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Domenica 25 ottobre 2026
Elazzaoui trionfa a Muju e scrive la Storia delle Golden Trail World Series
Elhousine Elazzaoui (NNormal) ha firmato una prestazione storica nella Grande Finale del Muju Trail, conquistando il suo terzo titolo nelle Golden Trail World Series (GTWS). Il marocchino ha centrato la quarta vittoria stagionale su uno dei percorsi più tecnici e impegnativi affrontati finora, con 28,65 chilometri e 2.313 metri di dislivello positivo. Con questa nuova corona, Elazzaoui diventa l’atleta più titolato nella storia del circuito, coronando un’altra straordinaria prestazione in una competizione con cui ha costruito un legame speciale.
Patrick Kipngeno (Run2gether On Trail) ha chiuso al secondo posto sia la gara sia la classifica generale, mentre Timothy Kibett (Salomon) ha completato il podio.
Giornata decisamente più complicata, invece, per Philemon Kiriago (Run2Gether On Trail). Leader della classifica generale alla vigilia della Grande Finale, il keniano non è riuscito ad andare oltre l’11° posto, un risultato che ha messo fine alle sue speranze di conservare la leadership e lo ha fatto scivolare al terzo posto nella classifica generale finale. ELAZZAOUI PRENDE IN MANO LA GRANDE FINALE
La Grande Finale maschile, ultima gara della stagione, ha preso il via sotto la pioggia. Nonostante la loro difficoltà, i primi chilometri rappresentavano il tratto più scorrevole della giornata, con un’ampia pista che conduceva i corridori verso Seolcheonbong prima di lasciare spazio alle sezioni più tecniche del percorso. La tensione era alta fin dalla partenza: Philemon Kiriago, Patrick Kipngeno ed Elhousine Elazzaoui arrivavano a Muju con il titolo delle Golden Trail World Series in palio, separati da appena 46 punti.
Leader della classifica generale, Kiriago ha preso l’iniziativa fin dai primi metri della salita, ma il suo tentativo in solitaria è durato poco. Ben presto si è formato un ristretto gruppo di testa, con tutti e tre i contendenti al titolo ancora in corsa. Kipngeno, però, non sembrava essere nella sua giornata migliore e si è fermato brevemente, primo segnale che la sfida decisiva non stava iniziando come sperato.
Con l’aumentare della pendenza, il gruppo di testa ha iniziato a selezionarsi. Brayan Rodríguez e Taylor Stack (Brooks) si sono portati al comando, seguiti a pochi secondi da Kiriago, Alain Santamaría (X-Bionic Integrity) e dal trio Salomon formato da Joey Hadorn, Ezekiel Rutto e Samwel Kiprotich. Ma la gara era ancora lontana dall’essersi stabilizzata. Nel tratto tra Seolcheonbong e Hyangjeokbong, a circa 1.600 metri di altitudine e nel punto più alto del percorso, un nuovo attacco ha spezzato ancora una volta il gruppo. Questa volta è stato Elazzaoui a passare all’offensiva. Consapevole che solo una vittoria avrebbe tenuto vive le sue speranze di conquistare un terzo titolo assoluto, il marocchino ha scelto un approccio molto più aggressivo del solito, sferrando un attacco deciso per involarsi da solo al comando.
Al passaggio da Hyangjeokbong, intorno al chilometro 6,5, Elazzaoui aveva già costruito un vantaggio di circa un minuto su un gruppo di inseguitori composto da Stack, Rodríguez, Kibett, Hadorn, Santamaría e Michael Selelo Saoli (Run2Gether On Trail). Più indietro, Kiriago e Kipngeno accusavano già oltre un minuto e mezzo di ritardo. Le difficoltà di Kipngeno continuavano, mentre la leadership di Kiriago nella classifica generale iniziava seriamente a vacillare.
Ad attendere Elazzaoui c’era poi un terreno perfetto per le sue caratteristiche: una vertiginosa discesa verso il tempio di Baengnyeonsa, tra gradini, rocce e foglie rese scivolose dalla pioggia. Il marocchino sembrava muoversi con sorprendente naturalezza sul terreno tecnico, mentre i suoi avversari faticavano a tenere il ritmo su una discesa che richiedeva precisione, sicurezza e controllo.
