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Venerdì 14 agosto 2026
Fillea Cgil del Trentino: "Rischio caldo: la tutela arriva a rate?"
Fillea Cgil del Trentino, col Segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe, risponde al tardivo annuncio di convocazione delle parti sindacali per parlare di emergenza caldo e tutela dei lavoratori. «Apprendiamo dai media – spiega Mastrogiuseppe – che l’assessore Spinelli ora, ad agosto inoltrato, vuole affrontare il tema caldo assieme ai sindacati. Benissimo, ma gli elementi criticabili sono purtroppo molti.
Il primo elemento è che l’assessore continua a tenersi ben lontano dai settori edilizia e porfido: quelli per i quali più urgente è l’emissione di un’ordinanza che permetterebbe l’accesso alla Cassa integrazione meteo: a tutela dei lavoratori e anche delle ditte.
Secondo elemento riguarda il merito: a vedere quali categorie di lavoratori pubblici vuole tutelare, pare chiaro che molti di loro sono impiegati nel sistema dei Bacini montani: dunque il loro operare è regolato dal contratto dell’edilizia, non da quello dei lavoratori pubblici.
I tavoli che discutono i contratti nazionale e provinciale coinvolgono sindacati dei lavoratori da un lato, Ance e Artigiani dall’altro: non certo la Provincia! Ance e Artigiani che – va detto – in questa fase si guardano bene dal prendere posizione: il loro interesse è quello di non fermare i cantieri. Al tavolo per il rinnovo contrattuale provinciale, i sindacati hanno già presentato la loro piattaforma, che prevede tutto un capitolo sul tema del rischio climatico e, da un paio di mesi, sono in attesa di essere convocati dalla controparte.
Terzo elemento. Come fatto da alcuni Comuni, anche Spinelli sembra puntare a rimodulare gli orari. Diciamolo ancora una volta e ancora più chiaramente: questo non tutela i lavoratori. Tutela le ditte e gli enti pubblici che hanno commissionato gli appalti, che così non dovranno scontare ritardi. Anche cominciando a lavorare all’alba, si finisce il turno nelle ore più calde. A meno che non si pretenda che gli operai facciano orari spezzati, iniziando alle 6.30 e fermandosi alle 11.30 per poi ripartire alle 17: un sacrificio che impedirebbe di avere una vita al di fuori dell’azienda.
Serve l’ordinanza e chissà, magari un passo alla volta, anche Spinelli dovrà prenderne atto».
Ultimo aggiornamento:
14/08/2026 14:15