-
Venerdì 15 maggio 2026
Camera di Commercio di Trento, CamLab: il ruolo dei corpi intermedi
«Le pouvoir arrête le pouvoir (il potere frena il potere) sta forse in questo principio elaborato da Montesquieu il senso dell’incontro di oggi». Con queste parole la giornalista Giorgia Cardini ha introdotto l’appuntamento del ciclo “CamLab: dialoghi su impresa e innovazione” dal titolo “Il ruolo dei corpi intermedi: opportunità e sfide per luoghi di dialogo e di costruzione del bene comune” organizzato ieri pomeriggio alle 17:30 nella cornice di Palazzo Roccabruna da Accademia d’Impresa e Camera di Commercio di Trento. «I corpi intermedi – le cosiddette associazioni di rappresentanza, come i sindacati e le associazioni di categoria – sono aggregati volontari di persone che hanno come scopo quello di influenzare gli attori politici. Non sono mai solo strumenti per soddisfare bisogni, ma sono luoghi di mediazione del conflitto sociale per fare pressione sui governi, per contenere con regolamenti collettivi i poteri istituzionalizzati» ha sottolineato Carlo Romanelli, psicologo del lavoro ed esperto di organizzazione aziendale, chiamato ad approfondire il tema e a precisare ruoli e funzioni dei corpi intermedi nella società attuale. Romanelli si è soffermato soprattutto sui “dilemmi organizzativi” che caratterizzano queste realtà. Le associazioni devono continuamente trovare un equilibrio tra esigenze contrapposte: da un lato la tutela degli interessi specifici degli associati, dall’altro la necessità di mantenere una legittimazione sociale ampia e universalistica. Si tratta di tensioni fisiologiche, che non possono essere eliminate ma solo governate. Uno dei nodi centrali della trattazione ha riguardato la cosiddetta “crisi della rappresentanza”. La disintermediazione favorita dalla tecnologia, dai social media e dalla comunicazione diretta tra cittadini e potere ha indebolito il ruolo tradizionale dei corpi intermedi. Parallelamente molte organizzazioni si sono trasformate in strutture prevalentemente orientate alla gestione di servizi, rischiando di perdere il legame emotivo e identitario con la propria base associativa. Per affrontare questa crisi, Romanelli ha indicato alcune possibili direttrici evolutive: il rafforzamento della partecipazione degli iscritti, l’organizing come mobilitazione delle comunità, la costruzione di alleanze con movimenti sociali e territoriali, e l’utilizzo delle piattaforme digitali non solo come strumenti informativi, ma come luoghi di partecipazione e coinvolgimento. Tra i concetti chiave della relazione anche quello dei “legami deboli”, elaborato dal sociologo Mark Granovetter. Secondo questa impostazione, le organizzazioni più aperte ai collegamenti esterni, alle contaminazioni e ai rapporti con soggetti differenti risultano più resilienti, innovative e capaci di intercettare i cambiamenti sociali. Infine, Romanelli ha proposto una lettura delle associazioni di rappresentanza come “comunità di pratica”, realtà nelle quali gli iscritti non cercano soltanto tutela, ma anche relazioni, aggiornamento, crescita professionale e riconoscimento reciproco all’interno di una rete condivisa di competenze e valori.
La parola è poi passata alla tavola rotonda, cui hanno partecipato autorevoli esponenti del mondo economico trentino con ruoli di vertici nelle associazioni di categoria locali: Gianluca Barbacovi, presidente Coldiretti Trentino-Alto Adige, Massimiliano Peterlana, vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino e Davide Cardella, direttore generale ASAT.
Dalla discussione è emerso subito un tema fondamentale: il passaggio generazionale nelle imprese come fattore strategico per il rinnovo della base associativa. Peterlana ha ricordato che negli ultimi 10 anni in Italia hanno chiuso circa 150mila esercizi commerciali e che moltissimi giovani, anche della nostra provincia, scelgono di cercare fortuna all’estero. «Attrarre e trattenere i giovani per le piccole e piccolissime imprese del nostro territorio è sempre più difficile, e anche quelli che decidono di continuare l’attività di famiglia non vedono nelle associazioni uno strumento funzionale al loro ingresso nel mondo imprenditoriale». «Le aziende agricole trentine sono molto piccole – gli ha fatto eco Barbacovi – mediamente di un ettaro: per trattenere i giovani vanno garantiti salari dignitosi e la possibilità di innovare, di introdurre strumenti tecnologici. Per questo occorre trovare forme di accesso agevolato al credito e di riduzione delle imposte». Più disincantato l’approccio di Davide Cardella: «La battaglia per trattenere i giovani è una battaglia persa fin dalla partenza, quella che possiamo sperare di vincere è quella di creare le condizioni perché tornino». E qui il direttore di ASAT ha posto l’accento sull’emergenza alloggi: «Oggi il problema della casa è un problema centrale per i ragazzi, soprattutto nel nostro territorio dove molti alloggi sono spesso rappresentati da seconde case destinate alle vacanze». Un’altra grande partita per il futuro delle associazioni di categoria è quella del rapporto con la politica: da parte di tutti i relatori è stata condivisa la necessità di una maggiore concertazione con il governo locale sui grandi temi delle infrastrutture e dello sviluppo. «Non possiamo essere chiamati in causa solo a cose fatte – ha protestato Barbacovi – i corpi intermedi vanno valorizzati dalla politica in quanto portatori di interessi collettivi». Peterlana ha sottolineato anche il bisogno di un maggior confronto fra le stesse associazioni di rappresentanza e Cardella ha richiamato il dovere morale di dialogare in modo più libero e critico con il mondo politico. Ha chiuso l’incontro Carlo Romanelli suggerendo l’idea di dar vita ad una scuola di formazione per le nuove leve delle associazioni di rappresentanza: «Per garantire un futuro ai corpi intermedi – ha osservato – occorre ripartire dai fondamentali, cioè dalla formazione, e farlo insieme, con corsi di formazione comuni a tutte le associazioni per creare un terreno negoziale in grado di rinnovare e ricompattare la loro capacità di essere veri e propri attori politici».
L’appuntamento è stato aperto dal saluto del presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo, che ha ricordato il ruolo strategico dei corpi intermedi nel garantire condizioni di democrazia e confronto funzionali a promuovere lo sviluppo della libera iniziativa imprenditoriale.
Ultimo aggiornamento:
15/05/2026 10:06:17