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Performance verbal-musicale dell'artista Pasini alla Vi.P. Gallery Valcamonica

Dialogherà con Simona Brena e Luca Morandi nel "finissage" di tre mostre personali antologiche

NIARDO (Brescia) - Per il "finissage" delle tre mostre personali antologiche di Patarini, Pasini e Dokoupil alla Vi.P. Gallery Valcamonica va in scena "Ragazzi (S)connessi", performance verbal-musicale di presentazione dell'omonimo libro dell'artista Gianpaolo Pasini.

Conferma la sua vocazione di centro culturale multidisciplinare l’unica galleria di Arte Contemporanea della media e bassa Valcamonica con questo connubio tra letteratura, musica e arti visive previsto nell' ultimo giorno per visitare le tre mostre personali di Martin Dokoupil (fotografia), Virgilio Patarini (pittura e installazioni) e Gianpaolo Pasini (scultura).

Domenica 26 aprile, infatti, alle 16, in via Nazionale a Niardo, l'artista e autore Gianpaolo Pasini dialogherà con Simona Brena e Luca Morandi raccontando e rivivendo pagine del libro autobiografico, scanzonato, ironico, divertito e divertente intitolato "Ragazzi (S)connessi", con l'intervento e il contributo musicale di Fermo Oprandi e della sua chitarra.

Uno spaccato del mondo e della vita della provincia lombarda di pochi anni fa che vista con gli occhi di oggi pare appartenere alla preistoria, ma che a confronto con la vita odierna può rivelare contraddizioni e paradossi di cui non sempre siamo consapevoli. Scrive lo stesso Pasini (nella foto) nell'introduzione: "Ho vissuto sulla terra, anche se, sovente, con lo sguardo verso la luna” E ancora nel quarto di copertina: “vengono presentati, in modo ironico, frammenti di una vita ormai passata, dove l’interazione fra la specie umana avveniva con una consolidata modalità: il contatto diretto!. L’ incontro fra il genere umano avveniva così: tutti sconnessi, anche se diversamente connessi!”.

Contemporaneamente gli spettatori potranno visitare per l’ultimo giorno le tre mostre personali allestite nelle varie sale della Vi.P.
Gallery Valcamonica: in esposizione nella sala Michelangelo e nella saletta Caravaggio il fotografo Martin Dokoupil con la mostra intitolata “Persostanza” (sic), a cura di Graziano Filippini; in tutta la galleria le sculture di Giampaolo Pasini con la sua “Piccola Antologia 2003-2026”; nelle sale Leonardo e De Chirico e nello spazio Brunelleschi le opere di Virgilio Patarini con la mostra “Paesaggi, figure, epifanie”, anche in questo caso un’antologica di circa quaranta opere dal 2001 al 2026.

Filo conduttore delle tre mostre personali è la sperimentazione e l’attraversamento di stili, generi e tecniche, nel segno di un’arte contemporanea in bilico tra ricerca e reminiscenze classiche.

Nelle sale Leonardo e De Chirico e nello spazio Brunelleschi le quaranta opere esposte di Virgilio Patarini raccontano alcune delle tappe salienti della carriera pittorica di questo eclettico artista, dal 2001 al 2026. Tre le linee di ricerca che si sono intersecate negli anni, due delle quali legate a filo doppio ai percorsi paralleli dell’autore nel campo della letteratura e del teatro: molte infatti sono le opere ispirate ad autori o testi letterari e frequente è l’uso di pagine di libri antichi nella realizzazione delle opere, così come frequenti sono quadri e installazioni che paiono pezzi di scenografie teatrali decontestualizzati e appesi a parete o presentati come sculture. Un terzo filone è invece più spiccatamente pittorico e vede la contaminazione tra una pittura materica e informale e una figurazione allusiva.

Nella sala Michelangelo e nella saletta Caravaggio Martin Dokoupil presenta un’ampia e articolata selezione di suoi lavori fotografici (anche in questo caso circa quaranta), alcuni di grandi dimensioni, che spaziano da lirici ritratti in bianco e nero, ad alcuni scorci paesaggistici classicheggianti, fino a opere propriamente astratte e dai tratti spiccatamente sperimentali che indagano alcuni temi ricorrenti come il doppio, la moltiplicazione dell’io fino a divenire moltitudine, il movimento che diviene danza o geometria. Si va da un uso classico e tecnicamente ineccepibile della macchina fotografica, fino ad un uso sperimentale e assolutamente poco ortodosso che sortisce effetti spiazzanti, a tratti poetici, sempre unici e rivelatori.

In tutta la galleria poi sono disseminate una decina di sculture in legno, per lo più di grandi dimensioni, dello scultore Giampaolo Pasini che raccontano più di vent’anni di evoluzione artistica, dalla figurazione degli inizi all’astrazione pura degli ultimi anni. Tratti comuni che caratterizzano l’intera produzione è un sapiente utilizzo del legno, la ricerca di un’armonia di linee, di pieni e di vuoti, e, dal punto di vista dei contenuti, l’affrontare sovente temi sociali con arguzia e originalità di sguardo. E sempre con originalità.
Ingresso libero all'avento.
Ultimo aggiornamento: 23/04/2026 00:09:50

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