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Confindustria Brescia contro il DL Fiscale

“I primi dati raccolti tra le nostre aziende associate (aggiornamento alle ore 11.00 di oggi) confermano la gravità della situazione: siamo di fronte a un danno concreto, immediato e già quantificabile, che colpisce imprese che hanno investito rispettando le regole”.
È quanto dichiara il presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, a seguito della prima mappatura effettuata da Confindustria Brescia sugli effetti del Decreto Fiscale.
“Ad oggi – prosegue Streparava – abbiamo raccolto riscontri da 106 aziende, tra piccole, medie e grandi. Parliamo già di oltre 85 milioni di euro di investimenti coinvolti. Il beneficio complessivo atteso era nell’ordine dei 37 milioni di euro: dopo il decreto, scende a 12,1 milioni. Una riduzione drastica, che incide direttamente sulla sostenibilità finanziaria di scelte industriali già effettuate e, tra l’altro, rallenta processi di efficientamento energetico. E questo – sottolinea – è solo un primo campione. Il quadro reale è destinato ad aggravarsi sensibilmente”.
Il presidente degli industriali bresciani evidenzia come la convocazione del Tavolo al Ministero rappresenti un passaggio necessario, ma non sufficiente:
“Ci aspettiamo che a quel Tavolo siano presenti i Ministri Giorgetti e Urso. Sono loro i primi che devono assumersi la responsabilità politica di una decisione che sta mettendo in difficoltà imprese che creano lavoro, occupazione e sviluppo. Così come ci attendiamo l’impegno di tutti i Parlamentari bresciani, di maggioranza e opposizione, cui abbiamo immediatamente scritto, affinché si ripristini la situazione ante DL Fiscale.
Non siamo disponibili ad accettare compromessi al ribasso, se non di fronte ad analoghi sacrifici da parte di tutte le categorie economiche del Paese. Non siamo più disponibili ad assistere a sterili battaglie ideologiche che hanno la sola conseguenza di far pagare i danni a chi non ha responsabilità”.
“Quella a cui stiamo assistendo – aggiunge Streparava – è una situazione paradossale: lo Stato non mantiene gli impegni presi e lo fa nei confronti di chi ha investito sulla base di norme chiare e di indicazioni istituzionali precise. Non è accettabile giustificare un taglio del 65% con esigenze di finanza pubblica. Siamo consapevoli della complessità del momento, ma proprio nelle fasi straordinarie è necessario sostenere chi produce crescita, non penalizzarlo. Se servono risorse – continua – il Governo le reperisca dove esistono inefficienze: si intervenga sul patrimonio immobiliare pubblico, si accelerino processi di vera valorizzazione e privatizzazione. Non si può pensare di scaricare il costo dell’equilibrio dei conti su chi ogni giorno garantisce occupazione e sviluppo”.
Il Presidente conclude con un richiamo netto anche sul piano simbolico: “Fa quasi sorridere pensare che il prossimo 15 aprile si celebrerà la giornata del ‘Made in Italy’. Di questo passo, tradendo la fiducia degli imprenditori e penalizzando le loro aziende, il rischio è quello di avviare una progressiva desertificazione industriale. Serve un intervento immediato per ripristinare gli impegni assunti e ristabilire un principio fondamentale: le regole non si cambiano a posteriori. La credibilità del Paese si misura anche da questo”.
Ultimo aggiornamento: 31/03/2026 12:19:04

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