-

Masè, Kids Act europeo: "Il Trentino aveva già aperto la strada"

TRENTO - Il nuovo Kids Act europeo riporta con forza al centro dell’attenzione un tema che in Trentino è stato affrontato con largo anticipo: la necessità di proteggere bambini e ragazzi dai rischi legati a un’esposizione sempre più precoce e pervasiva ai dispositivi digitali e ai social. È una direzione che il consigliere Vanessa Masè (gruppo La Civica) aveva già indicato nel 2024 con la presentazione del disegno di legge sui rischi correlati all’esposizione dei minori ai dispositivi digitali, poi approvato dal Consiglio provinciale nell’ottobre 2025 e diventato legge provinciale. Una proposta nata dalla convinzione che non fosse sufficiente prendere atto del problema, ma fosse necessario assumersi la responsabilità di governarlo, coinvolgendo scuola, famiglie e mondo educativo. “Fa piacere vedere che oggi questo tema sia diventato una priorità anche a livello europeo – sottolinea la consigliera – perché significa che avevo visto correttamente la portata di una questione che riguarda direttamente il benessere e la crescita dei nostri bambini e ragazzi. La mia proposta nasceva proprio dalla necessità di non lasciare famiglie e scuola sole di fronte a un fenomeno così complesso”. Il provvedimento europeo propone oggi un approccio che interviene anche sull’accesso ai social e sulla responsabilità delle piattaforme, prevedendo una progressiva limitazione dell’accesso in relazione all’età e maggiori responsabilità per i servizi online.
“Il lavoro fatto in Trentino è stato importante – prosegue Masè – ma proprio perché abbiamo avuto il coraggio di affrontare tra i primi il problema, credo sia giusto continuare su questa strada con altrettanta determinazione. La nostra proposta ha rappresentato un primo passo, mettendo al centro la prevenzione, l’educazione digitale e la regolamentazione dell’utilizzo dei dispositivi nelle scuole. Oggi abbiamo elementi ulteriori che ci consentono di guardare avanti”. Il riferimento è anche alla necessità di non fermarsi alla sola regolamentazione dell’uso dello smartphone a scuola. La legge provinciale approvata nel 2025 prevede infatti linee guida e regole per l’utilizzo dei dispositivi, insieme a iniziative formative rivolte anche alle famiglie, con l’obiettivo di tutelare la salute psicofisica degli studenti dai rischi legati a un uso non consapevole delle tecnologie. “Se oggi l’Europa arriva a parlare di limiti di età, di gestione del tempo, di responsabilità delle piattaforme e di ambienti digitali più sicuri – conclude la cons. Masè – significa che la sfida è molto più ampia del semplice divieto di utilizzare un telefono in classe. È una sfida educativa, sociale e anche culturale. Il Trentino ha dimostrato di poter anticipare i tempi: adesso possiamo e dobbiamo continuare ad avere il coraggio di farlo”. Per Masè, dunque, il nuovo Kids Act europeo rappresenta anche la conferma della bontà del percorso intrapreso dal Trentino, ma al tempo stesso un invito a non considerare concluso il lavoro. “Aver aperto la strada non basta. Se vogliamo davvero mettere i minori nelle condizioni di crescere in un ambiente digitale più sicuro, dobbiamo essere disposti a fare un passo ulteriore”.
Ultimo aggiornamento: 18/09/2026 10:30

ULTIME NOTIZIE