Come nella gara femminile, la durezza delle salite e l’elevato livello tecnico delle discese hanno provocato continui cambi di posizione. Nella seconda discesa verso il tempio, Santamaría ha ancora una volta messo in mostra le proprie qualità tecniche, guadagnando qualche secondo su Stack e Hadorn.
Sul medesimo tratto si disputava anche lo sprint segment, lungo 1,1 chilometri con una pendenza media del -7,7%. Jan Fiala è stato il più veloce in 3:08, davanti a Kiriago. Nonostante le difficoltà incontrate sul percorso, il keniano ha dimostrato di avere ancora velocità nelle gambe. Il secondo posto nel segmento gli è valso otto punti aggiuntivi, riducendo leggermente il distacco da Elazzaoui nella battaglia per la classifica generale.
Superato lo sprint, la gara è esplosa nuovamente, questa volta nella lotta per il podio. Mentre la fatica iniziava a farsi sentire, Patrick Kipngeno è tornato prepotentemente protagonista. Ai piedi dell’ultima salita, intorno al chilometro 21, il keniano accusava ancora circa due minuti di ritardo da Stack, Santamaría e Hadorn. Appena due chilometri più tardi, allo scollinamento, aveva completato una straordinaria rimonta fino a portarsi in seconda posizione.
E non è stato l’unico a rimontare nel finale. Timothy Kibett ha superato a sua volta Stack e Santamaría prima di lanciarsi all’inseguimento di Hadorn, trasformando gli ultimi chilometri in una serratissima battaglia per il podio. Con un’ultima discesa e appena cinque chilometri ancora da percorrere, tutto restava aperto alle spalle di Elazzaoui, padrone della corsa fin dalla prima salita. Il marocchino, però, non ha mai vacillato. Ha tagliato il traguardo in 2:49:14, firmando una delle prestazioni più brillanti della sua carriera. Kipngeno è arrivato appena 43 secondi più tardi, completando una spettacolare rimonta e chiudendo in crescendo la stagione, con due vittorie e un nuovo podio nella trilogia asiatica conclusiva.
Kibett ha completato il podio a un minuto e mezzo dal vincitore. “ESSERE O NON ESSERE”: ELAZZAOUI ENTRA NELLA STORIA
Elazzaoui arrivava in Corea del Sud con una sfida tutt’altro che semplice: difendere la sua corona nelle GTWS. Nonostante una stagione straordinaria, impreziosita dalle vittorie alla Zegama-Aizkorri (Spagna), Ledro Sky Trentino (Italia) e Salomon Pitz Alpine Glacier Trail (Austria), il marocchino si presentava alla Grande Finale in terza posizione nella classifica generale, alle spalle di Kiriago, che aveva costruito un margine importante grazie ai punti bonus conquistati nei segmenti.
Al Muju Trail, però, Elazzaoui ha deciso di prendere in mano il proprio destino. Consapevole che solo la vittoria avrebbe tenuto vive le sue speranze di titolo, ha scelto di giocarsi il tutto per tutto. « Oggi ho dato tutto. Sapevo di correre dei rischi, ma mi sono detto: “Se succede qualcosa, succede”. Mi sono persino scritto “Essere o non essere” sulle mani per ricordarmi che oggi era tutto o niente », ha raccontato dopo aver tagliato il traguardo.
Una scelta che ha pagato nel migliore dei modi. La sua straordinaria prestazione gli ha regalato la quarta vittoria stagionale e, soprattutto, il terzo titolo consecutivo nelle Golden Trail World Series, rendendolo l’atleta più titolato nella storia del circuito. Un traguardo che lo stesso Elazzaoui faticava ancora a realizzare: « Vincere tre titoli delle Golden Trail World Series è un record. Per me è qualcosa di davvero storico. Sono felicissimo e faccio fatica a trovare le parole ». Il marocchino guarda già al futuro. Pur pensando a un possibile passaggio alle distanze più lunghe, non esclude di tornare per provare ad arricchire ulteriormente il proprio palmarès: « Voglio tornare l’anno prossimo perché sarà il [10°] anniversario delle Golden Trail World Series e per me avrà un significato molto speciale. Vedremo se avrò ancora la possibilità di lottare per un altro grande risultato ».
