È scritto nello statuto comunale che la città di Trento si sente partecipe dei destini del mondo, tanto più di quei Paesi che oggi vivono il dramma della guerra. In coerenza con il dettato statutario, l’Amministrazione comunale in questi anni ha promosso iniziative per l’Ucraina, per Gaza, per Beira in Mozambico. Ecco allora che, anche alla luce della particolare situazione internazionale di questi giorni, una parte del tradizionale incontro di fine anno tra il sindaco Franco Ianeselli e i giornalisti è stato dedicato a due testimonianze riguardanti la Palestina e l’Ucraina. A portarle sono state due persone che, in modo diverso, lavorano all’interno del Comune di Trento. Si tratta di Ornella Decarli, presidente della Circoscrizione di Povo, volontaria attiva in diverse associazioni e componente del direttivo dell’associazione Eucraina, e di Pier Francesco Pandolfi de Rinaldis, funzionario dell’ufficio Parchi e giardini, presidente dell’associazione Pace per Gerusalemme, consigliere del Forum Trentino per la pace e i diritti umani, consigliere dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della Provincia di Trento.
“Vorrei iniziare – ha detto il sindaco Ianeselli - condividendo una visione. Ieri, durante l’incontro a Roma con l’Anci, abbiamo avuto l’occasione di partecipare a un’udienza con Papa Leone che ha ricordato un pensiero di don Primo Mazzolari, il prete partigiano. Lui diceva che le città vivono di opere pubbliche, di strade, di illuminazione, di case, di acquedotti e di marciapiedi, ma che si riconoscono davvero dal modo in cui i loro cittadini sanno stare insieme e affratellarsi. È un messaggio che riguarda ciò che accade dentro le nostre comunità, ma anche la relazione con il resto del mondo. Per questo abbiamo voluto portare qui oggi due testimonianze che parlano di solidarietà concreta in contesti di conflitto da parte di persone che fanno parte della nostra Amministrazione. Un nostro funzionario, lo scorso autunno, si è recato in Cisgiordania per aiutare i contadini palestinesi nella raccolta delle olive, spesso sotto la minaccia dei colpi sparati dai coloni. La presidente della Circoscrizione di Povo, invece, è volontaria attiva dell’associazione Eucraina, con dieci missioni alle spalle per portare beni indispensabili a chi sta vivendo una guerra e ha bisogno di tutto. Chi lavora per il Comune serve ogni giorno la comunità, ma credo che l’impegno nella solidarietà internazionale e nel volontariato rappresenti un valore aggiunto straordinario. È un modo di interpretare il proprio ruolo che rispecchia ciò che la città ha scritto nel suo statuto, nella sua storia e nella sua anima. A entrambi va il nostro sincero ringraziamento.”
Pandolfi De Rinaldis lo scorso autunno è andato nei territori occupati palestinesi in Cisgiordania per supportare le comunità agricole locali nella raccolta delle olive: “Gli attacchi dei coloni e dei soldati in Cisgiordania sono quadruplicati negli ultimi due anni: per quanto riguarda i soli coloni, nel 2025 ne sono stati contati 1.700 (il dato è delle Nazioni Unite) – ha raccontato Pandolfi De Rinaldis – Nello stesso periodo sono stati sradicati 17.000 alberi di ulivo per far posto a nuove colonie illegali israeliane, che crescono al ritmo di decine all’anno rubando terra palestinese”. Durante il suo soggiorno, Pandolfi De Rinaldis ha assistito a scene drammatiche: “Ho visto i coloni sparare con fucili d’assalto agli agricoltori per cacciarli da terreni in cui l’esercito aveva assicurato il permesso di accesso. Immaginate terreni con olivi plurisecolari di proprietà della vostra famiglia, piantati dai vostri bisnonni o trisnonni, nei quali voi non potete entrare da 40 anni o più: i contadini ce li facevano vedere dalle pendici delle colline con le lacrime agli occhi. In più occasioni abbiamo dovuto interrompere la raccolta e scappare di fronte a intimidazioni e minacce. Probabilmente avrete letto dei quattro volontari aggrediti in casa e picchiati dai coloni. Io e il mio gruppo siamo stati molto più fortunati ma sentivamo le ambulanze arrivare a soccorrere volontari con la testa aperta da sassate e bastonate dei coloni. Siamo stati direttamente perseguitati anche dall’esercito israeliano, che cercava di arrestarci. Sono stati catturati ed espulsi 32 volontari come me. Raccogliere olive e rivendicare il diritto di accesso alle terre e all’acqua dei palestinesi per Israele equivale ad un atto ostile, vietato, di supporto al terrorismo”.
Ornella Decarli non è mai stata in Ucraina ma ha partecipato attivamente alle raccolte fondi e alle attività in Trentino dell’associazione Eucraina: “L’ultima missione in ordine di tempo è partita il giorno di Natale 2025 – ha raccontato – Il presidente Giovanni Kessler e un volontario stanno consegnando nella zona del Donbass power station e tourniquet (lacci emostatici d’emergenza) ai MedEvac (Medical Evacuation), unità composte da medici e paramedici che, in luoghi protetti nelle immediate vicinanze del fronte, recuperano i feriti con ambulanze mimetizzate o fuoristrada, li stabilizzano e li trasferiscono verso gli ospedali. A queste unità spetta anche il difficile compito di recuperare i soldati caduti”.
Racconta ancora Decarli: “Eucraina ha all’attivo dieci missioni. Operiamo individuando i bisogni più urgenti grazie ai contatti costanti con Ong ucraine, organizzazioni, enti pubblici, centri di accoglienza e ospedali in Ucraina. L’attenzione è rivolta in particolare ai beni indispensabili per salvare vite umane, come ambulanze, materiali sanitari di emergenza e attrezzature essenziali. Lavoriamo in sinergia anche con le associazioni di cittadini ucraini presenti in Trentino. L’azione si concentra in particolare nelle aree prossime al fronte orientale, dove l’associazione fornisce direttamente sul posto materiali e beni essenziali a chi ne ha maggiore necessità Da aprile 2022 a oggi, il valore dei beni consegnati è stimabile in circa 450.000 euro, costituiti in gran parte da materiale sanitario di emergenza, come ambulanze, tourniquet e dispositivi medici, oltre a generatori e power station. A questa cifra va aggiunto anche il valore dei beni ricevuti in donazione, che incrementa ulteriormente l’impatto degli interventi. Il valore forse più significativo delle missioni in Ucraina risiede però nelle relazioni umane che si creano: i contatti con persone e organizzazioni che ricevono una solidarietà concreta e tangibile. La gratitudine espressa dai destinatari, attraverso foto, video e messaggi, non riguarda solo l’aiuto materiale, pur fondamentale, ma soprattutto la consapevolezza di non essere soli. Sapere che in un paese lontano, come l’Italia e il Trentino, ci sono persone che si prendono cura di loro, comprendono la loro sofferenza e scelgono di aiutarli, ha un valore profondo”.
Ultimo aggiornamento:
30/12/2025 15:47:19