L'Agenda delle Valli

Palestina Anima Mundi: stop war

Inizio: 03/07/2026 dalle ore 20:30 - Fine: 03/07/2026 alle ore 23:00 - Dove: Rovereto - TN IT

ROVERETO - Palestina Anima Mundi - stop war Le associazioni proseguono la riflessione dopo l’incontro del 19 giugno durante il quale abbiamo seguito l’iniziativa nazionale “Palestina Anima Mundi” con il collegamento con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati. L’iniziativa nazionale – che ha visto oltre 150 piazze e presidi collegati in tutta Italia – ha raccontato come la Palestina possa essere diventata lo specchio del mondo.

Come continuazione nella giornata nazionale ANIMA MUNDI si invita all’incontro di venerdì 3 luglio alle ore 20.30 al Centro Pace di Rovereto in in Via Vicenza, 5 – poco sopra P.zza Podestà. La serata prevede un breve video di Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e autore con Betta Tusset del volume “Sotto il cielo di Gaza”. Segue proiezione dell’incontro a più voci sul tema “Militarizzare la società o costruire la Pace? con interventi sulla riforma Crosetto e sull’alternativa nonviolenta proposta da Rete Italiana Pace e Disarmo. Interventi di Laura Milani (Presidente CNESC), Mao Valpiana (Presidente Movimento Nonviolento) e Alfio Nicotra della Rete italiana Pace e disarmo.

La “riforma Crosetto”: le nuove generazioni come riserva permanente per la guerra – Rete Italiana Pace e Disarmo si oppone alla “riforma Crosetto” della Difesa: non porta sicurezza, militarizza la società, sequestra il futuro delle nuove generazioni sacrificandole all’idea di “mettere gli stivali sul terreno”. E’ una proposta che pianifica e rende ineluttabile la guerra. Bisogna difendere i valori della nostra Repubblica dal tentativo di trasformarla in una enorme caserma. La vera alternativa è la difesa civile, non armata e nonviolenta Promuovono – Centro Pace Rovereto, Donne in Nero, BDS Trentino e altre associazioni che ha promosso il progetto “Gaza: lì dove brucia l’anima del mondo”.

Francesca Albanese elegge la Palestina a paradigma universale, non solo caso specifico; la Palestina è una lente per leggere ogni oppressione, per capire il sistema-mondo. Ciò che accade in Palestina rivela i meccanismi della violenza coloniale, della rimozione, dell’equidistanza complice che ritroviamo ovunque. Il libro dà voce a “chi ha avuto il coraggio di dire la verità mentre intorno imperversavano le menzogne, e chi la verità l’ha pagata con la vita”. L’appello della relatrice speciale è netto: protestare, resistere. Il cambiamento politico arriva solo se in tanti provano a mettersi in gioco, se una massa critica di persone integre e incorruttibili, anche di diversa appartenenza politica, si espongono, pienamente consapevoli che oggi s’impone, con sempre maggiore urgenza, la necessità di una visione umanista vera, che metta le persone al centro e garantisca diritti uguali, in un mondo segnato dalle gerarchie, dalla disomogeneità, dall’ingiustizia, dall’illegalità ostentata. Il turbamento e lo sdegno che Gaza genera può diventare motore per combattere l’indifferenza, l’equidistanza, la neutralità, la complicità, tutto ciò che rende possibile un genocidio.

Ultimo aggiornamento: 02/07/2026 08:07:17
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