riconosciuto anch’esso dal MIM, che consente a studenti dei licei di tutta Italia di vivere un anno scolastico ad alto contenuto di educazione alla cittadinanza globale e orientamento personale e professionale; le Sezioni Rondine, sperimentazioni scolastiche che introducono il Metodo Rondine nei curricoli ordinari e già attive anche presso due istituzioni scolastiche trentine; YouTopic Fest, il Festival internazionale del conflitto promosso da Rondine, dove cittadini, scuole, imprese e istituzioni si incontrano per diffondere pratiche di sostenibilità, dialogo e convivenza.
L’accordo si inserisce in una cornice coerente con le politiche educative della Provincia autonoma di Trento, con la Legge provinciale sulla scuola, con la normativa nazionale sull’educazione civica, con le linee di indirizzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito in materia di cittadinanza attiva, benessere scolastico, prevenzione del disagio giovanile, contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa. Il protocollo richiama, inoltre, le linee guida provinciali per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica e alla cittadinanza, le linee guida per l’orientamento continuo e permanente, le misure del PNRR dedicate a istruzione e ricerca e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Previsto nell’ambito dell’accordo un coordinamento congiunto tra le parti che sarà la sede per definire o aggiornare le linee di lavoro comuni, verificare lo stato di avanzamento delle iniziative, valutarne gli esiti complessivi e favorire il raccordo con altre progettualità e politiche già presenti sul territorio provinciale.
Ultimo aggiornamento:
12/05/2026 11:00:11