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Sabato 3 ottobre 2026
Lavis si prende cura dei suoi beni comuni: decine di volontari al lavoro in paese
Sabato a Lavis, in una mite giornata di ottobre, c’è chi si è messo a scartavetrare le panchine di piazza dei Caduti, per poi riverniciarle. In omaggio alla loro storia, gli alpini hanno ripulito il rifugio antiaereo e, poco distante, la statua della Madonina, quella sul Pristol, omaggiata nella celebre canzone di Italo Varner e Camillo Moser: «Ve saludo Madonina, steme ben».
E poi ancora: gli Speleo della Sat si sono calati nei busi canopi, mentre a Pressano i volontari hanno lavorato alla casa delle associazioni e al portone dell’ambulatorio. Per tutto il giorno, il greto dell’Avisio è stato ripulito dai rifiuti. Un padre ha insegnato ai suoi due figli come riverniciare le panchine alle scuole elementari: «È stata una loro idea prendersi cura della scuola».
Due ragazze hanno pulito tutte le pensiline delle fermate degli autobus, mentre un pensionato ha curato il verde all’Ort de la Cesa. Alcuni lavori sono stati fatti da nuovi residenti e da persone di origine straniera, che hanno scelto il paese come luogo d’adozione.
La Giornata dei beni comuni
Sono solo alcune delle istantanee della Giornata dei beni comuni, sabato a Lavis. In due turni, al mattino e al pomeriggio, decine di volontari si sono presi a cuore il proprio paese.
Sono scese in campo associazioni e gruppi organizzati, ma anche semplici cittadini: singole persone, famiglie o vicini di casa. Alcuni sono arrivati con le idee già ben chiare di cosa volessero fare, altri si sono semplicemente messi a disposizione.
«L’iniziativa nasceva con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini, invitandoli a mettersi a disposizione per prendersi cura dei luoghi del paese, a partire dalle sponde dell’Avisio, dove purtroppo non tutti rispettano l’obbligo di portare via i propri rifiuti», ha spiegato l’assessore all’ambiente, alla partecipazione e ai beni comuni, Franco Castellan.
«È un lavoro di pulizia e riordino, ma il bene a cui teniamo di più è la partecipazione: sentirsi parte della comunità e percepire i luoghi del paese come propri. Volevamo anche dare un segnale: il Comune, da solo, non può occuparsi di tutto. Anche i cittadini possono fare la loro parte, non soltanto in occasioni come questa, ma nella vita quotidiana».
Un effetto positivo è poi quello dell’emulazione: passando in autobus, o semplicemente passeggiando per il paese, era facile notare i volontari al lavoro. «È stata una giornata dei beni comuni materiali, ma anche immateriali: fatta di solidarietà e partecipazione», ha concluso Castellan.
Ultimo aggiornamento:
03/10/2026 16:23