MILANO - Le denominazioni sono uno strumento fondamentale per comunicare la qualità del vino italiano e renderlo riconoscibile sui mercati internazionali. È il messaggio lanciato da
Giovanna Prandini (nella foto), presidente di
Ascovilo, l’Associazione dei consorzi vitivinicoli lombardi, intervenuta a Voghera al forum conclusivo della prima edizione della
Community Visione Vino.
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Non facciamo abbastanza per comunicare quanto il vino italiano sia controllato e di qualità", ha sottolineato Prandini, richiamando l’attenzione sulla necessità di valorizzare il lavoro che sta dietro ogni bottiglia. Per la
presidente di Ascovilo, la tutela delle denominazioni deve andare di pari passo con una comunicazione più efficace.
Il patrimonio vitivinicolo italiano non può essere semplicemente custodito, ma deve essere difeso e valorizzato ogni giorno sul mercato. Questo significa raccontare i controlli lungo la filiera, le pratiche di cantina consentite e quelle vietate, l’attenzione alla sostenibilità e le condizioni di lavoro che caratterizzano le imprese italiane. Sono elementi che contribuiscono a distinguere le produzioni nazionali e che devono diventare parte integrante della loro promozione.
Prandini ha richiamato anche il tema delle competenze e del lavoro agricolo, sottolineando le difficoltà che le aziende incontrano nel reperire manodopera, soprattutto per le attività manuali. "
Tutti devono studiare, ma non è vero che esista una sola strada. C’è chi è portato allo studio e chi dà il meglio di sé facendo l’artigiano o l’agricoltore. Questa cosa non dobbiamo dimenticarla come sistema Italia".
Un richiamo che riguarda il riconoscimento sociale ed economico di professioni indispensabili per la filiera e la necessità di rendere il lavoro agricolo più attrattivo per le nuove generazioni. Il problema della valorizzazione si intreccia con quello della promozione internazionale.
Per
Prandini, l’Italia deve superare la frammentazione delle iniziative e presentarsi alle grandi manifestazioni estere con una strategia più coordinata, capace di unire le diverse identità territoriali in un racconto riconoscibile.
"Non è possibile continuare a fare le fiere internazionali con il nostro cappellino», ha affermato, ricordando un’esperienza vissuta in Cina circa vent’anni fa. In quell’occasione, i consorzi italiani erano distribuiti in padiglioni differenti, mentre la Francia si presentava con uno spazio unitario, articolato per territori di produzione e accompagnato da proposte gastronomiche curate da chef, con piatti abbinati ai vini delle diverse regioni. Una scelta che permetteva di raccontare le produzioni francesi come parte di un’unica identità nazionale, senza rinunciare alle peculiarità locali. «Sono passati vent’anni e noi non siamo ancora lì. Cerchiamo di ripartire dalle cose semplici e, facendo insieme veramente comunità, possiamo fare molto", ha concluso la
presidente di
Ascovilo.
Il riferimento è alla necessità di mettere in rete consorzi, territori e istituzioni, evitando che la promozione si disperda in iniziative separate.
Una sfida particolarmente attuale anche per la Lombardia, che conta 14 consorzi vitivinicoli e che, secondo Prandini, può rafforzare la propria presenza sui mercati se riesce a condividere obiettivi e strumenti. La collaborazione, per la presidente, non deve fermarsi alle fiere, ma può tradursi in progetti concreti capaci di ampliare le opportunità delle imprese. In questa prospettiva si inserisce il confronto avviato con la Sicilia e con Josè Rallo, amministratore delegato di Donnafugata, per sviluppare una possibile sinergia nell’ambito dell’enoturismo. L’idea è coinvolgere la Sicilia come primo partner della piattaforma Ascovilo dedicata alla prenotazione delle esperienze in cantina.
"Sarebbe bellissimo unire la Lombardia alla Sicilia e avere la Sicilia come primo partner in questo progetto", ha spiegato Prandini, illustrando una prospettiva che punta a mettere in relazione territori diversi, condividere esperienze e creare nuove occasioni di promozione. La piattaforma può diventare uno strumento per avvicinare il pubblico alle aziende vitivinicole e offrire ai visitatori opportunità di conoscenza che vadano oltre la degustazione, facendo scoprire le cantine e i territori da cui nascono i vini.
È in questo quadro che si inserisce il calendario di iniziative con cui Ascovilo sarà protagonista nelle prossime settimane, portando le denominazioni lombarde in alcuni importanti appuntamenti dedicati al vino e alle eccellenze agroalimentari, in Italia e all’estero.
Fino al 21 ottobre, l’associazione parteciperà al SIAL Paris 2026 con i vini a denominazione dei consorzi Garda DOC, Montenetto, Tutela Lugana DOC, Tutela Moscato di Scanzo, Valtenesi e Vini Mantovani. In fiera sono previste sei ricette realizzate dallo chef Ferrari, abbinate ai vini messi a disposizione da Ascovilo. Nell’ambito dell’evento fuori salone al Coeur Sacré di Montmartre, i vini a denominazione saranno invece proposti in abbinamento con oltre venti formaggi italiani DOP, in un percorso che mette in relazione produzioni di qualità e cultura gastronomica.
Dal 31 ottobre al 2 novembre, Ascovilo sarà presente a Golosaria, a Rho Fiera Milano, nello stand di Regione Lombardia, padiglione 8, stand 37. Saranno proposti in mescita i vini dei consorzi Garda DOC, Valcalepio, Montenetto e Terre Lariane. Lunedì 2 novembre, alle 13, è inoltre in programma una masterclass dedicata ai vini selezionati dai quattro consorzi, condotta dai giornalisti Fabio Molinari e Alessandro Ricci.
Dal 6 al 9 novembre, infine, l’associazione parteciperà al Merano WineFestival, nella Gourmet Arena del Kurhaus di Merano, tavolo 11, con i vini dei consorzi Garda DOC, Tutela Lugana DOC e Valtenesi. Tre appuntamenti diversi, accomunati dalla volontà di accrescere la conoscenza delle denominazioni lombarde e rafforzarne la riconoscibilità attraverso degustazioni, abbinamenti gastronomici e occasioni di incontro con il pubblico e gli operatori del settore.
La partecipazione alle manifestazioni si accompagna così alla linea indicata da Prandini: comunicare meglio il valore del vino, promuovere il lavoro delle aziende e costruire una presenza più coordinata, nella convinzione che la collaborazione tra consorzi e territori possa dare maggiore forza alle produzioni lombarde anche sui mercati internazionali.