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Pnrr e Corte dei Conti, Fugatti: “Collaborazione necessaria, facciamo da apripista”

sabato, 2 luglio 2022

Quando:
2 luglio 2022@23:45–3 luglio 2022@00:45 Europe/Rome Fuso orario
2022-07-02T23:45:00+02:00
2022-07-03T00:45:00+02:00

“In una terra di Autonomia come la nostra, la realizzazione di percorsi innovativi appare fondamentale: con questo spirito, nell’ambito del Pnrr – che porterà in Trentino 1,3 miliardi di euro – opereremo per mettere in campo gli investimenti in tempi brevi. Centrale è il rapporto con gli organi di controllo: anche alla luce della relazione di collaborazione instaurata con la locale Corte dei Conti, il Trentino vorrebbe fare da apripista per definire un sistema di accountability, cioè di rendicontazione dei riflessi degli investimenti sulle politiche provinciali, che possa fungere da punto di riferimento per la valutazione a livello territoriale dei benefici e dei livelli di efficienza generati dall’attuazione dei progetti del Pnrr sui territori”. Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, intervenuto nell’ambito della tavola rotonda che ha chiuso il convegno “Autonomie territoriali e contributo all’attuazione del PNRR e dei piani complementari. Il ruolo della Corte dei conti”. Una due giorni ospitata a Madonna di Campiglio, nel corso della quale magistrati, tecnici, autorità, esponenti delle istituzioni e delle forze dell’ordine si sono confrontati sugli elementi utili per il Pnrr in chiave territoriale, mettendo in luce l’importanza dell’azione amministrativa nella promozione del benessere e dell’interesse pubblico.

Nel corso del suo intervento – intervistato dal giornalista Leopoldo Gasbarro – il presidente Fugatti ha ricordato che la collaborazione con la Corte dei Conti, che in Trentino già esiste, ha fatto sì che si condividessero le modalità di aggiornamento periodico dell’andamento degli investimenti, a prescindere dal rispetto necessario degli obblighi formali di rendicontazione. Il Pnrr rappresenta peraltro una sfida importante, oltre che una grande occasione per lo sviluppo del Trentino, per accrescerne la competitività e l’efficienza. Anche attraverso percorsi innovativi. “La nostra Amministrazione ha nominato 5 commissari straordinari per lo sviluppo di altrettante opere strategiche, al fine di mettere a terra gli investimenti in tempi brevi. Il nostro è stato il primo territorio italiano a muoversi in questa direzione” ha ricordato il presidente dal palco del PalaCampiglio. Nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, numerosi sono gli interventi che interessano il territorio provinciale, come ha ricordato Fugatti: “Ammontano a 930 milioni di euro gli investimenti che farà lo Stato attraverso Rfi per la circonvallazione ferroviaria di Trento, collegata al Tunnel e al raddoppio della linea del Brennero. Mentre al sistema integrato trentino, l’insieme delle istituzioni ed enti formato da Provincia, Comuni, Itea e Università, vanno circa 382 milioni di euro. L’auspicio è che il Governo possa intervenire anche sulla circonvallazione ferroviaria di Rovereto”.
Il rettore dell’Ateneo di Trento, Flavio Deflorian, ha evidenziato come l’università rappresenti “una fabbrica di competenze imprescindibile: avvertiamo questa responsabilità nell’accompagnare il Paese nel suo sviluppo futuro”. Secondo Deflorian, le risorse del Pnrr andranno investite “guardando a dopo il 2026, attraverso progetti competitivi di cui potranno usufruire anche i nostri figli”.
Il segretario generale della Uil Pubblica amministrazione, Sandro Colombi, ha parlato della necessità di rendere la Pubblica amministrazione attrattiva agli occhi dei lavoratori più giovani. Ad oggi, gli over 60 che lavorano nell’ente pubblico sono il triplo degli under 30 e questo rappresenta un freno alla crescita del Paese: “La Pa è la più grande macchina produttiva del Paese ed il Pnrr, con i suoi progetti di crescita, necessita di nuove professionalità che non possono essere assunte con contratti a tempo determinato”. Il presidente del Consiglio delle rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale e vicepresidente di Confindustria, Vito Grassi, ha dunque ricordato la difficoltà delle imprese nel reclutamento di personale qualificato: “L’Italia è fatta di tante piccole e medie imprese familiari, che sono riuscite ad affrontare e superare le crisi che si sono succedute negli ultimi 20 anni, accettando le sfide del mercato. Ora il Pnrr è una sfida che va vinta assolutamente ed è necessario che tutti diano il proprio contributo”. A tal proposito, il giudice della Corte Costituzionale, Angelo Buscema, ha parlato della necessità che le diverse componenti della società dialoghino e collaborino in maniera fattiva: “Non guardiamo alle differenze, ma creiamo alleanze”.



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