PINZOLO (Trento) - In 3.000 persone, tante quanti i biglietti disponibili, hanno raggiunto, nella tarda mattina di ieri, il Doss del Sabion per assistere al concerto conclusivo della quarta edizione del Mountain Beat, il festival che fa incontrare artisti internazionali con la montagna, abbinando il battito ad alta frequenza dei concerti con il battito a bassa frequenza delle esperienze alla scoperta della natura e del territorio. Dopo il concerto di Ben Harper di sabato 20 settembre, lo spettacolo di ieri, con la voce eterea di Elisa, il pianoforte raffinato di Dardust e l’avvolgente quintetto di archi, si è inserito con delicatezza nel contesto naturale tra Dolomiti di Brenta e Adamello Presanella che abbraccia il Doss del Sabion, coinvolgendo il pubblico
(foto credit Claudio Lanzafame).
IL CONCERTO
V

enti canzoni e quasi due ore di concerto che hanno portato, dove le Alpi e le Dolomiti si incontrano, il raffinato sodalizio tra la cantautrice Elisa e il pianista, compositore e produttore Dardust (Dario Faini), interprete dell’elettronica da camera e di originali arrangiamenti.
Si comincia con “Ouverture/Filo di seta” e si prosegue con “Come te nessuno mai”, ed è subito magia tra il pubblico e la coppia di artisti che suonano, cantano e dialogano con la gente della montagna per tutto il tempo. Poi, la voce di Elisa intona “Promettimi” e, a seguire, “No Hero”, “L’anima vola”, “Qualcosa che non c’è”, “Seta” e altri brani ancora.
A metà concerto c’è uno spazio riservato a Dardust con un acclamatissimo “Dardust halftime moment”.
Quando Elisa torna sul palco, il pubblico le riserva qualcosa di più degli applausi: un calore che si sente nell’anima. “Questo è il nostro concerto “An Intimate Night”... Doveva essere una tournée con cinque appuntamenti e poi l’abbiamo portata in giro per un anno e mezzo. Per la prima volta, oggi, in cima alla montagna, in questa meraviglia. Siamo felici ed emozionati di questa bellezza, di essere qui circondati da madre natura”.
Nella seconda parte arrivano “Se piovesse il tuo nome”, “Luce”, “Together” e si conclude con “A modo tuo”. A scegliere il bis è il pubblico, per alzata di braccia, ed Elisa with Dardust salutano con “Luce” e un messaggio contro la guerra e per la pace - “Nessuna guerra è giusta” - e una dichiarazione d’affetto verso il pubblico: “Siete nei nostri cuori”.
Si spegne la voce di Elisa, si spegne la musica di Dardust e un passeggero temporale estivo accompagna la gente nel ritorno a valle con il ricordo di una giornata da ricordare.
“Quattro anni fa abbiamo immaginato un progetto chiaro e ambizioso - ha affermato Tullio Serafini, presidente di Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio che ha ideato e organizzato il progetto - portare grandi artisti in un luogo straordinario, far incontrare la forza della musica con quella della montagna. Da allora è stato un crescendo, anno dopo anno, con lo spirito e l’impegno di creare momenti ed emozioni indimenticabili. Mountain Beat Festival ha l’intento di diventare una motivazione in vacanza ed una proposta attrattiva per una clientela nazionale ed internazionale”.
UN EVENTO PER TUTTI
Il Mountain Beat Festival è un evento accessibile. Si è potuto raggiungere i concerti di Ben Harper ed Elisa with Dardust a piedi oppure con le cabinovie Pinzolo-Prà Rodont e Prà Rodont-Doss del
Sabion, entrambe accessibili alle persone con disabilità. Per entrambi i concerti, in collaborazione con REMOOVE, è stato attivato un servizio dedicato alle persone sorde e ipoacusiche che hanno potuto vivere l’esperienza musicale attraverso l’utilizzo dei Woojer Vest: innovativi gilet aptici in grado di trasformare il suono in vibrazioni corporee sincronizzate con la musica. Il servizio è stato inoltre supportato dalla presenza di un interprete LIS.
ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ
I concerti di Ben Harper ed Elisa with Dardust hanno ottenuto il riconoscimento Eco-Eventi Trentino, che promuove la sostenibilità attraverso azioni concrete di riduzione dell’impatto ambientale: raccolta differenziata, utilizzo di bicchieri riutilizzabili, punti acqua per limitare la plastica monouso e attenzione ai prodotti locali e stagionali. Un percorso coerente con la certificazione GSTC ottenuta recentemente dalla destinazione.