Festa grande, lo scorso fine settimana (26-27-28 giugno), per il clan del Mogast: una manifestazione ciclistica che ha raggiunto il suo decennale di vita.
Nata come un'estemporanea sfida tra una manciata di amici, la manifestazione è cresciuta fino a raccogliere i 137 partecipanti di questa edizione: 96 tedeschi, 16 italiani, 13 svizzeri, 6 statunitensi, 4 francesi, 2 olandesi, radunatisi intorno a Casa Natura a Sernio, cuore pulsante dell'evento. Numeri a cui si somma una nutrita schiera di organizzatori, volontari, amici e sponsor che ha portato le presenze alla cena di sabato — organizzata in collaborazione con l'Accademia del Pizzocchero — a sfiorare le 200 persone.
Originata dall'ambizione di scalare tre celebrità geografiche locali — Mortirolo, Passo Gavia e Stelvio — Mogast si è evoluta nel tempo, diventando un ritrovo di tre giorni fatto di ciclismo, musica, gastronomia e piacere di stare insieme.
Il risultato della manifestazione è quasi la somma aritmetica tra le eccellenze valtellinesi e l'ars vivendi portata in dote dalla componente berlinese del gruppo organizzativo.
Proprio l'attenzione all'inclusione, anche su temi di genere, della crew berlinese ha portato alla novità dell'anno: un contingente di iscrizioni dedicato a donne e persone flinta. Una misura che, unita a politiche di rispetto costruite negli anni, ha portato a un deciso aumento della partecipazione femminile: 27 le cicliste al via.
Due i percorsi: a quello su strada si affianca una variante gravel che comprende la scalata del Passo Verva, con passaggio da Arnoga, i Laghi di Cancano e lo Stelvio.
Da sempre il Consorzio Turistico Media Valtellina, referente per il progetto cicloturismo della Provincia di Sondrio, segue questa manifestazione con grande attenzione: il tracciato gravel è tra quelli che il Consorzio intende promuovere e valorizzare come collegamento strategico tra i percorsi di alta e bassa valle.
Mogast si prepara ora alla sua undicesima edizione, mantenendo intatta la propria formula: numeri contenuti e un'attenzione crescente alla componente femminile, che oggi rappresenta già il 30% dei partecipanti.