UN FINALE ALL’ALTEZZA DI UNA STAGIONE SPETTACOLARE
La Grand Finale, che assegnava 300 punti contro i 200 di una gara tradizionale e in cui tutti i segmenti contribuivano alla classifica generale, ha completamente rivoluzionato il podio finale. Grazie alla vittoria e ai 306 punti conquistati a Muju, Elazzaoui è balzato dalla terza alla prima posizione, aggiudicandosi il titolo con 1.130 punti, appena due in più di Kipngeno (1.128), che ha conservato il secondo posto. Per Kiriago, invece, la Grande Finale ha cambiato radicalmente lo scenario: leader della classifica generale alla vigilia della gara, ha concluso la stagione al terzo posto con 1.075 punti.
Nell’anno inaugurale della classifica a squadre, Salomon ha chiuso la stagione al vertice, premiando con il titolo una straordinaria costanza nell’arco dell’intero anno e imponendosi anche nella classifica a squadre del Muju Trail. Il terzo posto di Timothy Kibett e il quarto di Joey Hadorn nella gara maschile, insieme alla vittoria di Andrea Kolbeinsdóttir e al quinto posto di Barbora Bukovjan in quella femminile, hanno messo il sigillo su una stagione da incorniciare per il team.
Le Golden Trail World Series 2026 si chiudono così al termine di una delle stagioni più combattute della loro storia, tra sorprese, nuovi protagonisti e un calendario capace di affiancare gare inedite e nuove sfide ad alcuni dei grandi monumenti del trail running.
Una lotta per i titoli ricca di colpi di scena è rimasta apertissima fino all’ultima gara, per poi incoronare due campioni affermati, Elhousine Elazzaoui e Madalina Florea (Scott), che hanno ancora una volta confermato il loro posto ai vertici della disciplina.
Con la stagione 2026 ormai conclusa, lo sguardo è già rivolto al 2027, il cui calendario sarà svelato prossimamente.
Il segmento in discesa, lungo 2,5 chilometri con una pendenza del -28%, è andato a Santamaría, che ha fermato il cronometro sull’11:54. Elazzaoui ha chiuso quinto, aggiungendo due preziosi punti al proprio bottino in classifica generale: un bonus apparentemente minimo, ma potenzialmente decisivo in una lotta per il titolo sul filo del rasoio.
I segmenti avevano infatti giocato un ruolo fondamentale nel mantenere apertissima la lotta per la classifica generale fino a Muju. Senza i punti bonus accumulati nelle salite, nelle discese e negli sprint durante la stagione, Elazzaoui sarebbe arrivato alla Grande Finale da leader. I 106 punti extra conquistati da Kiriago, contro i 58 del marocchino, avevano invece permesso all’atleta di Run2Gether On Trail di presentarsi all’ultima gara con un vantaggio.
Al chilometro nove lo scenario era completamente cambiato. Kiriago era decimo, a quattro minuti dalla testa della corsa, e vedeva progressivamente svanire le possibilità di conservare la leadership. Elazzaoui, intanto, proseguiva la sua corsa solitaria al comando, inseguendo la vittoria indispensabile per tenere vivo il sogno di una terza corona nelle Golden Trail World Series.
Nella seconda salita verso Hyangjeokbong, le posizioni alle spalle del leader sono cambiate ancora. Elazzaoui rimaneva saldamente al comando, mentre Santamaría e Stack guidavano l’inseguimento. Stack è tornato in seconda posizione, mentre Hadorn ha raggiunto Santamaría inserendosi nella lotta per il podio. In cima, Elazzaoui aveva portato il proprio vantaggio a oltre cinque minuti sui primi inseguitori e a più di dodici su Kiriago, ormai scivolato in 15ª posizione.
Ultimo aggiornamento:
25/10/2026 14:03