TRENTO - Dopo "Le maestre", Rosanna Cavallini torna a raccontare le vite e i mestieri delle donne del passato con "Cesta, gerla, fagotto". Questo nuovo libro esplora l'universo dell'ambulantato femminile, un mondo fatto di fatica, ingegno e indipendenza. L'opera distingue tra le donne che praticavano l'ambulantato fuori porta, vendendo merci lungo le strade, e quelle che, invece, si spostavano per offrire la propria forza lavoro. Ciòde e balie, ad esempio, non commerciavano beni, ma mettevano a disposizione il proprio corpo e le proprie capacità, diventando parte di un fenomeno di emigrazione stagionale che ha segnato profondamente la storia sociale di molte comunità.
Attraverso ricerche storiche, testimonianze dirette e racconti di vita, Cesta gerla fagotto restituisce voce a queste donne in cammino, capaci di trasformare il bisogno in opportunità. Con una narrazione attenta e coinvolgente, il libro non è solo un omaggio al lavoro ambulante femminile, ma anche un prezioso tassello della memoria collettiva.
Il commercio ambulante dei krumer della comunità mòchena era una pratica quasi esclusivamente maschile, ma a recarsi nelle vallate sudtirolesi in alcuni momenti di particolare necessità, come negli anni del Dopoguerra, non è mancata qualche donna.
Appuntamento martedì 14 luglio alle 20.30 al Museo Filzerhof, a Fierozzo. L’autrice dialogherà con Claudia Marchesoni, direttrice dell’Istituto Culturale Mòcheno – Bersntoler Kulturinstitut. La presentazione sarà accompagnata dalla visita alla sezione della mostra “Tra mito e realtà. Giuseppe Šebesta e la Valle del Fersina”, allestita presso il Museo Filzerhof e visitabile fino al 4 ottobre.