SAVIORE DELL'ADAMELLO (Brescia) - "Ama Dablam, 6.812 metri, una delle montagne più iconiche e spettacolari dell'Himalaya. Una piramide di roccia, ghiaccio e neve, caratterizzata da linee eleganti, creste affilate e passaggi alpinistici tecnici ed esposti. Una montagna di straordinaria bellezza. A soli 10 giorni dal mio arrivo in Nepal sono riuscito a raggiungere la vetta, senza effettuare le classiche rotazioni di acclimatamento.
Un risultato che è stato possibile soprattutto grazie all'organizzazione impeccabile di Gualtiero Bazzana", con queste parole Matteo Gaudiosi ha commentato l'impresa di aver scalato l’Ama Dablam.
Il giovane alpinista di Saviore dell’Adamello, guida alpina conosciuta a livello internazionale, ha scalato una delle montagne più tecniche dell’Himalaya con i suoi 6.812 metri di altezza. La spedizione, inserita nel quadro della "Valsaviore Himalaya Expedition 2026", ideata e organizzata da Gualtiero Bazzana, originario di Cevo, si è trasformata in una vera e propria corsa contro il tempo e le avversità meteo.
Dopo una rapida risalita della valle del Khumbu, al cospetto dei colossi Everest e Lhotse, l'alpinista camuno si è trovato a dover fare i conti con la minaccia incombente del ciclone Arnab, destinato a scaricare nei giorni successivi imponenti nevicate sull'intera regione. Al termine della scalata Gaudiosi ha commentato: "E' stata un’esperienza umana prima ancora che alpinistica, intensa, indimenticabile".